Il pantano.
Quando piove e resti bloccato nel traffico, quando si crea l’improvviso e inaspettato caos o, più metaforicamente quando le cose ci scivolano dalle mani spesso, diciamo che siamo in un pantano. Bloccati, fermi, statici, probabilmente riusciamo a uscirne solo dopo molto.
Un concetto che trova voce – e immagine, attraverso l’artwork curato da Stefan Bazzaro – nel nuovo album del giovane cantautore Dorso che a ottobre ha pubblicato il suo album d’esordio Pantano per 42 Records. Il disco nasce con l’idea di ricreare una stazione radiofonica tra gli stati d’umore e i ricordi del cantautore: la voce dello speaker Eleazaro Rossi (stand up comedian e conduttore de Le Iene) accompagna una nottata passata in macchina a girare senza meta per le strade di una città deserta. La sua voce entra in tre momenti diversi dell’album (23.2 FM, Qualcuno ha fame, Buonanotte) con la luce che va dall’imbrunire fino alla notte fonda, descrivendo Radio Pantano come “l’unica radio in cui affoghi per sempre e non muori mai”: un claim che riassume come anche nei momenti di difficoltà più estrema in cui ci si sente bloccati, arriverà il momento per tornare a galla.
Quello di Dorso – nome d’arte di – è un album che racconta un mondo interiore in continuo cambiamento, fatto da cose che gli permettono di rimanere in equilibrio tra il labile confine tra il pantano (appunto!) e il benessere personale. Il filo conduttore di queste canzoni è l’amore raccontato dagli occhi di chi è innamorato, dalla voce spezzata di chi ne ricorda la felicità e l’ironia di chi si accorge che le persone non cambiano mai come canta in Dio è donna (“Era così necessario/ Vederti in forma/ Con un sorriso/ A mille denti da latte/ Segno che/ Non crescerai mai”).
Altri momenti ironici si incontrano in canzoni come Egoterrorista in cui – come il titolo stesso suggerisce – il proprio benessere diventa secondario diventando così una minaccia per se stessi; o ancora in Rally o Very Good. Se in Gatto bianco si fa riferimento ad un felino che porta fortuna (Maneki Neko) contrapponendolo a quello nero, e in Maratona Mentana si trova anche la scusa più stupida per stare con qualcuno, Cuore fasciato con gli effetti che lascia la fine di un amore (Cuore fasciato/ Mi fa male/ Volevo solo un po’ d’amore) apre una parentesi più intima. A questa traccia infatti, si accodano i beat marcati ed il sound malinconico di 4Labbra, quello più dolce di Superstar (senza di te) e i suoni acustici di 23 che raccontano la parte più debole e sensibile dell’artista, ancora scottato per le ferite lasciate da una storia d’amore giunta al termine.
La scrittura di Dorso è precisa e lineare, costellata a tratti di frasi pungenti e sagaci, momenti più cinici e altri più personali; ad accompagnare queste parole è un sottofondo musicale pop che sfocia nella dance-pop, facendo eco a molti artisti contemporanei (e coetanei) capostipiti di una nuova generazione itpop (es. Giuse The Lizia, centomilacarie).
La voce morbida del cantante, le sonorità catchy e i testi immediati rendono Pantano un ascolto leggero e fresco, un disco sicuramente ben riuscito che ascrive Dorso nella lista degli artisti da tenere sott’occhio nei prossimi mesi.
Quando piove e resti bloccato nel traffico, quando si crea l’improvviso e inaspettato caos o, più metaforicamente quando le cose ci scivolano dalle mani spesso, diciamo che siamo in un pantano. Bloccati, fermi, statici, probabilmente riusciamo a uscirne solo dopo molto.
Un concetto che trova voce – e immagine, attraverso l’artwork curato da Stefan Bazzaro – nel nuovo album del giovane cantautore Dorso che a ottobre ha pubblicato il suo album d’esordio Pantano per 42 Records. Il disco nasce con l’idea di ricreare una stazione radiofonica tra gli stati d’umore e i ricordi del cantautore: la voce dello speaker Eleazaro Rossi (stand up comedian e conduttore de Le Iene) accompagna una nottata passata in macchina a girare senza meta per le strade di una città deserta. La sua voce entra in tre momenti diversi dell’album (23.2 FM, Qualcuno ha fame, Buonanotte) con la luce che va dall’imbrunire fino alla notte fonda, descrivendo Radio Pantano come “l’unica radio in cui affoghi per sempre e non muori mai”: un claim che riassume come anche nei momenti di difficoltà più estrema in cui ci si sente bloccati, arriverà il momento per tornare a galla.
Quello di Dorso – nome d’arte di – è un album che racconta un mondo interiore in continuo cambiamento, fatto da cose che gli permettono di rimanere in equilibrio tra il labile confine tra il pantano (appunto!) e il benessere personale. Il filo conduttore di queste canzoni è l’amore raccontato dagli occhi di chi è innamorato, dalla voce spezzata di chi ne ricorda la felicità e l’ironia di chi si accorge che le persone non cambiano mai come canta in Dio è donna (“Era così necessario/ Vederti in forma/ Con un sorriso/ A mille denti da latte/ Segno che/ Non crescerai mai”).
Altri momenti ironici si incontrano in canzoni come Egoterrorista in cui – come il titolo stesso suggerisce – il proprio benessere diventa secondario diventando così una minaccia per se stessi; o ancora in Rally o Very Good. Se in Gatto bianco si fa riferimento ad un felino che porta fortuna (Maneki Neko) contrapponendolo a quello nero, e in Maratona Mentana si trova anche la scusa più stupida per stare con qualcuno, Cuore fasciato con gli effetti che lascia la fine di un amore (Cuore fasciato/ Mi fa male/ Volevo solo un po’ d’amore) apre una parentesi più intima. A questa traccia infatti, si accodano i beat marcati ed il sound malinconico di 4Labbra, quello più dolce di Superstar (senza di te) e i suoni acustici di 23 che raccontano la parte più debole e sensibile dell’artista, ancora scottato per le ferite lasciate da una storia d’amore giunta al termine.
La scrittura di Dorso è precisa e lineare, costellata a tratti di frasi pungenti e sagaci, momenti più cinici e altri più personali; ad accompagnare queste parole è un sottofondo musicale pop che sfocia nella dance-pop, facendo eco a molti artisti contemporanei (e coetanei) capostipiti di una nuova generazione itpop (es. Giuse The Lizia, centomilacarie).
La voce morbida del cantante, le sonorità catchy e i testi immediati rendono Pantano un ascolto leggero e fresco, un disco sicuramente ben riuscito che ascrive Dorso nella lista degli artisti da tenere sott’occhio nei prossimi mesi.