Scopro il progetto LaLadra per caso, saltando da un reel musicale all’altro su Instagram, alla ricerca di qualcosa che non mi facesse sanguinare le orecchie, ma che potesse in qualche modo far risuonare le mie casse emotive e accendere così quella curiosità di nuovo, che stanno cercando di spegnere scientemente. Il brano in questione usato nel reel s’intitola Capolinea e la frase “io piscio la fortuna di una vita calma…” mi ha riportato immediatamente a quello sprezzante disilluso distacco punk di una Londra di tanti anni fa…e allora? Approfondisco!
Musicalmente il brano è costruito su suoni elettro moderni con un basso new wave che fa da scala a pioli per la voce di Susie, che, come un serpente sinuoso e pericoloso, si avvolge intorno, sputa frasi al vetriolo contro la fredda era delle macchine, tema che da decenni gli artisti-veggenti hanno smascherato, ma la società no…Che Man Machine (Kraftwerk) sia un riferimento musicale del progetto? Per me è cosa certa!
Solo in un secondo momento scopro che LaLadra in realtà è un duo, e che Federico Poggipollini (chitarrista, ex Litfiba, e ora di Ligabue) è la spalla musicale di Susanna Regazzi, frontwoman dark e autrice di tutti i testi. Il loro disco omonimo di debutto è uscito in Lp il 7 novembre su Rivertale Productions, distribuito da ADA Music Italy. Particolare coincidenza il fatto che questa sia anche la mia recensione di debutto in qualità di nuova firma di Mescalina. Poggipollini è il deus ex machina del duo, e ne ha curato tutta la parte musicale, da vero musicista a tutto tondo, dai suoni, agli strumenti, alla produzione vera e propria.
L’ascolto degli undici brani è serrato e ripetuto, e, da Capolinea che è l’opener, a Password che ne rappresenta il commiato, penso per tutto il tempo che forse LaLadra è una reincarnazione degli anni Venti dei Chrisma, come attitudine e impatto, e che Fede e Susie siano i Maurizio e Christina di cui la musica italiana (non solo) aveva bisogno. La prima parte di disco è piena di groove: il secondo brano è l’ottima Generazione dieta che spara a zero contro la generazione del consumismo votato poi alle diete dell’apparire, ma allo stesso tempo piena di paure e vulnerabilità. Cv è un altro pezzo dal basso killer, “se vuoi il mio Cv leggilo negli occhi” e nel ritornello la chitarra secca e tagliente di Fede si sposa bene con la melodia vocale. Offline è un altro brano interessante, in cui, musicalmente per sottrazione stavolta, Susie ci racconta di voglia di rapporti veri, di un cuore analogico che batte in un’epoca di over connessioni e finta; Paura amica invece porta direttamente nel mood Blue Monday dei New Order: basso wave, rullante industrial e voci filtrate. Ancora groove assicurato e claim chiaro: “Paura è amica, se l’hai sfidata non l’hai subita”. Il resto del disco è a fuoco e convincente, per un’ottima release. E adesso, sotto con i concerti!
Musicalmente il brano è costruito su suoni elettro moderni con un basso new wave che fa da scala a pioli per la voce di Susie, che, come un serpente sinuoso e pericoloso, si avvolge intorno, sputa frasi al vetriolo contro la fredda era delle macchine, tema che da decenni gli artisti-veggenti hanno smascherato, ma la società no…Che Man Machine (Kraftwerk) sia un riferimento musicale del progetto? Per me è cosa certa!
Solo in un secondo momento scopro che LaLadra in realtà è un duo, e che Federico Poggipollini (chitarrista, ex Litfiba, e ora di Ligabue) è la spalla musicale di Susanna Regazzi, frontwoman dark e autrice di tutti i testi. Il loro disco omonimo di debutto è uscito in Lp il 7 novembre su Rivertale Productions, distribuito da ADA Music Italy. Particolare coincidenza il fatto che questa sia anche la mia recensione di debutto in qualità di nuova firma di Mescalina. Poggipollini è il deus ex machina del duo, e ne ha curato tutta la parte musicale, da vero musicista a tutto tondo, dai suoni, agli strumenti, alla produzione vera e propria.
L’ascolto degli undici brani è serrato e ripetuto, e, da Capolinea che è l’opener, a Password che ne rappresenta il commiato, penso per tutto il tempo che forse LaLadra è una reincarnazione degli anni Venti dei Chrisma, come attitudine e impatto, e che Fede e Susie siano i Maurizio e Christina di cui la musica italiana (non solo) aveva bisogno. La prima parte di disco è piena di groove: il secondo brano è l’ottima Generazione dieta che spara a zero contro la generazione del consumismo votato poi alle diete dell’apparire, ma allo stesso tempo piena di paure e vulnerabilità. Cv è un altro pezzo dal basso killer, “se vuoi il mio Cv leggilo negli occhi” e nel ritornello la chitarra secca e tagliente di Fede si sposa bene con la melodia vocale. Offline è un altro brano interessante, in cui, musicalmente per sottrazione stavolta, Susie ci racconta di voglia di rapporti veri, di un cuore analogico che batte in un’epoca di over connessioni e finta; Paura amica invece porta direttamente nel mood Blue Monday dei New Order: basso wave, rullante industrial e voci filtrate. Ancora groove assicurato e claim chiaro: “Paura è amica, se l’hai sfidata non l’hai subita”. Il resto del disco è a fuoco e convincente, per un’ottima release. E adesso, sotto con i concerti!