I Depookan sono di un’altra epoca, forse di secoli fa, con le loro storie, i racconti fantastici, alchimia di voce e di suoni con rituali magici, arcaici, oscuri. Finisce ora un silenzio che durava da oltre 30 anni. I DePookan in realtà nascono nel 1992 da
un’idea della cantante e songwriter Luana Susy Berni, cui si è successivamente unito Nicola Cavina alla chitarra e agli arrangiamenti, oltre che co-autore. È uscito ora il loro secondo disco intitolato Sang Et Cendre, dapprima uscito in digitale e ora in compact-disc (CD) per la Radici Music Records di Terranova Bracciolini.
Una seconda opera di inediti che segna il ritorno dentro a una nuova scena world alternativa. Un’opera particolare, sfaccettata, multiforme, con storie e racconti fantastici, fantasmagorici, senza uno spazio-temporale ben definito, con sonorità underground dove regnano allo stesso tempo l’elettronica e gli strumenti antichi.
La metamorfosi della band muta nel corso degli anni ed è ora composta a sestetto da Susy Berni (composizione e voce) e Nicola Cavina che, oltre a comporre e creare vari campionamenti, suona il basso elettrico, la chitarra elettrica e tra gli altri strumenti la mandola e il bodrhan, mentre come special guest appare Massimo Giuntini con le Uillean Pipes, la cornamusica irlandese in Johnny I Hardly Knew Ye. Ad accompagnarli nella formazione ci sono Nicola Esposto alle percussioni, Fabio Masetti alla batteria elettronica, Gian Piero Rezoagli ai cori e Martina Weber alla viola da gamba.
Apre le danze la splendida Sang Et Cendre (sangue e cenere), vero filo conduttore spesso menzionato nel disco e dove si spiega l’inutilità della guerra, mentre impazzano i suoni folk-pop orchestrati alla francese.
Talyesin Merlino racconta la storia di Mago Merlino (e del padre Talyesin) ma dal punto di vista dell’uomo, del guerriero e con un video con Berni (Luana) e per la regia di Carlo Settembrini. Un brano e un video a rappresentare atmosfere medievali e spazi e luoghi da sogno e senza tempo con i personaggi della storia, la strega guardiana del luogo e un guerriero dal volto insanguinato. Suoni di altri tempi, medioevali, ben riproposti qui con padronanza e vigore.
Eleen Aroon è dedicato all’elemento acqua, alla luce e all’ombra, un canto di natura ancestrale e magica, mentre Schule Agra si rifà alla forza della terra e al simbolo del sole. Mag Mor Mag Mell è una litania, un linguaggio coniato da Susy in lingua ancestrale, una lingua antica (come il greco o il sanscrito) con una lunga storia documentata, oppure una "lingua madre" ipotetica da cui si sono evolute altre lingue, o ancora, in senso letterale, come quella che si presume sia la "lingua di Adamo". Il termine si può anche riferire a un'antica lingua di una specifica popolazione, come il “gros ventre”. La lingua ancestrale dei DePookam è un insieme di varie scritture e nasce dalla fantasia di Luana Susy Berni, dove s’incontrano tutti i folletti del mondo magico che però vengono chiamati con il loro proprio vero nome, i Pooka (figura immaginaria di radici celtiche).
Johnny I Hardly Knew Ya (Ye) è un brano tradizionale rivisitato e rielaborato sempre con racconti di armi, di combattimenti l’uno contro uno e il concetto oramai chiaro e limpido della totale inutilità della guerra. Chiude l’album Peace, ultima traccia, una composizione strumentale, cupa, scura, percussiva con suoni medio-orientali e la sola parola pace pronunciata in lingua araba e in israeliano. I DePookan hanno sempre attinto alla parte simbolica, evocativa ed esoterica. Le loro numerose performance li hanno visti protagonisti in Live estremamente suggestivi, anche per la scelta di location assai suggestive. Su disco sono ugualmente persuasivi, compiuti, convincenti, musica alternativa che si potrebbe definire Dark Celtic Music; prendono spunto dalla tradizione celtica per esplorare un interessante connubio tra la World Music e l’elettronica, creando un sound profondo, eclettico e non del tutto collocabile e dove la voce e gli strumenti operano una sorta di rito ipnotico, surreale,
magico.
un’idea della cantante e songwriter Luana Susy Berni, cui si è successivamente unito Nicola Cavina alla chitarra e agli arrangiamenti, oltre che co-autore. È uscito ora il loro secondo disco intitolato Sang Et Cendre, dapprima uscito in digitale e ora in compact-disc (CD) per la Radici Music Records di Terranova Bracciolini.
Una seconda opera di inediti che segna il ritorno dentro a una nuova scena world alternativa. Un’opera particolare, sfaccettata, multiforme, con storie e racconti fantastici, fantasmagorici, senza uno spazio-temporale ben definito, con sonorità underground dove regnano allo stesso tempo l’elettronica e gli strumenti antichi.
La metamorfosi della band muta nel corso degli anni ed è ora composta a sestetto da Susy Berni (composizione e voce) e Nicola Cavina che, oltre a comporre e creare vari campionamenti, suona il basso elettrico, la chitarra elettrica e tra gli altri strumenti la mandola e il bodrhan, mentre come special guest appare Massimo Giuntini con le Uillean Pipes, la cornamusica irlandese in Johnny I Hardly Knew Ye. Ad accompagnarli nella formazione ci sono Nicola Esposto alle percussioni, Fabio Masetti alla batteria elettronica, Gian Piero Rezoagli ai cori e Martina Weber alla viola da gamba.
Apre le danze la splendida Sang Et Cendre (sangue e cenere), vero filo conduttore spesso menzionato nel disco e dove si spiega l’inutilità della guerra, mentre impazzano i suoni folk-pop orchestrati alla francese.
Talyesin Merlino racconta la storia di Mago Merlino (e del padre Talyesin) ma dal punto di vista dell’uomo, del guerriero e con un video con Berni (Luana) e per la regia di Carlo Settembrini. Un brano e un video a rappresentare atmosfere medievali e spazi e luoghi da sogno e senza tempo con i personaggi della storia, la strega guardiana del luogo e un guerriero dal volto insanguinato. Suoni di altri tempi, medioevali, ben riproposti qui con padronanza e vigore.
Eleen Aroon è dedicato all’elemento acqua, alla luce e all’ombra, un canto di natura ancestrale e magica, mentre Schule Agra si rifà alla forza della terra e al simbolo del sole. Mag Mor Mag Mell è una litania, un linguaggio coniato da Susy in lingua ancestrale, una lingua antica (come il greco o il sanscrito) con una lunga storia documentata, oppure una "lingua madre" ipotetica da cui si sono evolute altre lingue, o ancora, in senso letterale, come quella che si presume sia la "lingua di Adamo". Il termine si può anche riferire a un'antica lingua di una specifica popolazione, come il “gros ventre”. La lingua ancestrale dei DePookam è un insieme di varie scritture e nasce dalla fantasia di Luana Susy Berni, dove s’incontrano tutti i folletti del mondo magico che però vengono chiamati con il loro proprio vero nome, i Pooka (figura immaginaria di radici celtiche).
Johnny I Hardly Knew Ya (Ye) è un brano tradizionale rivisitato e rielaborato sempre con racconti di armi, di combattimenti l’uno contro uno e il concetto oramai chiaro e limpido della totale inutilità della guerra. Chiude l’album Peace, ultima traccia, una composizione strumentale, cupa, scura, percussiva con suoni medio-orientali e la sola parola pace pronunciata in lingua araba e in israeliano. I DePookan hanno sempre attinto alla parte simbolica, evocativa ed esoterica. Le loro numerose performance li hanno visti protagonisti in Live estremamente suggestivi, anche per la scelta di location assai suggestive. Su disco sono ugualmente persuasivi, compiuti, convincenti, musica alternativa che si potrebbe definire Dark Celtic Music; prendono spunto dalla tradizione celtica per esplorare un interessante connubio tra la World Music e l’elettronica, creando un sound profondo, eclettico e non del tutto collocabile e dove la voce e gli strumenti operano una sorta di rito ipnotico, surreale,
magico.