Through The Grapevine, In Franciacorta (Earthphonia III)<small></small>
Derive • Suoni

Max Casacci Through The Grapevine, In Franciacorta (Earthphonia III)

2025 - 42 Records

03/06/2025 di Luca Di Pinto

#Max Casacci#Derive#Suoni ##field recordings ##techno-dub ##experimental

Dal post-punk di metà anni ‘80 alla fucina underground Casasonica, dagli Africa Unite al balzo nel mondo Subsonica, qui con in braccio la chitarra in veste di coautore e coproduttore. Lo sterminato background di Max Casacci si estende anche a colonne sonore e installazioni di prestigio (Panizzi, Sorrentino, ecc.). Produce e autentica lavori di Mina, Finardi, Ruggiero. È mix-engineer di Lorenzo Senni per Warp, nonché elemento fondante del collettivo Deproducer impegnato in una ammirevole trait d’union divulgativa fra musica e scienza, al fianco di scienziati come Stefano Mancuso e Telmo Pievani. 

Spesso attratto da iniziative ben lontane dalle convenzioni, Casacci si muove da ormai circa 15 anni in sonorizzazioni e landscapes fra i più disparati, come il baccano urbano torinese catturato e sorprendentemente protagonista di una metamorfosi ritmica a beneficio di un collettivo jazz illustrissimo nell'album The City (con Enrico Rava, Gianluca Petrella, Furio Di Castri e Flavio Boltro).

L’esordio solista, datato 2020, coincide col primo appuntamento omonimo della “saga” Earthphonia (Sugar/Universal), incentrato sulle sonorizzazioni di ecosistemi, e il cui “sequel” vedrà la luce due anni dopo: Urban Groovescapes (42 Records/35 mm) racconta sin dal titolo i metropolitani clangori (richiamando in parte le velleità del succitato The City), anche qui come nel primo episodio senza uso degli strumenti musicali. Corredato da un tour in cui apre i Kraftwerk e Kalkbrenner.
Nel 2021 Casacci intervalla le appena descritte uscite piazzando una soundtrack di spessore, il lavoro di Antongiulio Panizzi sulla vita di Anita Ekberg dal titolo The Girl In The Fountain (con campioni vocali di Monica Bellucci nei titoli di coda).

Il viaggio Earthphonia prosegue, e al terzo rendez-vous scava in quel passato pregno di ingegnose polluzioni, più che mai a far da sponda verso rotte avanguardistiche. 
Through The Grapevine, In Franciacorta sfoglia infatti l'album dei ricordi e ne trae una lectio dal disco-opera-progetto Glasstress (di 9 anni prima), vero punto di tangenza svelato apertamente: il soggetto-oggetto “vetro” è lì prestato ad estatico ruscello di naturali risonanze, sorgente fervida di suoni; invece qui, nel nuovo Ep, spicca il vino con la sua lavorazione, singolare ed esclusiva. In entrambe le occasioni è un'idea di fondo con set di allestimento familiare (tecnologie sofisticate e sensibili microfoni); déjà vu tendente ad esplorare l'immersivo “sound&vision” di Alva Noto e Sakamoto, in quello spazio naturale con il nome di Glass House (opera stupenda vergata Philip Johnson), che assai si presta quale emporio d'alta scuola in cui sperimentare.

È materia piena ciò che genera il processo, vita vera un po' cangiante, in gran fermentazione, ma traboccante pure di assennata fantasia. Gocce distillate inondano Cantine, il primo di tre brani, diluvio sensoriale tra effervescenze e sboccature. È un gran racconto cui si presta il narratore, giacché abilmente sedimenta storie lunghe e artigianali, dalla genesi al progresso che si fa trasformazione. Per poi infine accomiatarsi su velluti techno-dub (drappi e vortici di groove, un po' sommessi e nebulosi, fra Denqq e Moritz von Oswald).
Acusmatica sensibile che accompagna anche Trattore (Vendemmia cassa dritta), componimento perso in digressioni più meccaniche, nuova via davvero a un tanto da un inedito blitz industrial, sintomatico del salto al successivo step, marziale e algido, ad esaltare il mosto quale fase peculiare, ed indotto scientemente a pestare come, a questo punto, è previsto dal processo. 

Cisterne chiude il cerchio, ritorno allo spartito di misture effetto bells (quasi a ricordare Pantha Du Prince & The Bell Laboratory); e come i lampi a inizio giostra a ibridare (prima d’un sorso) le frequenze di gentili collisioni. Giusto il tempo di accennare qualche moto rotatorio e poi il brindisi all’incanto, essenza ultima nel ventre di un calice cordiale. 

Track List

  • Cantine
  • Trattore (Vendemmia cassa dritta)
  • Cisterne