Io della musica non ci ho capito niente<small></small>
Italiana • Canzone d`autore

Giulia Mei Io della musica non ci ho capito niente

2025 - Sound2B

03/05/2025 di Silvano Terranova

#Giulia Mei#Italiana#Canzone d`autore

“Io della musica non ci ho capito niente”, afferma Giulia Mei dalla copertina del suo secondo disco. Ma sin dalle prime note, con una scrittura più matura che si apre a nuove direzioni, in cui le storie diventano pretesti per indagare rapporti umani, legami familiari e incomprensioni sentimentali, l’artista dimostra esattamente il contrario.
 
Il secondo album della giovane cantautrice palermitana, anticipato dal singolo Bandiera - scelto come colonna sonora ufficiale della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne 2023 e diventato virale dopo aver conquistato la giuria di X Factor 2024, superando i due milioni di ascolti - è un lavoro coraggioso e sfaccettato. Qui il cantautorato tradizionale, già al centro del debutto Diventeremo Adulti (2019), si apre a nuove contaminazioni elettroniche: dalla title track, divisa in due parti e impreziosita dagli archi di Rodrigo D’Erasmo, al divertissement strumentale Mozrat, passando per il secondo singolo La vita è brutta (che la stessa artista definisce “minimal e barocco, una partita di Bach e un rave party”), l’utilizzo sapiente dell’elettronica, tutt’altro che indizio di “poche idee ma ben confuse” (come suggerisce ironicamente il titolo), rivela l’immensa curiosità e la voglia di esplorare nuovi territori da parte di un’autrice che, forte della sua solida formazione  - laurea in pianoforte al Conservatorio di Palermo e in Didattica della Musica al Conservatorio di Bologna - si concede il lusso di rimescolare le carte e giocare con i suoni.
 
Se l’utilizzo dell’elettronica e la voglia di sperimentare rappresentano le (piacevoli) novità rispetto al disco d’esordio, la crescita artistica di Giulia Mei si misura anche nei pezzi costruiti in modo più tradizionale. Emblematici, a conferma di ciò, sono tre brani: la bellissima Drammaturgia, con un arrangiamento misurato ed elegante al servizio di un testo che, con poche pennellate essenziali, tratteggia il profilo di un tipico mentitore seriale, insieme carnefice e vittima delle proprie bugie; Â picciridda mia, una tenera ninnananna che la cantautrice dedica a se stessa in dialetto palermitano (perché certe parole e certi concetti restano difficili da tradurre in italiano) e H&M, lucida e spietata analisi di una società che preferisce l’omologazione all’autodeterminazione e nella quale il povero si indebita pur di emulare il ricco, da cui spesso differisce solo per la quantità di soldi presi in prestito (ed entrambi, comunque, figli della stessa noia).
 
In un’epoca in cui l’immondizia musicale, come la definiva Franco Battiato, ci sommerge e le canzoni sono diventate un prodotto usa e getta, sono dischi come questi, capaci di unire testi profondi e musica di qualità, a ricordarci che immagine e carisma contano (spettacoli con fumi, raggi laser e pedane piene di scemi che si muovono, cantava sempre il buon Franco) ma, alla fine, sono le canzoni a fare la differenza. E Giulia Mei, le canzoni, le scrive maledettamente bene.

Track List

  • Io della musica non ci ho capito niente I
  • Bandiera
  • Drammaturgia
  • Un tu scuiddari
  • H&amp;M
  • Genitori
  • A casa mi veniva
  • La vita e` brutta
  • Mio padre che non esiste
  • Mozrat
  • Cara allegria (solo su vinile)
  • &Acirc; picciridda mia
  • Io della musica non ci ho capito niente II

Articoli Collegati

Giulia Mei

Diventeremo adulti

Recensione di Laura Bianchi