Domenico Bini Sta andando tutto male
2025 - Comicon Edizioni, XXXV Label
Un album che unisce heavy metal ad altri generi e che, nella sua semplicità, affronta dubbi e preoccupazioni su tematiche complesse, come la guerra e la morte. Prende forma con queste premesse Sta andando tutto male, il progetto crossmediale album-fumetto di Domenico Bini. Il disco si apre con le sonorità post-rock, miscelate con alternative metal e blues, di Ved no. Arriva subito la title track, Sta andando tutto male, reinterpretata insieme a Elio e Mangoni: il brano ha sonorità hard rock e riflette l’irrequietezza e il pessimismo di questi tempi. Le sonorità della prima canzone ritornano in Ceesthethenight, un intreccio sonoro tra blues e alternative metal.
Depression parla di un disagio vissuto dall’autore, che vuole salvarsi dal disturbo depressivo vissuto, e il sound lo fa esprimere con una delicata leggerezza, dovuta alle sonorità funk. Il blues fa da sfondo, insieme all’hard rock, a Donna ignorante, feat. Tony D’Alessio: un brano in cui si racconta il finale burrascoso di una relazione, in cui lui accusa lei di essere egoista e di non saper andare oltre il proprio ego, risultando come lo stereotipo della femme fatale.
Giungono poi due riflessioni sull’attualità, una che coinvolge l’essere umano in quanto tale, e l’altra che tratta una tematica sociale. E pcche non ride è un brano alternative rock che parla di quelle persone che non riescono più a ridere e sono vittime di un disturbo depressivo grave, per cui emergono tristezza e spavento nei loro occhi. A metà canzone è forte la presenza degli archi, che la rilanciano verso un finale che trasmette le sensazioni descritte nel testo. No al nucleare è una canzone che riprende alcuni cenni storici (Chernobyl e Fukushima), utilizzati per dire che sono altre le fonti d’energia che portano al cambiamento. Il brano ha sonorità post-rock, dovute alla partecipazione di Noxy e Tony Bortolotti.
L’opera si chiude con due collaborazioni importanti e due classici del menestrello tranese: Ue vede la partecipazione di Cristina Scabbia dei Lacuna Coil, che accompagna la voce di Bini nei cori e nei ritornelli su un sound hard rock. In No (2), invece, collabora il Vocal Resolution Choir e prende forma un brano che unisce elettronica, jazz e gospel; una presenza che riempie di significato il testo, da cui emergono la preoccupazione per l’arrivo nel mondo della pandemia di Coronavirus e la preghiera che essa possa finire il prima possibile.
Sta andando tutto male è un disco profondo e che, per quanto possa sembrare semplice, tratta tematiche complesse, sperimentando tra l’heavy metal e più generi, che danno forma a un’opera dal sound eclettico e che riflette l’animo profondo di Domenico Bini, autore sensibile in questi tempi difficili.
Depression parla di un disagio vissuto dall’autore, che vuole salvarsi dal disturbo depressivo vissuto, e il sound lo fa esprimere con una delicata leggerezza, dovuta alle sonorità funk. Il blues fa da sfondo, insieme all’hard rock, a Donna ignorante, feat. Tony D’Alessio: un brano in cui si racconta il finale burrascoso di una relazione, in cui lui accusa lei di essere egoista e di non saper andare oltre il proprio ego, risultando come lo stereotipo della femme fatale.
Giungono poi due riflessioni sull’attualità, una che coinvolge l’essere umano in quanto tale, e l’altra che tratta una tematica sociale. E pcche non ride è un brano alternative rock che parla di quelle persone che non riescono più a ridere e sono vittime di un disturbo depressivo grave, per cui emergono tristezza e spavento nei loro occhi. A metà canzone è forte la presenza degli archi, che la rilanciano verso un finale che trasmette le sensazioni descritte nel testo. No al nucleare è una canzone che riprende alcuni cenni storici (Chernobyl e Fukushima), utilizzati per dire che sono altre le fonti d’energia che portano al cambiamento. Il brano ha sonorità post-rock, dovute alla partecipazione di Noxy e Tony Bortolotti.
L’opera si chiude con due collaborazioni importanti e due classici del menestrello tranese: Ue vede la partecipazione di Cristina Scabbia dei Lacuna Coil, che accompagna la voce di Bini nei cori e nei ritornelli su un sound hard rock. In No (2), invece, collabora il Vocal Resolution Choir e prende forma un brano che unisce elettronica, jazz e gospel; una presenza che riempie di significato il testo, da cui emergono la preoccupazione per l’arrivo nel mondo della pandemia di Coronavirus e la preghiera che essa possa finire il prima possibile.
Sta andando tutto male è un disco profondo e che, per quanto possa sembrare semplice, tratta tematiche complesse, sperimentando tra l’heavy metal e più generi, che danno forma a un’opera dal sound eclettico e che riflette l’animo profondo di Domenico Bini, autore sensibile in questi tempi difficili.