Halfway Home by Morning <small></small>
Americana − Southern

Matt Andersen

Halfway Home by Morning

2019 - True North / IRD
24/06/2019 - di
Barbuto e corpulento viso pallido, canadese della costa atlantica (New Brunswick), Matt Andersen ci conferma che il Sud più che un riferimento geografico è un luogo dell`anima: nulla o quasi nell`aspetto fisico e nella provenienza di Matt sembra richiamare le sue passioni musicali. Eppure Halfway Home by Morning torna a essere, dopo qualche divagazione, proprio un disco di robuste e “sudiste” certezze, una miscela tra una solida e vasta base di black music e una spruzzata di Americana. Il blues, il rhythm`n`blues e il southern soul la fanno da padroni, in un lavoro orgogliosamente rivendicato, nelle sue parole, come assolutamente personale, e concepito in piena autonomia “dai vincoli che portano le preoccupazioni su come possa essere accolto”. Questo ostinato richiamo alla libertà creativa si avverte fin dal primo ascolto, e nell`innegabile flusso di gioiose vibrazioni che trasmette.

Registrato presso lo storico Southern Ground di Nashville, Halfway Home è il decimo album di Matt, costruito sulla pietra solida di tre “testate d`angolo”, visto che siamo al Sud e qualche metafora biblica ci sta a pennello. C`è la voce che fa reparto da sola ed è la sua vera fortuna: potente ma splendidamente adattabile, in linea con quel che viene imposto dal genere, capace di risvegliare nobilissimi fantasmi di qua e di là dell`oceano. C`è la sezione fiati, potente e strabordante, che travolge tutto e tutti senza fare prigionieri. Ci sono le backing vocals delle McCrary Sisters che s`infilano dappertutto, sinuose ed eleganti come il velluto. Ne vien fuori un disco godibilissimo che se ha un difetto è quello di scontare un po` di manierismo e l`assoluta fedeltà a uno stile dichiarato ed evidentissimo fin dal primo ascolto. Ritmi e cadenze, soprattutto nella prima parte, suonano un po` ripetitivi e forse avrebbero giovato un paio di escursioni verso generi diversi. Ma tutto questo è ampiamente ripagato dalla straripante energia che Halfway Home by Morning comunica a piene mani. Anche perché, alle tre pietre miliari indicate sopra possiamo aggiungere una buona varietà chitarristica, che rischia di rimanere nascosta e invece ben si esprime nella slide di Better You Want, nel “lamento” di Something To Lose e nel doppio assolo all`acustica di The Bed I Made.

L`attacco (What Would Your Mama Say, Free Man), ricco di cadenze swamp, segna la velocità di crociera di tutto il lavoro ed esemplifica quella potenza e ricchezza di suoni d`antan che non ci abbandonerà più. Qua e là si dà qualche accelerata decisa, come in Gasoline, dove il riff dei fiati pompa serratissimo, oppure si indulge – con musica e liriche – in atmosfere gospel, come in Over Me o in Give Me Some Light, forse la traccia più in linea con la bella copertina che illustra una mattiniero ritorno a casa. Più avanti, l`attacco intrigante di Take Me Back apre la scatola compatta dei suoni con una bella sovrapposizione tra il riff della tastiera, poi doppiato dal sassofono, e la linea bluesy della chitarra. Il finale è invece di taglio più intimo e familiare, con una strumentazione più sobria per l`omaggio al primo e ultimo amore di una vita (Been My Last) e il ricordo di uno zio scomparso (Quarter On The Ground) a cui è mancata un`ultima telefonata di commiato.

 

 

 

Track List

  • What Would Your Mama Say
  • Free Man
  • Something To Loose
  • The Bed I Made
  • Give Me Some Light
  • Better Than You Want
  • Gasoline
  • Over Me
  • Help Yours Elf
  • Long Rider
  • Take Me Back
  • Been My Last
  • Quarter On The Ground (for Uncle Joe)