Santi - Dall`onirico al risveglio<small></small>
Emergenti • Songwriting • Italiana

Januaria Santi - Dall`onirico al risveglio

2025 - Bagalarialab

04/01/2026 di Laura Bianchi

#Januaria#Emergenti#Songwriting

Ci sono sogni e sogni; ce ne sono alcuni che restano tali, o che svaniscono al mattino, lasciandoci solo una vaga impressione, e ce ne sono altri che si sedimentano, lavorano dentro noi, e maturano, generando nuove consapevolezze. È il caso di questo disco della cantautrice calabrese Januaria Carito, che, dopo varie esperienze in Italia e alle Canarie, dove ha suonato e cantato in un trio celtic-rock, è tornata alla sua terra natale, e ha deciso "di affrontare i ricordi di una vita" (come canta in Padre vostro), mettendo in musica e parole i propri sogni, belli o brutti, condividendoli con gli ascoltatori. Nasce così Santi - Dall'onirico al risveglio, che allinea canzoni immediate, molto varie nelle tematiche e nelle sonorità, coraggiose e sincere, a metà tra la confessione e il ritratto di vite altrui. 

Il progetto è creato con grande cura, dalla copertina, che ha come autore il marito, Andrea Riberu Bagalà, e che contiene dettagli presenti anche nelle canzoni, ai produttori Domenico Ferrari e Raffaele Cosco, fino alla collaborazione con un gruppo di bravi musicisti, Vincenzo Maida (arrangiatore, corista e chitarrista), Valerio Mazza alla chitarra acustica, Raffaele Caligiuri al basso, Antonio Politano alle tastiere, Beppe Polizzese alla batteria, e Anna Faragò, che partecipa come corista. Le tracce presentano la poliedricità della musicista, ma soprattutto la sua grande esperienza, dai live come busker giramondo, ai premi vinti all’estero, alle partecipazioni a programmi televisivi come Amici e Like a Star. Carito sa come trattare la propria voce, dal timbro simile a quello rock blues di Irene Grandi, con venature soul, che brillano di luce propria nel momento in cui l'interprete si cala totalmente nelle storie che ha scritto e raccontato. Un esempio è l'incalzante Vai da lei, che esprime lo strazio di una donna delusa; ma ci sono altre atmosfere che la voce racconta, come la ballad blues autobiografica Campari, dall'arrangiamento enfatico, a sottolineare la rabbia e l'energia dell'io narrante, che "tira a Campari".

La title track, poi, rappresenta un equilibrio elegante tra le riflessioni della musicista e l'ironia rivolta alle ipocrisie contemporanee, sottolineate da una linea di chitarra elettrica, che dialoga con la voce che canta "Santi, tutti santi, mi congratulo, bravi, lei almeno sapeva dove andare...", dove il "lei" indica proprio la cantautrice, che rivolge una critica nemmeno tanto velata a quanti, nei confini ristretti del suo paese in Calabria, la giudicavano con asprezza, perché voleva inseguire il suo sogno artistico. Un mosaico dalle tinte nette, che ricorda la forza d'animo di una Frida Kahlo, dolente, ma resistente (Smarriti), fragile e forte, che ha trovato finalmente il coraggio di raccontare i propri sogni al risveglio. Troviamo il tempo per ascoltarla.

Track List

  • Intro
  • Libera
  • Adelmina
  • Padre vostro
  • Santi
  • Vai da lei
  • Campari
  • Smarriti
  • Gli elefanti
  • Outro