Don Diego Trio Too Many Miles
2026 - Mule Train Records
Don Diego è il nome d’arte di Diego Geraci, classe 1975, musicista di Caltanissetta, trapiantato a Ivrea, vero e proprio virtuoso della Telecaster, maestro del twang, artista estroverso e carismatico. Dotato di una tecnica sopraffina e uno stile irresistibile, è sulla breccia già da alcuni decenni grazie alla sua straordinaria abilità di proporre e creare suoni e stili differenti, in primis il country, il rockabilly, l’hillbilly, il blues e persino l’exotica da dove origina lo space age pop, legato alla cultura tiki e al desiderio del dopoguerra di viaggiare con la mente verso paradisi tropicali, nel caso di Don Diego, dal piglio di un album di surf strumentale. Nel 1994 fonda gli Adels (band storica per la scena del rockabilly, del rockin’ blues texano e quindi dell’honky tonk). Il 2014 segna l’inizio di una nuova avventura artistica; con questa nuova formazione, si dedica a nuovi progetti che includono altri due musicisti molto apprezzati. Stiamo parlando di Sandro Pittari (batterista ed ex drummer degli Adels) e il giovane bassista/contrabbattista Luca “Guizzo” Chiappara.
Don Diego inizia un percorso sostanziale pescando nell’immenso songbook (il "Grande canzoniere americano") e panorama musicale targato e forgiato Made in USA. Ancora nel 2014 inizia una carriera solista con una decina di album all’attivo come Don Diego Trio, e tutti o quasi per la Twang Farm Records /Rydell’s Records. Diego inoltre ha suonato, inciso o collaborato con alcuni dei nomi più importanti della scena americana (country) tra cui Dale Watson, Deke Dickerson, Bill Kirchen (ex Commander Cody & His Lost Planet Airmen), Ray Campi (puro rockabilly), Slim Jim Phantom (ex Stray Cats), Mark Harman, Chris Casello, Marti Brom. Tre volte nominato agli Ameripolitan Awards negli Stati Uniti, in Texas, ad Austin (la capitale) e negli storici Sun Studios di Memphis, Tennessee, Diego svolge una attività frenetica, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti con la sua propria band, essenzialmente a trio e con un progetto collaterale e tributo a Johnny Cash e sempre assai attivo anche nel nostro Bel Paese.
Il Don Diego Trio collabora spesso dal vivo e in studio con Jay Ernest, la voce della nota band tributo americana Church of Cash, per realizzare concerti e progetti interamente dedicati alla musica di Johnny Cash con numerose date negli Stati Uniti e anche in Europa. Apre le danze Twang Kitchen (2015), e a seguire Roadhouse Stomp (2015), Hillbilly Session Chapter #1 (2016), Greetings From Austin (El Toro Records, 2017), September’s Rag (Go Country Records, 2019), In A Peculiar Way (2020), 10th Twang Farm Records (2024), The Guitar Album Volume 1 (2021). Va inoltre ricordato l’album inciso come The Coquaros, un progetto di exotica e surf strumentale intitolato The Reverbered Side Of the Don Diego Trio (2018).
Too Many Miles è il nuovo album (sia LP sia CD) ma ugualmente sta diventando anche un libro fotografico, dato che il suo manager, che è anche un esperto collezionista d’arte, ha deciso di produrre una raccolta di scatti realizzati da Don Diego nelle strade americane durante i suoi tour. Questa nuova pubblicazione spazia come sempre nell’ambito del country-rock, suoni decisamente twang, rockabilly, country e western-swing. Inciso in uno studio vintage di Milano, Don Diego (voce e chitarre) è accompagnato dal suono inventivo di Mattia Bertolassi alla batteria e Giulio Farinelli (basso, contrabbasso, piano, cori) con l’aggiunta di Emir Treré alla lapsteel. Sono 12 canzoni tutte composte da Geraci a eccezione di Spell e The Time We’re Apart di Giulio Farinelli e la conclusiva Kentucky Means Paradise composta da Merle Travis e pubblicata nel 1948.
Al centro della scena, sia dal vivo sia in studio come in questo caso, Diego Geraci colpisce con il suo fragoroso twang, il Travis Picking, lo stile di Chet Atkins e Merle Travis, dove il Travis Picking è una tecnica chitarristica fingerstyle in cui il musicista suona simultaneamente il basso ritmico e la linea melodica con una sola mano. Racconta Don Diego: "Volevo fare un disco di canzoni che potessero rimanere in testa all’ascoltatore, un album che esplorasse la musica americana degli anni ’50,’60 e ’70 senza barriere." Dr. Fuzz ha risvolti surf-rock, Big Fish dalla frenesia boogie, Spell è una traccia scritta e interpretata dalla voce solista di Giulio Farinelli che introduce sfumature calde e sognanti, Shake, Rattle And Boogie ha un’energia travolgente (alla Johnny Cash), A Place To Hide e I’m Still Too Young sono piccoli gioielli con momenti più suggestivi e d'atmosfera, DD Train prorompente e assai dinamica. In chiusura Kentucky Means Paradise dal ritmo swingante.
Un disco che non si limita a ripercorrere o imitare un’epoca, bensì una rivisitazione più contemporanea ma con un'incisione voluta appositamente utilizzando una strumentazione vintage e privilegiando l’interazione tra i musicisti senza cercare o ricercare la perfezione artificiale. Il Diario di viaggio di un musicista italiano con un sound decisamente americano, inciso e scolpito
nel cuore e nella mente, e che ha scelto di attraversare per davvero la strada e l’America musicale. Nelle 12 canzoni si respira l’aria della stanza (d’incisione) e il virtuosismo non è mai fine a se stesso, ma completa e supporta il buon esito del repertorio in cui non manca un ottimo e giusto groove e splendide melodie.
Don Diego inizia un percorso sostanziale pescando nell’immenso songbook (il "Grande canzoniere americano") e panorama musicale targato e forgiato Made in USA. Ancora nel 2014 inizia una carriera solista con una decina di album all’attivo come Don Diego Trio, e tutti o quasi per la Twang Farm Records /Rydell’s Records. Diego inoltre ha suonato, inciso o collaborato con alcuni dei nomi più importanti della scena americana (country) tra cui Dale Watson, Deke Dickerson, Bill Kirchen (ex Commander Cody & His Lost Planet Airmen), Ray Campi (puro rockabilly), Slim Jim Phantom (ex Stray Cats), Mark Harman, Chris Casello, Marti Brom. Tre volte nominato agli Ameripolitan Awards negli Stati Uniti, in Texas, ad Austin (la capitale) e negli storici Sun Studios di Memphis, Tennessee, Diego svolge una attività frenetica, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti con la sua propria band, essenzialmente a trio e con un progetto collaterale e tributo a Johnny Cash e sempre assai attivo anche nel nostro Bel Paese.
Il Don Diego Trio collabora spesso dal vivo e in studio con Jay Ernest, la voce della nota band tributo americana Church of Cash, per realizzare concerti e progetti interamente dedicati alla musica di Johnny Cash con numerose date negli Stati Uniti e anche in Europa. Apre le danze Twang Kitchen (2015), e a seguire Roadhouse Stomp (2015), Hillbilly Session Chapter #1 (2016), Greetings From Austin (El Toro Records, 2017), September’s Rag (Go Country Records, 2019), In A Peculiar Way (2020), 10th Twang Farm Records (2024), The Guitar Album Volume 1 (2021). Va inoltre ricordato l’album inciso come The Coquaros, un progetto di exotica e surf strumentale intitolato The Reverbered Side Of the Don Diego Trio (2018).
Too Many Miles è il nuovo album (sia LP sia CD) ma ugualmente sta diventando anche un libro fotografico, dato che il suo manager, che è anche un esperto collezionista d’arte, ha deciso di produrre una raccolta di scatti realizzati da Don Diego nelle strade americane durante i suoi tour. Questa nuova pubblicazione spazia come sempre nell’ambito del country-rock, suoni decisamente twang, rockabilly, country e western-swing. Inciso in uno studio vintage di Milano, Don Diego (voce e chitarre) è accompagnato dal suono inventivo di Mattia Bertolassi alla batteria e Giulio Farinelli (basso, contrabbasso, piano, cori) con l’aggiunta di Emir Treré alla lapsteel. Sono 12 canzoni tutte composte da Geraci a eccezione di Spell e The Time We’re Apart di Giulio Farinelli e la conclusiva Kentucky Means Paradise composta da Merle Travis e pubblicata nel 1948.
Al centro della scena, sia dal vivo sia in studio come in questo caso, Diego Geraci colpisce con il suo fragoroso twang, il Travis Picking, lo stile di Chet Atkins e Merle Travis, dove il Travis Picking è una tecnica chitarristica fingerstyle in cui il musicista suona simultaneamente il basso ritmico e la linea melodica con una sola mano. Racconta Don Diego: "Volevo fare un disco di canzoni che potessero rimanere in testa all’ascoltatore, un album che esplorasse la musica americana degli anni ’50,’60 e ’70 senza barriere." Dr. Fuzz ha risvolti surf-rock, Big Fish dalla frenesia boogie, Spell è una traccia scritta e interpretata dalla voce solista di Giulio Farinelli che introduce sfumature calde e sognanti, Shake, Rattle And Boogie ha un’energia travolgente (alla Johnny Cash), A Place To Hide e I’m Still Too Young sono piccoli gioielli con momenti più suggestivi e d'atmosfera, DD Train prorompente e assai dinamica. In chiusura Kentucky Means Paradise dal ritmo swingante.
Un disco che non si limita a ripercorrere o imitare un’epoca, bensì una rivisitazione più contemporanea ma con un'incisione voluta appositamente utilizzando una strumentazione vintage e privilegiando l’interazione tra i musicisti senza cercare o ricercare la perfezione artificiale. Il Diario di viaggio di un musicista italiano con un sound decisamente americano, inciso e scolpito
nel cuore e nella mente, e che ha scelto di attraversare per davvero la strada e l’America musicale. Nelle 12 canzoni si respira l’aria della stanza (d’incisione) e il virtuosismo non è mai fine a se stesso, ma completa e supporta il buon esito del repertorio in cui non manca un ottimo e giusto groove e splendide melodie.