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− Cantautore

Max Gazzè

Quindi?

2010 - Universal
07/06/2010 - di
Il cantautorato italiano a volte (troppo spesso?) è un ´cantastoriato´ che sciorina appunto storie con buon eloquio e dimentica musicalmente di sollevare una voce personale, limitandosi a seguire con pedanteria schemi collaudati in una tradizione jazzata o essenzialità sonore folk. Sosteniamo da tempo che Max Gazzè sia tra i più illustri rappresentanti di quanti invece, oltre a levigare versi preziosi, hanno fatto del loro lavoro un cammino costante di sperimentazione di alchimie sonore. Così anche questo settimo disco di inediti del Nostro, il primo per la Universal, elargisce capriole mirabolanti della parola, tra le audacie metaforiche di Gimmi Santucci (già paroliere nel precedente ´Tra l’aratro e la radio´, uscito nel 2008), che abbracciano immagini delicate e oniriche, fantasie scientifiche e panorami geografici, e la musicalità densa di limpido lirismo del fratello Francesco. Ma le condizioni in bilico dipinte dai testi e racchiuse in quel ´Quindi?´ sono soprattutto delineate dalla tessitura gentile delle note e da contaminazioni sfumate ed eteree, che questa volta sembrano muovere da un cuore di pianoforte e dagli organi dal già diffuso sapore vintage, sia Hammond che Eko Tiger, dai sintetizzatori e dal rhodes. In un disco dalla produzione raffinatissima (a cura degli stessi Gazzè e Santucci, e del chitarrista Giorgio Baldi) si spazia da deliziose ritmiche acustiche, come quelle di ´Senza coda (Autotomie)´ a leggere trame electro-pop, vagamente debitrici della passione del cantautore per i Kraftwerk (si ascolti ad esempio l’irresistibile, dilagante leggiadria di ´A cuore scalzo´). Ed ancora si attraversano ricercati ricami di classicità, sparsi in ´Storie crudeli´ tra riff fascinosi di chitarra e basso da un lato e archi ´barocchi´ dall’altro, o disseminati nella magnifica ´Edera´ tra enfasi romantica di viole, piano e mandola, che si fa pop d’autore carezzevole e appassionato. Ma ci si tuffa anche tra eleganze à la Battiato, tra bassi dal fascino oscuro che rammentano l’esordio con ´Contro un’onda del mare´ (v. ´Io dov’ero´, quinto capitolo della ´Atmos´ contenuta nel cd del 1996), tra cenni electro-funk (che si fa quasi acid-jazz in ´Nuovi allineamenti di Stonehenge´), tra favole di piano elettrico (´Il drago che ti adora´) e ballate cantautorali di piano acustico: quest’ultimo è il caso del singolo ´Mentre dormi´, con tanto di fiati, tratto dalla colonna sonora del film ´Basilicata coast to coast´ (in cui Max è anche attore), della gemma struggente e traslucida ´La cosa più importante´ e del sontuoso pathos di ´La moglie del poeta´, rinvigorito dagli archi. Ogni brano è una perla di melodia e ritmo: non concede mai nulla all’orecchiabilità banale, fluttuando nel cielo di una levigatezza formale pura in ogni metrica colma di parole rifinite e definite, in ogni linea strumentale finemente arrangiata, in un cantato mai così inerpicato su tersi acuti diafani. Eppure, allo stesso tempo, ogni canzone contiene un’emozione che si scioglie molto facilmente negli occhi degli ascoltatori, come una lacrima di commozione per la bellezza dell’arte, o evapora come sospiro sorridente nei mood più rasserenati. Senza un attimo di stanchezza o una traccia che sia solo un ´riempitivo´, questo appare proprio un album da lode.

Track List

  • IO DOV’ERO (ATMOS 5)
  • A CUORE SCALZO
  • LA COSA PIÙ IMPORTANTE
  • SENZA CODE (AUTOTOMIE)
  • IL DRAGO CHE TI ADORA
  • MENTRE DORMI
  • STORIE CRUDELI (NON C’È RAGIONE PER RACCONTARE)
  • LA MOGLIE DEL POETA
  • NUOVI ALLINEAMENTI DI STONEHENGE
  • IMPERCETTIBILI
  • EDERA
  • DNA (DEOSSIRIBONUCLEICO)