Le promesse del mondo<small></small>
Italiana − Canzone d`autore

Flavio Giurato

Le promesse del mondo

2017 - Entry Edizioni Musicali
24/03/2018 - di
Flavio Giurato è un artista  decisamente  unico, fuori da ogni schema e classificazione, che ha sempre privilegiato la propria autentica ispirazione rispetto all’aspetto commerciale,con una discografia discontinua e scarna (sette album, compreso questo, i in quaranta anni) e che ha visto lo splendido esordio  con Per futili motivi (1978), concept album sulla storia di un ragazzo del periodo fascista/seconda guerra mondiale. Il successivo Il tuffatore (1982), è un altro concept album che spazia tra una storia d’amore e osservazioni sulla gioventù degli anni ‘80, un vero e proprio capolavoro, è infatti presente nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre secondo  Rolling Stone Italia alla posizione numero 84, mentre Marco Polo, del 1984, è un lavoro  decisamente più sperimentale.

A parte qualche sporadico concerto, c’è stato un lungo e misterioso  blackout discografico di quasi venti anni, terminato  nel 2002 con Il manuale del cantautore, seguito da un altro nuovo lungo stop e nel 2015 vede la luce un disco meraviglioso come La scomparsa di Majorana che è andato rapidamente esaurito,  vendendo oltre un migliaio di copie.

E’ quindi una piacevole sorpresa vedere dopo solo poco più di due anni l’uscita, a fine 2017, di questo nuovo disco, Le promesse del mondo, che da una continuità inaspettata  quanto gradita ai fedeli ed affezionati  estimatori, al lavoro di Flavio Giurato

Ed è un album di sorprendente bellezza ed attualità, nove brani tutti molto lunghi che vanno dai cinque a nove minuti, per un  disco che dura oltre un’ora  e che l’artista definisce “Le promesse del mondo è un concept album sul fenomeno migratorio, sullo spostamento, sul viaggio e sul movimento degli esseri umani in tutto il mondo, raccontato dai fatti  e non informato sui fatti , visto da numerosi lati e non da un unico angolo, tirato fuori a forza dalla carneria del migrante e del migrato, dello scafista e del caporale, del volontario e del militare, del medico e del cappellano, di chi accoglie e di chi raccoglie. …… a tutte le latitudini e longitudini ed in diverse epoche storiche ……. dai Balcani degli anni ’90 fino al Messico e al Mediterraneo dei nostri giorni .”

Un lavoro con testi bellissimi,  visionario e folle, poetico e  straripante, con flusso narrativo quasi teatrale, e  pochi strumenti con parti acustiche ed elettriche, spesso distorte, supportate da un sottofondo ritmico  ed ipnotico di percussioni e basso, e con la voce tra recitato e cantato di Flavio Giurato, in  italiano, spagnolo, inglese e napoletano, idiomi spesse volte mescolati nello stesso brano .

L’iniziale Soundcheck , già presentata nei concerti dal vivo , è stata anche il primo singolo per il lancio dell’album, è un viaggio elettrico, un racconto ossessivo del dramma dei migranti, la title track Le promesse del mondo è un mix di romanticismo e dramma “ Sul barcone incendiato ma chi cazzo ha partorito ? Buttalo a mare che non ha pagato “ , mentre Digos, forse il brano migliore del lavoro, scarna e minimale, è come un cortometraggio tra amore e registri polizieschi, su dolci arpeggia acustici ma con una atmosfera cupa e nera   pervasa da una feroce ironia. 

Ci sono variazioni sul tema principale della migrazione come in Ponte Salario dedicata ad un episodio della Resistenza a Roma con in primo piano il giovanissimo eroe partigiano Ugo Forno… coi calzoni corti e già capo militare, tutti quanti al fiume c’è il ponte da salvare, coi calzoni corti col piglio militare …”, Snuff song  canzone che parla della guerra e della migrazione forzata nei Balcani, un brano di protesta dai forti sapori anni ’60 tra Phil Ochs e Billy Bragg, e In mezzo al cammino che tra l’accoglienza del migrante  si rivolge anche, con grande speranza e spiritualità, a Papa Francesco, introducendo anche riflessioni sulla condizione della donna nel mondo clericale cattolico.

Flavio Giurato è dunque un artista immenso, duro, puro, indipendente “ non tornerei a creare musica sotto padrone “, certo di  nicchia, uno dei “best keep secret” della canzone d’autore,  che non ha vie di mezzo , che si ama totalmente o si rifiuta, e che ha realizzato ancora una volta un eccellente lavoro.  Le promesse del mondo è  sicuramente uno dei migliori dischi italiani usciti negli ultimi mesi , e speriamo quindi che Flavio Giurato possa dare continuità al suo grande talento ed estro creativo con regolari uscite discografiche, che trasformi l’abitudine alla sua assenza in  una abitudine della sua presenza .

Una bella lezione di testi, musica e di voglia di comunicare  che dovrebbe essere preziosa per  molti nuovi cantautori spesse volte  troppo orientati ad aspetti più commerciali.

Decisamente consigliato 

 

Track List

  • Soundcheck
  • L’ipocrisia
  • Digos
  • Le promesse del mondo
  • Snuff song
  • Ponte Salario
  • I lupi
  • In mezzo al cammino
  • Agua mineral

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