Atlantidei<small></small>
Jazz Blues Black • Impro • Ethno ed elettronica

EIC - Eden Inverted Collective Atlantidei

2026 - Caligola Records

04/05/2026 di Vittorio Formenti

#EIC - Eden Inverted Collective#Jazz Blues Black#Impro

Un viaggio nello spazio e nel tempo quello guidato dagli EIC, ispirato alle leggende sull’Atlantide e orientato a una visione unversalistica espressa grazie a una fusione tra musica etnica, improvvisazione e lacerti di accademia contemporanea.
Zoe Pia (clarinetto, is launeddas, elettronica), Nicola Ciccarelli (percussioni, voce ed elettronica), Carlo Alberto Chittolina (percussioni), Paolo Nocentini (percussioni) e Mattia Pia (percussioni) danno vita a un organico del tutto inusuale, a forte trazione ritmica che risulta molto efficace nell’elaborazione del progetto.
Il predominio delle pelli favorisce un’espressione tribale, primitiva, funzionale all’aspetto “mitologico” del concept. Aspetto questo che viene evidenziato anche dai titoli della scaletta, ripresi dalla mappa immaginaria di Atlantide esposta nel trattato “Mundus subterraneus” di Athanasius Kircher del 1665.

Sarebbe tuttavia un errore pensare a un lavoro basato solo sull’elemento ritmico. L’aspetto melodico, sostenuto da Zoe Pia ma anche dal vibrafono e dall’intelligente uso dell’elettronica, basato su onomatopee e su cellule brevi, quasi modali, resta comunque in evidenza e guida l’ascoltatore in un itinerario primordiale nel quale la polifonia delle percussioni e la recitazione scheletrica dei motivi stimolano impressioni quasi da terzo giorno della Genesi (emblematico in questo senso il primo brano).
Da sottolineare anche la scelta di timbri particolari, come quelli del “is launeddas”, antico strumento a fiato tipico della cultura sarda, che viene richiamata conferendo al lavoro una matrice mediterranea, integrata da chiari riferimenti anche all’eredità del continente africano.

Non mancano comunque spunti moderni, come in America, dove il recitato vocale evoca una storia umana tracciata da emigrazioni, figlie delle vicende di sempre. Qui la fase di improvvisazione avvicina la trama al jazz, rendendo quindi una comunicazione attuale del tutto compatibile con le tracce del passato presenti altrove.
Ritornando alla mitologia del titolo, risulta interessante la sequenza di Insula Atlantis e Atlantis Nesos. Nel primo ci si trova sull’isola di Atlantide, prototipo di una civiltà evoluta ma scomparsa. La trama geometrica ma non cervellotica evoca una sapienza ormai dimenticata, il cui spessore è reso dal ricco impasto tra gli strumenti, vivace ed essenziale, che restituisce il valore della sintesi.
Il secondo è suonato con toni potenti, solenni che, se associati al brano precedente, esaltano i lati più reconditi del mito, ben evidenziati dal timbro basso del clarinetto e dall’atmosfera a tratti sparsa degli effetti i quali, con la sensazione dell’indefinito, portano all’impressione del tempo remoto.

Un’emozionante escursione tra archeologia immaginaria, fantasy e viaggio geografico alla riscoperta di un modo di essere che accomuna. Un’elaborazione in equilibrio tra altre musiche, impro e live elctronics di rara sofisticazione.

Track List

  • Oceanus
  • Atlantidei
  • America
  • Hispania
  • Insula Atlantis
  • Atlantis Nesos
  • Atlanticus
  • Africa