Un disco che prende il funk e lo miscela con sonorità punk e hardcore, dove il jazz torna alla sua materia grezza e diventa sperimentazione pura, trasfromandosi nella world core. Artismo dei Donbruno è un’opera che unisce la Puglia al resto del mondo, che unisce le atmosfere musicali nostrane con quelle inglesi e americane e le fonde in un’unica e vivace esplosione sonora.
L’album si apre con Dottor Thomas, un brano che inizia con una voce che canta sopra le note prodotte dal synth; poi si apre verso un avvolgente groove funk accompagnato da suoni sperimentali e vicini al free jazz. Alfasud, invece, esprime forti sonorità hard funk e lo unisce ad accenni di new wave e di musica psichedelica, molto vicina al desert rock. Arriva Gezz Nicholson: una pura espressione della world core, dove il dialetto pugliese viene cantato sospirando, accompagnato da un sound funkeggiante.
La world core continua con Mario Skifato, un brano dove l’hard funk si unisce a jazz, new wave, punk e alternative rock. La wave world va avanti con Kimbo: un brano puramente sperimentale che miscela un forte groove di basso hard funk, atmosfere musicali new wave e psichedeliche, e una rivisitazione innovativa della musica tradizionale. Il disco unisce ancora dialetto barese e hard funk, che evolve poi in alternative, con Te Iadore.
Arriva poi Loser, un brano ispirato all’originale di Beck e che diventa una versione dal sapore pugliese: il cantato è rap, mentre il sound è una miscela tra hard funk e accenni punk. John Lemon persegue la stessa via, testo in pugliese su sonorità hard funk che poi evolvono verso l’alternative e ad accenni di world music. Il brano che chiude l’opera è Reflusso, una canzone che sintetizza il concept musicale del disco, che diventa universale: il sound unisce funk e punk agli inizi, poi li fonde con suoni sperimentali vicini a new wave, alternative e jazz.
Artismo dei Donbruno è un disco che crea ponti tra la Puglia e il resto del mondo, dando vita a onde sonore che si propagano e che uniscono culture, suoni e nuovi modi di innovare percorsi musicali in apparenza differenti. L’opera è puramente sperimentale e prende forma grazie al gruppo che si lascia guidare dalle proprie ispirazioni, creando di fatto un panorama espressivo variegato, unico e universale.
L’album si apre con Dottor Thomas, un brano che inizia con una voce che canta sopra le note prodotte dal synth; poi si apre verso un avvolgente groove funk accompagnato da suoni sperimentali e vicini al free jazz. Alfasud, invece, esprime forti sonorità hard funk e lo unisce ad accenni di new wave e di musica psichedelica, molto vicina al desert rock. Arriva Gezz Nicholson: una pura espressione della world core, dove il dialetto pugliese viene cantato sospirando, accompagnato da un sound funkeggiante.
La world core continua con Mario Skifato, un brano dove l’hard funk si unisce a jazz, new wave, punk e alternative rock. La wave world va avanti con Kimbo: un brano puramente sperimentale che miscela un forte groove di basso hard funk, atmosfere musicali new wave e psichedeliche, e una rivisitazione innovativa della musica tradizionale. Il disco unisce ancora dialetto barese e hard funk, che evolve poi in alternative, con Te Iadore.
Arriva poi Loser, un brano ispirato all’originale di Beck e che diventa una versione dal sapore pugliese: il cantato è rap, mentre il sound è una miscela tra hard funk e accenni punk. John Lemon persegue la stessa via, testo in pugliese su sonorità hard funk che poi evolvono verso l’alternative e ad accenni di world music. Il brano che chiude l’opera è Reflusso, una canzone che sintetizza il concept musicale del disco, che diventa universale: il sound unisce funk e punk agli inizi, poi li fonde con suoni sperimentali vicini a new wave, alternative e jazz.
Artismo dei Donbruno è un disco che crea ponti tra la Puglia e il resto del mondo, dando vita a onde sonore che si propagano e che uniscono culture, suoni e nuovi modi di innovare percorsi musicali in apparenza differenti. L’opera è puramente sperimentale e prende forma grazie al gruppo che si lascia guidare dalle proprie ispirazioni, creando di fatto un panorama espressivo variegato, unico e universale.