I Shin Den Shin<small></small>
Jazz Blues Black • Impro • New Age - Elettronica

Luca Calabrese I Shin Den Shin

2024 - Moonjune

10/04/2026 di Vittorio Formenti

#Luca Calabrese#Jazz Blues Black#Impro

Interessante percorso tra New Age, Prog e Jazz questo lavoro di Luca Calabrese (pocket trumpet) che Piero Scaruffi, negli anni ’90, avrebbe certamente rubricato nel mondo della musica elettronica / ambientale / panetnica. Una ridda di aggettivi, forse opprimente, per esprimere il concetto del progetto trasmesso dal titolo, I Shin Den Shin, richiamando una forma di comunicazione della cultura giapponese che rinuncia al parlato per affidarsi all’empatia, in questo caso, del suono.

Calabrese sceglie un organico decisamente inusuale per la realizzazione di questa opera. Quattro chitarristi a diverso orientamento lo accompagnano nell’avventura.
Nguyen Le, vietnamita di orgine e naturalizzato francese, a forte impatto world. Markus Reuter, musicista e produttore tedesco, molto attivo con una spinta verso l’elettronica per colori all’art – rock / prog. Mark Wingfield, chitarrista inglese con radici nel jazz e nella musica contemporanea. Alexander Dowerk, con un’anima tutta berlinese.

La squadra funziona bene  soprattutto per la ricerca di un suono che si allontana dalla normale interpretazione dei propri strumenti, a favore della creazione di un contesto sonoro che va ben al di là dell’intento del relax, aspetto tipico di molta della musica ambient, per tentare invece una comunicazione spirituale.
Da evidenziare sono i timbri offerti da ciascuno degli strumenti, diversi da quelli che ci si potrebbe attendere da interpretazioni standard.
La pocket trumpet non risulta acida ma riesce a proporsi quasi come un flicorno ad altezze diverse; l’effetto è quasi pastorale e conduce per mano l’ascoltatore con trame che cullano e stimolano nello stesso tempo.
Le chitarre sono lontane anni luce dall’usuale incisività delle corde, spargendosi in effetti che potrebbero ricordare Peter Hammill in versione anni ’90.

La struttura è a suite dilatata, basata su brani coerenti come tonalità, a favore di un percorso lineare nel quale si apprezzano più le sfumature che i contrasti. Rischio di monotonia? Sì, se l’aspettativa è verso una comunicazione tradizionale, basata su ritmo / melodia / armonia. Certamente no, se invece si accetta l’idea di fondo, che offre uno stimolo alla riflessione interiore.

Insomma, Zen piuttosto che materialismo, questa è la chiave per apprezzare un disco non ordinario nello scenario attuale ma proprio per questo utile a un esercizio diverso che, in quanto non scontato, può portare a effetti mentalmente benefici.

E se proprio non si riuscirà a sintonizzarsi su certe lunghezze d’onda, resta comunque la gradevolezza dell’esecuzione, elegante nei dettagli e avvolgente negli inviluppi.
Un’esperienza che vale la pena di vivere. 

Track List

  • Dissolution
  • Appointment with the Truth
  • A New Reality
  • Pure Mind (without a body)
  • Heart to Heart Mind to Mind
  • Magnetic Soul