Komarov Magnificent Backflips Cop Days
2026 - Bronson Recordings
Un disco punk che smonta il potere senza affrontarlo direttamente, ma, anzi, rovesciando la prospettiva e raffigurandosi nel ruolo di chi lo esercita per mostrare contraddizioni e storture del potere stesso: nasce con queste premesse Cop Days, lavoro discografico dei Komarov Magnificent Backflips.
Il disco si apre con Bonk, un brano strumentale punk molto ritmato e distorto che fa da preludio a The Result: su sfumature di hardcore punk, prende forma la sensazione di disprezzo da parte di chi esercita il potere, con la forza contro chi si oppone alle sue contraddizioni. Sensazioni che vengono approfondite in Grotesque, una fusione tra garage punk e atmosfere psichedeliche desert rock e blues: a parlare, questa volta, è il lato opposto della piazza durante la manifestazione, ovvero quello che reprime la protesta e che al contempo afferma di essere amico dei manifestanti.
Arriva Cops Clubs/Kids Cigs, un brano molto ossessivo nel testo e nel sound: la canzone nei primi due minuti ripete il titolo di continuo e poi all’improvviso si apre, creando uno sfondo sonoro che unisce suggestioni surf rock e garage punk. Il senso del testo riflette il pensiero di chi si eccita esprimendo, nei fatti, la violenza e sentendosi dalla parte giusta, quella legittimata dal potere politico. Dagli scontri si passa alla prigione, con l’energia punk e garage di Jail Time: la prigione diviene simbolo del potere, ma il racconto di essa ne sviscera le sue storture e la violenza con cui si muove all’interno delle case circondariali.
Il garage, miscelato con accenni di post-rock, continua in Tom Bruise: qui avviene una caricatura di Tom Cruise e dei vari attori che impersonano “eroi” nei film d’azione, l’intento è scherzare sull’ego di questi attori e sul loro sentirsi più grandi degli altri. Blender unisce suoni psichedelici e blues col punk e si rivela un brano molto profondo, a livello testuale, dove viene trattato il fenomeno migratorio. La psichedelia, miscelata a suoni surf rock e garage punk, trova continuità in SOS: si parla di chi viene definito strano agli occhi della società e di conseguenza diviene una sorta di minaccia, per cui chiamare l’SOS descrive come il potere possa muovere la violenza di un TSO nei confronti di chi ne necessita.
L’album si conclude con A Trial Of Good Intentions, una chiusura macabramente allegra: il brano è una cantata di gruppo con sonorità proto-punk (sembra di ascoltare Sweet Jane dei Velvet Underground), dove il testo è la giustificazione della propria violenza da parte del potere, ma anche del proprio ego, fagocitato dal sentirsi superiore rispetto alla legge perchè si è la legge, e perchè in ogni modo possibile la si fa rispettare.
Cop Days ci dà un ulteriore punto di vista per dissacrare e sviscerare le logiche malate di chi detiene ed esercita il potere, perché mostra come il braccio armato della legge possa essere un organismo che opera con fini criminali. I Komarov Magnificent Backflips sovvertono così la logica dietro ai dischi di protesta, dando voce a chi rappresenta la violenza e le storture del potere, ma col fine di mostrare quanto il potere stesso sia autoritario e abbia l’intento di fermare violentemente chi si oppone alle sue dinamiche e ai suoi disegni.
Il disco si apre con Bonk, un brano strumentale punk molto ritmato e distorto che fa da preludio a The Result: su sfumature di hardcore punk, prende forma la sensazione di disprezzo da parte di chi esercita il potere, con la forza contro chi si oppone alle sue contraddizioni. Sensazioni che vengono approfondite in Grotesque, una fusione tra garage punk e atmosfere psichedeliche desert rock e blues: a parlare, questa volta, è il lato opposto della piazza durante la manifestazione, ovvero quello che reprime la protesta e che al contempo afferma di essere amico dei manifestanti.
Arriva Cops Clubs/Kids Cigs, un brano molto ossessivo nel testo e nel sound: la canzone nei primi due minuti ripete il titolo di continuo e poi all’improvviso si apre, creando uno sfondo sonoro che unisce suggestioni surf rock e garage punk. Il senso del testo riflette il pensiero di chi si eccita esprimendo, nei fatti, la violenza e sentendosi dalla parte giusta, quella legittimata dal potere politico. Dagli scontri si passa alla prigione, con l’energia punk e garage di Jail Time: la prigione diviene simbolo del potere, ma il racconto di essa ne sviscera le sue storture e la violenza con cui si muove all’interno delle case circondariali.
Il garage, miscelato con accenni di post-rock, continua in Tom Bruise: qui avviene una caricatura di Tom Cruise e dei vari attori che impersonano “eroi” nei film d’azione, l’intento è scherzare sull’ego di questi attori e sul loro sentirsi più grandi degli altri. Blender unisce suoni psichedelici e blues col punk e si rivela un brano molto profondo, a livello testuale, dove viene trattato il fenomeno migratorio. La psichedelia, miscelata a suoni surf rock e garage punk, trova continuità in SOS: si parla di chi viene definito strano agli occhi della società e di conseguenza diviene una sorta di minaccia, per cui chiamare l’SOS descrive come il potere possa muovere la violenza di un TSO nei confronti di chi ne necessita.
L’album si conclude con A Trial Of Good Intentions, una chiusura macabramente allegra: il brano è una cantata di gruppo con sonorità proto-punk (sembra di ascoltare Sweet Jane dei Velvet Underground), dove il testo è la giustificazione della propria violenza da parte del potere, ma anche del proprio ego, fagocitato dal sentirsi superiore rispetto alla legge perchè si è la legge, e perchè in ogni modo possibile la si fa rispettare.
Cop Days ci dà un ulteriore punto di vista per dissacrare e sviscerare le logiche malate di chi detiene ed esercita il potere, perché mostra come il braccio armato della legge possa essere un organismo che opera con fini criminali. I Komarov Magnificent Backflips sovvertono così la logica dietro ai dischi di protesta, dando voce a chi rappresenta la violenza e le storture del potere, ma col fine di mostrare quanto il potere stesso sia autoritario e abbia l’intento di fermare violentemente chi si oppone alle sue dinamiche e ai suoi disegni.