Emir and His Band LIVE! Fifteen Songs recorded Live on Tour!
2025 - Autoprodotto
Emir Trerè è un cantante e chitarrista bolognese classe 1992. Vanta due album a suo nome: Walk Like A Man, registrato nel 2022 in cui viene supportato dalla band italiana Don Diego Trio, e Electric Honky Tonk uscito nel 2023. Da sempre appassionato di cultura e musica americana anche grazie all’influenza del padre, l’artista
è oggi il leader di un progetto dedicato proprio alla riscoperta e alla sintesi di sonorità tipiche d’Oltreoceano.
Emir & His Band invece sono un trio formato nel 2020 da Emir Trerè (voce solista e chitarre elettriche), Luca Pasotti (basso elettrico e voce) e Manuel Cucaro (batteria e voce). Dopo anni trascorsi tra Italia e Nord Europa (Belgio, Francia e Olanda soprattutto), nasce questo progetto in cui Emir Trerè conferma di essere un songwriter profondamente legato alla tradizione della musica americana e ai suoi trascorsi negli Stati Uniti tra Memphis (Tennessee), Louisiana, Texas, California, New York e Nashville, città, quest’ultima, con cui egli mantiene un legame speciale e una rete di varie collaborazioni. Una forte dichiarazione d’identità che accompagna il suo viaggio tra country-music, honky-tonk, rock and roll e swing: 15 tracce registrate dal trio dal vivo durante il tour primaverile ed estivo del 2024.
Un lavoro che rappresenta un ulteriore e significativo passo nel percorso della band all’interno della “Roots Music” americana, un live in cui ci sono numerosi brani tradizionali, assai noti, anni ‘40 e ’50 soprattutto e alcuni pezzi di loro composizione. Apre Shuck’n’Jive, uno strumentale firmato dallo stesso Emir, mentre Tennessee Saturday Night è brano western swing; I Couldn’t Believe It Was True è brano dalle grandi armonizzazioni
vocali di cui ricordiamo varie versioni, tra cui quella di Doc Watson nel 1972 e Willie Nelson nel 1975.
Tra i pezzi originali del gruppo spiccano Make Me Fall In Love, un honky-tonk scritto da Emir a Memphis e Honky Tonk Fever composto a Nashville. Little Ole Wine Drinker Me è un country-pop, un titolo e parodia di quella che allora era una frase a effetto ben nota negli spot televisivi per l'azienda vinicola italo-svizzera Colony: "Il piccolo vecchio enologo, io!" La canzone parla di un uomo che cerca di bere e dimenticare i suoi problemi sentimentali. Diminished Flames è uno strumentale di Redd Wolkaert, un chitarrista sopraffino, mentre Swinging Doors è una hit country poi reinterpretata nel corso degli anni da tutti i migliori artisti e star del country. I’ll Be Swinging Too è un pezzo di The Buckaroos, testimonianza di un tipico sound country della West-Coast e in contrapposizione al country di Nashville, sempre più "aziendale", cercando costantemente di far sì che le canzoni sconfinassero nel genere pop, più patinati, raffinati e orchestrali. Il suono di Bakersfield è più honky-tonk e twangy, è più grezzo e anche un po' con un dito medio all'establishment di Nashville.
She Don’t Care Anymore è un brano originale, tra honky-tonk, country e rockabilly. No More Regrets è ancora firmata da Emir, dal ritmo che richiama il sound di Johnny Cash e del maestro del fingerpicking Merle Travis.
For A Fistful Of Dollars (Per un pugno di dollari) è un chiaro omaggio a Ennio Morricone. Truck Stop In La Grange è un brano di Dale Watson, mentre Cigarettes And Coffee Blues, scritta dal talentuoso Marty Robbins, è l’ennesimo brano honky-tonky, inciso con grande successo da Lefty Frizzell nel 1958. Chiude That’s What Daddy Wants di Wayne Hancock, titolo omonimo del suo secondo album del 1997.
Emir & His Band vivono intensamente l’atmosfera live, un suono stuzzicante, ribelle, old-style e di un trio che fa al caso vostro, se apprezzate e conoscete i Lovesick; canzoni che passano in maniera disinvolta dal country al blues, dall’honky-tonk al rockabilly.
è oggi il leader di un progetto dedicato proprio alla riscoperta e alla sintesi di sonorità tipiche d’Oltreoceano.
Emir & His Band invece sono un trio formato nel 2020 da Emir Trerè (voce solista e chitarre elettriche), Luca Pasotti (basso elettrico e voce) e Manuel Cucaro (batteria e voce). Dopo anni trascorsi tra Italia e Nord Europa (Belgio, Francia e Olanda soprattutto), nasce questo progetto in cui Emir Trerè conferma di essere un songwriter profondamente legato alla tradizione della musica americana e ai suoi trascorsi negli Stati Uniti tra Memphis (Tennessee), Louisiana, Texas, California, New York e Nashville, città, quest’ultima, con cui egli mantiene un legame speciale e una rete di varie collaborazioni. Una forte dichiarazione d’identità che accompagna il suo viaggio tra country-music, honky-tonk, rock and roll e swing: 15 tracce registrate dal trio dal vivo durante il tour primaverile ed estivo del 2024.
Un lavoro che rappresenta un ulteriore e significativo passo nel percorso della band all’interno della “Roots Music” americana, un live in cui ci sono numerosi brani tradizionali, assai noti, anni ‘40 e ’50 soprattutto e alcuni pezzi di loro composizione. Apre Shuck’n’Jive, uno strumentale firmato dallo stesso Emir, mentre Tennessee Saturday Night è brano western swing; I Couldn’t Believe It Was True è brano dalle grandi armonizzazioni
vocali di cui ricordiamo varie versioni, tra cui quella di Doc Watson nel 1972 e Willie Nelson nel 1975.
Tra i pezzi originali del gruppo spiccano Make Me Fall In Love, un honky-tonk scritto da Emir a Memphis e Honky Tonk Fever composto a Nashville. Little Ole Wine Drinker Me è un country-pop, un titolo e parodia di quella che allora era una frase a effetto ben nota negli spot televisivi per l'azienda vinicola italo-svizzera Colony: "Il piccolo vecchio enologo, io!" La canzone parla di un uomo che cerca di bere e dimenticare i suoi problemi sentimentali. Diminished Flames è uno strumentale di Redd Wolkaert, un chitarrista sopraffino, mentre Swinging Doors è una hit country poi reinterpretata nel corso degli anni da tutti i migliori artisti e star del country. I’ll Be Swinging Too è un pezzo di The Buckaroos, testimonianza di un tipico sound country della West-Coast e in contrapposizione al country di Nashville, sempre più "aziendale", cercando costantemente di far sì che le canzoni sconfinassero nel genere pop, più patinati, raffinati e orchestrali. Il suono di Bakersfield è più honky-tonk e twangy, è più grezzo e anche un po' con un dito medio all'establishment di Nashville.
She Don’t Care Anymore è un brano originale, tra honky-tonk, country e rockabilly. No More Regrets è ancora firmata da Emir, dal ritmo che richiama il sound di Johnny Cash e del maestro del fingerpicking Merle Travis.
For A Fistful Of Dollars (Per un pugno di dollari) è un chiaro omaggio a Ennio Morricone. Truck Stop In La Grange è un brano di Dale Watson, mentre Cigarettes And Coffee Blues, scritta dal talentuoso Marty Robbins, è l’ennesimo brano honky-tonky, inciso con grande successo da Lefty Frizzell nel 1958. Chiude That’s What Daddy Wants di Wayne Hancock, titolo omonimo del suo secondo album del 1997.
Emir & His Band vivono intensamente l’atmosfera live, un suono stuzzicante, ribelle, old-style e di un trio che fa al caso vostro, se apprezzate e conoscete i Lovesick; canzoni che passano in maniera disinvolta dal country al blues, dall’honky-tonk al rockabilly.