Horus Black Spinning rainbow
2022 -
Spinning Rainbow è il nuovo EP di Horus Black, all’anagrafe Riccardo Sechi, dopo l’esordio nel 2018 con Simply Horus Black. Ascoltarlo significa allacciarsi le cinture di sicurezza e partire con la macchina del tempo a ritroso fino agli anni 60, al rock della Summer of Love. Se infatti l’innovazione stilistica certo non è la principale prerogativa del disco, il lavoro ha dalla sua la passione che il musicista genovese vi ci ha profuso. La voce di Sechi ha la sensualità da crooner e la pienezza da rocker, con un tocco sciamanico alla Jim Morrison che possiamo avvertire nel secondo brano Beatrice. Turtles, Doors, Animals e Rolling Stone sono tra i principali riferimenti che vi verranno in mente nell’ascolto.
La title track Spinning Rainbow ricorda per certi versi Sympathy for the devil, ma in una versione decisamente più easy, anche ballabile quasi. Kill You With Kisses è la ballata dell’EP, languida e seducente, quasi alla Elvis. Subito dopo irrompe The Monster il pezzo decisamente più rock’n’roll. La chiusura è affidata a Mirror On The Wall, dal refrain arioso e maestoso e dal curioso video, metà in bianco e nero e metà a colori, come se lo stesos autore si sentisse sopseso tra passato e presente.
Spinning rainbow con le sue atmosfere retrò è un disco da ascoltare per cullarsi un po’ a sognare, immaginando come ci si potesse innamorare ballando sulle note di Can't Help Falling In Love, e andare a San Francisco indossando fiori tra i capelli (San Francisco (Be Sure to Wear Flowers in Your Hair), Scott McKenzie). Resta da vedere se nei prossimi lavori Horus Black continuerà a muoversi à rebours tra i decenni di storia della musica o se deciderà di affacciarsi nel presente per far sognare anche nei tempi odierni, ma come ci insegna qualcuno “lo scopriremo solo vivendo”...
La title track Spinning Rainbow ricorda per certi versi Sympathy for the devil, ma in una versione decisamente più easy, anche ballabile quasi. Kill You With Kisses è la ballata dell’EP, languida e seducente, quasi alla Elvis. Subito dopo irrompe The Monster il pezzo decisamente più rock’n’roll. La chiusura è affidata a Mirror On The Wall, dal refrain arioso e maestoso e dal curioso video, metà in bianco e nero e metà a colori, come se lo stesos autore si sentisse sopseso tra passato e presente.
Spinning rainbow con le sue atmosfere retrò è un disco da ascoltare per cullarsi un po’ a sognare, immaginando come ci si potesse innamorare ballando sulle note di Can't Help Falling In Love, e andare a San Francisco indossando fiori tra i capelli (San Francisco (Be Sure to Wear Flowers in Your Hair), Scott McKenzie). Resta da vedere se nei prossimi lavori Horus Black continuerà a muoversi à rebours tra i decenni di storia della musica o se deciderà di affacciarsi nel presente per far sognare anche nei tempi odierni, ma come ci insegna qualcuno “lo scopriremo solo vivendo”...