When Summer Comes<small></small>
Americana • Songwriting • Folk

David Coller When Summer Comes

2026 - Upstart Yankee Records

14/08/2026 di Franco Valsecchi

#David Coller#Americana#Songwriting

In alcuni sport esiste ancora la figura dell’amatore, colui che, pur a livello agonistico molto alto, pratica uno sport semplicemente per passione, mantenendo la propria professione per vivere e, se possibile, organizzando il proprio tempo libero per poter essere presente e partecipare agli eventi che lo interessano. Nel golf addirittura ci sono competizioni Pro-Am in cui questi “gentlemen” di alto livello vengono abbinati a dei professionisti.Anche in ambito musicale ci sono personaggi che, pur esibendosi regolarmente in pubblico, non ne fanno una professione, ma dedicano solo una parte del loro tempo alla loro passione.

David Coller è il classico esempio di questa categoria di musicista. Dopo essersi laureato in musica alla University of Southern California, e aver inciso un album nel 1995, si trasferisce nella EastCoast e inizia a lavorare in campo medico, lasciando la musica professionale per una quindicina d’anni, in cui si dedica a seguire la crescita dei due figli e a rimettere in acqua una goletta con cui navigherà lungo le coste del New England.

Dopo una pausa di quindici anni, su spinta di un amico, torna a esibirsi in pubblico, frequentando principalmente i club di Connecticut e Massachusetts, spesso in compagnia della moglie Diane Chodkowski. In questi anni presenta molti nuovi brani e sono proprio alcuni di questi che compongono il secondo disco di Coller: When Summer Comes. Le origini del suo stile compositivo sono decisamente folk. Il disco contiene brani acustici dove la voce calda del cantantautore è spesso accompagnata da Chodkowski alla seconda voce, dal tono cristallino. Coller suona anche le chitarre e, come in Winter’s Here, il banjo.

Tra i musicisti che impreziosiscono con i loro strumenti le composizioni, troviamo la violinista Sara Milonovich, Rusty Park alla Pedal Steel, la sobria sezione ritmica, formata dal batterista Eric Parker e dal bassista Mark Dann, che cura anche registrazione, missaggio e produzione del master, nello studio che porta il suo nome a Woodstock. Un cenno a parte merita Brian Mitchell, un musicista che è passato spesso in Italia negli ultimi anni, e che, con la sua fisarmonica, colora di nostalgia I’ll Take the Moon e Class of ’63.

Se cerchiamo similitudini con altri musicisti, nei brani con suoni più vicini al bluegrass la loro costruzione porta a ricordare Bill Staines e Kate Wolf. Nei brani più prettamente cantautorali, l’influenza della scuola del Greenwich sembra innegabile, con richiami a Tom Paxton e Eric Andersen.  Ci sono però pezzi che sono più propriamente folk, influenzati dai canti marinari tipici della costa nord-orientale affacciata sull’Atlantico, con una forma di canto molto particolare, e in queste canzoni si coglie un rapporto molto stretto con il compianto Stan Rogers. Proprio a questa tipologia di musica sembra essere orientata la nuova opera di Coller, prevista per l’ultima parte dell’anno.

A volte, dopo trent’anni, ritornano. Dopo aver ascoltato When Summer Comes, ci sono rimpianti per non aver potuto seguire lo sviluppo nel tempo di questo musicista, ma, nello stesso tempo scopriamo, a sorpresa, un disco di alto valore.

Track List

  • Let Nothing Come Between Us
  • Lillian`s Voice
  • Tucson
  • When Summer Comes
  • Wherever You Are
  • Balance of the Season
  • Winter`s Here
  • I`ll Take the Moon
  • We`re Sinkin`
  • Trouble-Liberty
  • Small Blue Island
  • Why Not Today
  • Sorry Blues
  • Class of `63
  • Goodbye, Goodbye