Graffio libero<small></small>
Italiana • Canzone d`autore • World

Mandalamarra Graffio libero

2026 - Radici Music Records

02/05/2026 di Aldo Pedron

#Mandalamarra#Italiana#Canzone d`autore

I Mandalamarra sono un progetto musicale del cantante e chitarrista Stefano “Billy” Berardi (musiche) e dello scrittore Domenico Pesci in arte Picas (testi), una band laziale, nata a Bolsena, che ha pubblicato il loro primo album di inediti intitolato Mare Mosso per la Radici Music Records nel giugno del 2023. La loro attività dal vivo resta molto intensa con concerti in Italia e all’estero (Germania, Svizzera, Olanda, Ungheria, Svezia).  Ora a tre anni dal precedente, è disponibile il
secondo disco di inediti in studio Graffio Libero sempre per la toscana Radici Music Records, un’etichetta discografica assai attiva sul mercato indie e con sempre nuove proposte.

I Mandalamarra ricordano esperienze come La Tresca (progetto precedente di Stefano “Billy” Belardi di Kombat rock & folk), i Gang dei fratelli Severini e i Modena City Ramblers. La loro magia sta nel coniugare perfettamente un folk- rock con le contaminazioni dal mondo di luoghi, storie, sogni, libertà e dove i principali attori incontrano un percorso in equilibrio e al tempo stesso in fermento e in movimento. In questa occasione il combo formato dal lavoro lirico del poeta e scrittore Domenico “Picas” Pesci incontra le musiche del cantante e chitarrista Stefano “Billy” Belardi (voce, chitarra acustica,
bouzouki, charango) a cui si aggiungono altri musicisti come Christian Arlechino al violino, Michele Colantuoni (basso) e Davide Pezzato (percussioni, batteria, cori).

Folk-rock, reggae e sonorità balcaniche, con testi sociopolitici e certe sfumature progressive, musica popolare, medievale e con mille altre variazioni, gradazioni e tonalità, universale, con preziosi interventi come quelli dei flauti e della uilleann pipe (la cornamusa irlandese) di Massimo Giuntini (ex Modena City Ramblers, Cisco), del virtuoso violino dell’olandese Noa Eyl (in Ubriaca Melodia), della chitarra elettrica di Michele Cannavacciolo in Disarmo Totale, del flauto traverso irlandese di Paolo Papini (irish flute in Ubriaca Melodia), del piano e dei cori di Stefano Romoli in Fiumi D’Assenzio e della chitarra acustica e dei cori di Nicola Brugnami nella intro di Quarto Tempo.

Il disco si apre con Fune Del Rito dove ci si trova a bordo della nave Ritual Hope e dove la fune pronta per essere gettata in mare è come àncora di salvataggio tra folk e alcuni graffi rock. Rossa Visione è musica balcanica, una musica popolare dove si auspica una rivoluzione pacifica che allarghi l’orizzonte della mente, mentre Via Dell’Orologio è un viaggio mistico che non tramonta mai e un rock targato anni ’70. Sono planato Fin Qua è un reggae e una riflessione delicata sui luoghi dove si nasce e che restano i confini della nostra vita ma sempre in equilibrio tra leggerezza e disincanto. Fiumi D’Assenzio, invece, è una ballata dai toni irlandesi, world music in piena regola; Disarmo totale è un rock con ritmi reggae e dove il testo sentenzia un pensiero ovvio ma efficace, concreto: la vera arma per porre fine alla guerra è il disarmo totale. Graffio Libero che dà il titolo all’album ha sonorità zigane o tzigane (un riferimento alle persone appartenenti al popolo dei Rom, in particolare proveniente dalle regioni danubiane o dall'Ungheria), ma che potrebbe essere un suonatore ambulante di violino, tipico della loro cultura.

Metaforicamente, niente padroni a cui obbedire, ma solo a noi stessi, sovrani assoluti del proprio tempo e del proprio spazio, per cui la vera felicità sta nell’indipendenza e godersi il mondo così com’è. Ubriaca Melodia ha il ritmo swing e modi gypsy, un viaggio che sa di casa e sensazioni visionarie nella terra dei tulipani, l’Olanda, dove ogni melodia si fa ubriaca nel cuore, lasciandoti addosso l’ebbrezza dell’amicizia vera, fraterna.

Sor Gasperino è una storia di una canzone dove il folk incontra il funky ed è una leggenda popolare di un ciabattino dal nome Sor Gasperino e del suo amico fidato Totino, tra fantasia e realtà. Una storia antica, ma che riecheggia oggi più viva che mai per le vie del paese. Una dimensione narrativa e popolare con certe e sicure tradizioni filtrate attraverso il linguaggio folk del gruppo. Quarto Tempo: se oggi il terzo tempo trova spazio in altri sport e nel rugby nasce come forma suprema di lealtà e rispetto verso l’avversario di turno, il quarto tempo è più una questione interiore come voce dell’anima. Si auspica che giunga prepotentemente in ogni sport ma anche nel pensiero globale del mondo, cancellando di fatto ogni briciola d’odio rimasto. 

I testi sono basati su tematiche militanti e, essendo espressione di un convinto impegno civile, nella narrazione e voce mi ricordano il miglior Fabrizio De André, con una peculiare poetica, cangiante e viscerale, declinata in veste intima ma al tempo stesso orientata a temi sociali urgenti per la collettività. Una ricerca continua si percepisce brano dopo brano con un suono compatto, mai ridondante, solido, ma variegato, in una dimensione collettiva attraverso suoni e parole.

La copertina del disco è lussuosa e curatissima (digipack 3 ante, carta artistica speciale - Libretto di 16 pagine più foto) e contiene il codice che consente il download digitale dell’opera. Le immagini di copertina del digipack e del libretto interno sono tratte da alcuni dipinti dell’artista Mirjam Thaler. Un disco ben fatto, ricco di passione, spontaneità, sincerità. Un bel folk arioso e vibrante quello che scorre – frizzante, vivace - fra le dieci tracce di Graffio libero, un progetto dalla peculiare poetica, cangiante e viscerale, declinata in veste intima ma orientata a temi sociali e una tavolozza timbrica non indifferente. Folk-rock essenziale, vibrante, dove visione e impegno sanno perfettamente coniugarsi.

Track List

  • Fiume del rito
  • Rossa visione
  • Via dell&rsquo;orologio
  • Sono planato fin qua
  • Fiumi d`assenzio
  • Disarmo totale
  • Graffio libero
  • Ubriaca melodia
  • Sor Gasperino
  • Quarto tempo