Starting over in a storm<small></small>
Americana − Roots

Joshua Britt

Starting over in a storm

2019 - Appaloosa Records / IRD
21/03/2019 - di
Starting Over  In A Storm segna il debutto discografico di Joshua Britt, che insieme a Neilson Hubbard e Ben Glover fa parte degli The Orphan Brigade un gruppo, o forse meglio un supergruppo, che ci ha deliziato con due splendidi concept album ricchi di magia,  Soundtrack to a Ghost Story, folgorante esordio del 2015 e il successivo  Heart of the Cave del 2017, concepito (è stato scritto nelle grotte sotterranee del borgo marchigiano di Osimo) e realizzato interamente in Italia,  che hanno riportato entrambi  unanimi giudizi positivi  sia da parte della critica che del pubblico,  diversi riconoscimenti internazionali, e una buona popolarità  anche nel nostro  paese dove hanno fatto già diversi tour.

Dei tre membri della band  Joshua Britt, ottimo musicista, mandolino, banjo e armonie vocali, sembrava il meno dotato  a livello compositivo, vista la bravura di Neilson Hubbard, che è anche un grande produttore a Nashville, ( per citare un  nome, Mary Gauthier era candidata ai Grammy Awards con un disco da lui prodotto), e soprattutto di Ben Glover, l`irlandese di Belfast trasferitosi a Nashville dove ora vive,  pupillo di Mary Gauthier,  autore di eccellenti dischi e  che ha  appena trionfato agli Americana UK Awards di Londra con il suo ultimo album Shorebound.

 In questo disco solista, dodici brani da lui scritti, con l’aiuto in quattro pezzi di Neilson Hubbard, che è anche il produttore, troviamo il sound e i testi visionari degli The Orphan Brigade, una miscela in bilico tra tradizione e innovazione, tra country, folk, musica tradizionale, blues , Irish music.

 Joshua Britt, che nella vita si occupa anche di fotografia e video e ha realizzato l’ultimo video clip di John Prine, con il suo mandolino e le armonie vocali è sicuramente una delle fonti  che caratterizzano il suono degli The Orphan Brigade  e che ritroviamo  in Staring Over In A Storm, un disco introspettivo interamente scritto in una camera di hotel a Shangai.  In questo disco riesce a dimostrare una grande abilità nello scrivere canzoni di spessore ma sempre orecchiabili e che arrivano direttamente all’ascoltatore a partire dall’iniziale A Hurried Life, che sembra l’inizio del terzo album, che aspettiamo con ansia, degli The Orphan Brigade, sospeso  e visionario brano con cori, mandolino e flicorno. Through the Windshield è un brillante e trascinante  brano che sfiora anche momenti di pop-folk , per poi passare in Quincy’s Song ad atmosfere lente,  lo-fi , scure e melanconiche di grande  fascino, e ad un ritmato rock mainstream anni ’80 in Summer Heat’s On .

Da segnalare la dolce, acustica ed eterea Greatest Day of All, le lievi  Torn Apart by Love e One Heartbeat Away  con evidenti  influenze beatlesiane e Don’t Remove the Tags splendida  nei  suoi toni epici, forse il brano migliore del disco, potenziale hit con deliziosi incisi di flicorno.   

Ottima, come ormai  tradizione della Appaloosa Records, la confezione e la grafica del disco con alcune  foto dello stesso Joshua Britt e le traduzioni dei testi in italiano, per un lavoro decisamente riuscito, denso e intenso, ricco di pathos e molto gradevole all’ascolto,  che ci consegna una sorprendente e  talentuosa scrittura.

La magia musicale  continua …

Track List

  • A Hurried Life
  • Through the Windshield
  • Quincy’s Song
  • Summer Heat’s On
  • Greatest Day of All
  • A Man Who Lost His Name
  • Shikata Ga Nai (It Can’t Be Helped)
  • Don’t Remove the Tags
  • Torn Apart By Love
  • Love’s a Fire
  • One Heartbeat Away
  • Force of Nature