John Pino Lisi Rock My Opera
2025 - Autoprodotto
John Pino Lisi, chitarrista, bassista di Gessate (MI), in scena da oltre dieci anni, ha un passato e una grande esperienza con varie formazioni di hard-rock, heavy-metal, doom metal, stoner, ambient. Dopo aver suonato con i Black Rage, Cultø, Husqwarnah (band di Monza dal 2019 di death metal) ha già all’attivo due album a suo nome, Dreamlike Trip del 2015 e Follow My Journey del 2022. Su questa linea viene tracciato il presente anche se con suoni più morbidi.
A John Pino Lisi capita di leggere un libro trovato in casa, ovvero il romanzo Rock My Life di Graziella Ventrone, pensando magari di poterlo rendere in musica. Ventrone è oggi caporedattore e Project Manager di Rock My Life, social media manager, scrittrice e fotografa, un vero e proprio bulldozer della scena musicale. La sua vita e la sua carriera incarnano l’energia vibrante di una blogger on the road, con il cuore sempre acceso di creatività.
Lisi rilegge attentamente il libro e capitolo per capitolo scrive degli appunti sulle sue sensazioni. Nasce Rock My Opera, un’opera musicale liberamente ispirata al romanzo già citato. Il risultato è un disco, un CD, una piccola opera, un musical, prodotto, composto e suonato da Lisi. Non mancano gli aiuti con Luca Ferri dei Satori Junk (band consolidata del panorama doom italiano) a rendere il lavoro più psichedelico, mentre per le linee vocali è la volta di Alessandra Vicario (mezzosoprano, corista e autrice di testi); vengono aggiunte altre voci come quella di Marco Morelato dei Limina, una formazione metalcore di Milano, e Banshee Rain Wicked dei Wicked Asylum, un quartetto tutto al femminile di heavy-metal e rock alternativo di fama internazionale.
Le registrazioni del disco si sono concluse nel 2024 chiamando alla batteria Panta già con lui nei Blackrage mentre le parti orchestrali sono terminate con l’aiuto di Gianluca Astore e i testi a cura di Ale Celesti (talvolta anche al canto). La chitarra di John Pino Lisi dal suono granitico, con riff di potenza inaudita e assoli incisivi, svetta sulla struttura dell’opera con l’entrata di pianoforte, tastiere, cori e una sezione ritmica pulsante. Momenti soft si alternano in una giravolta di suoni hard-rock, metal, chitarre distorte e un groove dalla ritmica fluida e avvolgente. Splendida la confezione con tanto di libretto e la grafica di Marina Briata.
Un disco da ascoltare e meglio comprendere dopo aver letto il libro, ma, se non avete il libro, non vi resta che ascoltare questa opera che si snoda in sette brani complessivi, trascinanti e coinvolgenti.
A John Pino Lisi capita di leggere un libro trovato in casa, ovvero il romanzo Rock My Life di Graziella Ventrone, pensando magari di poterlo rendere in musica. Ventrone è oggi caporedattore e Project Manager di Rock My Life, social media manager, scrittrice e fotografa, un vero e proprio bulldozer della scena musicale. La sua vita e la sua carriera incarnano l’energia vibrante di una blogger on the road, con il cuore sempre acceso di creatività.
Lisi rilegge attentamente il libro e capitolo per capitolo scrive degli appunti sulle sue sensazioni. Nasce Rock My Opera, un’opera musicale liberamente ispirata al romanzo già citato. Il risultato è un disco, un CD, una piccola opera, un musical, prodotto, composto e suonato da Lisi. Non mancano gli aiuti con Luca Ferri dei Satori Junk (band consolidata del panorama doom italiano) a rendere il lavoro più psichedelico, mentre per le linee vocali è la volta di Alessandra Vicario (mezzosoprano, corista e autrice di testi); vengono aggiunte altre voci come quella di Marco Morelato dei Limina, una formazione metalcore di Milano, e Banshee Rain Wicked dei Wicked Asylum, un quartetto tutto al femminile di heavy-metal e rock alternativo di fama internazionale.
Le registrazioni del disco si sono concluse nel 2024 chiamando alla batteria Panta già con lui nei Blackrage mentre le parti orchestrali sono terminate con l’aiuto di Gianluca Astore e i testi a cura di Ale Celesti (talvolta anche al canto). La chitarra di John Pino Lisi dal suono granitico, con riff di potenza inaudita e assoli incisivi, svetta sulla struttura dell’opera con l’entrata di pianoforte, tastiere, cori e una sezione ritmica pulsante. Momenti soft si alternano in una giravolta di suoni hard-rock, metal, chitarre distorte e un groove dalla ritmica fluida e avvolgente. Splendida la confezione con tanto di libretto e la grafica di Marina Briata.
Un disco da ascoltare e meglio comprendere dopo aver letto il libro, ma, se non avete il libro, non vi resta che ascoltare questa opera che si snoda in sette brani complessivi, trascinanti e coinvolgenti.