Mistiche Ribelli<small></small>
Derive • Suoni • Minimalismo

Enten Hitti Mistiche Ribelli

2025 - Lizard Records

21/11/2025 di Paolo Ronchetti

#Enten Hitti #Derive#Suoni #Sufi #Mistica #world music #Persia #Navajo #India #San Francesco #Oriente #Musica Modale #Sutra

Alcuni temi sono così grandi che bisognerebbe sempre essere attenti alla forma e al volume che si usa per parlarne. Sta in questo nodo anche l’approccio critico a questi interessanti (quadri di) Mistiche Ribelli di Pierangelo Pandiscia, Gino Ape con l’Ensemble Enten Hitti.

Stiamo parlando di un disco ambizioso che declina una mistica, che cerca di essere il più possibile universale e poetica. Attraversata, musicalmente e come ispirazione lirica, da rimandi, tra gli altri, alla musica sufi, a Gurdjaef, Battiato o Camisasca e con l’uso di testi antichi e moderni spesso presi e/o rielaborati da fonti come il mistico persiano del 1200 Jalal Al Din Rumi; da Sutra buddisti del I secolo D.C. o da estratti da canti degli indiani Navajo.
I due compositori principali sono Gino Ape e Pierangelo Pandiscia, maestri non solo come polistrumentisti, ma capaci di sviluppare, dagli anni '90 con l’ensemble Enten Hitti, un percorso credibile e creativo che li ha portati a incontrarsi con coerenza con alcuni dei nomi che tra gli altri vengono in mente ascoltando questo disco: il Battiato e il Ferretti più mistici. Questi però non sono nomi di cui si scimmiottano i modi: qui si parla di musica creata con personalità a partire da un terreno ispirativo e un linguaggio comuni a milioni di esseri sulla terra.

Musicalmente il disco è perfetto nell’approcciarsi con personalità autoriale a una corrente stilistica abbastanza precisa tra Oriente e Occidente; tra minimalismo e musica modale. Più insidiosi sono i testi e le parti vocali, soprattutto quando il testo è in italiano. L’apertura di L’Uomo di Dio, soprattutto, lo è per la voce in primissimo piano e quelle parole “L’Uomo Di Dio” che fatalmente rischiano di diventare, fastidiosamente, “l’uomo diddio” e ne scampano il rischio solo grazie all’attenzione di Carmen D’onofrio (preziosissima e versatile cantante dell’ensemble). Anche il dittico “Cantico Delle Creature/Mantra delle Ombre” trova una soluzione esemplare per intelligenza: non un cantato, ma un recitato per due brani consecutivi. La scelta del recitato (sempre brava D’Onofrio) va poi incontro con naturalezza alla assoluta impossibilità di musicare alcuni testi, come quello di San Francesco, senza correre il rischio di banalizzarli e renderli retorici.

Tra i brani preferite ci sono Mater Mantra (con la voce caldissima, vera e ruvida – penso - di Gino Ape); Carne Della Stessa Carne (tra minimalismo e musica indiana) e Even Mantra (bellissime le note piene di armonici di D'Onofrio), ma tutto l’album culla e si prende cura con attenzione di un altrove mistico che è universale e in ognuno di noi. I musicisti coinvolti sono tutti maestri dei loro strumenti ed è piacere, e riconoscenza, elencare i principali. Gli Enten Hitti sono: Gino Ape: oboe, flauti, xilofono, pianoforte, santoor, voce; Pierangelo Pandiscia: liuto, gong, conchiglie tromba, salterio ad arco, percussioni; Giampaolo Verga: violino; Carmen D’Onofrio: voce; Jos Olivini: fisarmonica, Hulusi, pianoforte, arpa celtica, table tubes.

Track List

  • L&rsquo;Uomo Di Dio
  • Mater Mantra
  • Carne Della Stessa Cosa
  • Avrei Mantra
  • Le Consolazioni Delle Ninfee
  • Mantra Del Soffio
  • Oreade
  • Mantra Delle Ombre
  • Our Needs Of Consolation
  • Mantra Delle Onde