Cris Mantello Half Way To A Hundred
2025 - Go Country Records
Il miglior modo di festeggiare i cinquant’anni di Cris Mantello, il 12 settembre 2025, è di chiamarli in modo bizzarro, lapalissiano ma efficace, con “a metà strada per i cento” (Half Way To A Hundred), titolo del suo nuovo disco, che esce proprio in questa storica data per l’etichetta di Paolo Pizzi Go Country Records di Bologna, dove Cris è oramai di casa e dove ha pubblicato diversi suoi album.
Dopo averlo visto in azione in una serata spettacolare con tanti ospiti al Birrificio Railroad a Paderno Dugnano (Mi), dove si esibito con un quartetto il giorno del suo compleanno, con l’uscita del nuovo disco, eccoci qui a constatare, ascoltare e raccontare della sua ennesima avventura discografica decisamente riuscita.
Mantello si muove come sempre sul terreno della musica tradizionale americana: country, rock and roll, rockabilly, ma in questo caso con un tocco raffinato e coinvolgente di sano pop.
Partiamo subito con i quattro brani incisi agli Abbey Road Studios di Londra, già pubblicati in precedenza
soltanto in digitale. L’iniziale e coinvolgente I’m Not è un rockabilly prorompente e fragoroso, Autumn Day una slow-ballad, poi a seguire la grintosa In God We Trust dalla chitarra assassina e dal riff sinfonico con tanto di cori, come In The Deep, quest’ultima finalista alla scorsa edizione dei Grammy Awards; Burak Kahraman suona il basso, la batteria, il violino, le tastiere e il banjo in tutti e quattro i pezzi.
Gli altri otto brani rimanenti sono stati incisi, arrangiati, mixati e masterizzati dallo stesso autore di ogni canzone dell’album e, da eccelso multistrumentista, si alterna suonando di volta in volta chitarra, basso, contrabbasso, batteria, steel guitar, banjo,
mandolino, dobro e voce solista. I Made A Mess è scritta con l’amico Totò Sciascia, I’m Two con lo straordinario chitarrista Ruben Minuto, White Haired Girl suggestiva al punto giusto e con una sezione d’archi. Il cantautore rilegge in una nuova veste due suoi vecchi cavalli di battaglia come My Oh Mine (dall’album Keep On Rolling del 2019) e Whiskey Road da Dirt (2021).
Splendida la foto di copertina di Brigitte Pollio che incarna e fotografa perfettamente l'artista mentre guarda fuori dal finestrino della sua auto, in un disco che lo conferma come un autentico e vigoroso performer, country-man, rocker, talvolta one man show, e che produce pura adrenalina, ben suonato, ben cantato, ben prodotto. Da ascoltare ad alto volume!
Dopo averlo visto in azione in una serata spettacolare con tanti ospiti al Birrificio Railroad a Paderno Dugnano (Mi), dove si esibito con un quartetto il giorno del suo compleanno, con l’uscita del nuovo disco, eccoci qui a constatare, ascoltare e raccontare della sua ennesima avventura discografica decisamente riuscita.
Mantello si muove come sempre sul terreno della musica tradizionale americana: country, rock and roll, rockabilly, ma in questo caso con un tocco raffinato e coinvolgente di sano pop.
Partiamo subito con i quattro brani incisi agli Abbey Road Studios di Londra, già pubblicati in precedenza
soltanto in digitale. L’iniziale e coinvolgente I’m Not è un rockabilly prorompente e fragoroso, Autumn Day una slow-ballad, poi a seguire la grintosa In God We Trust dalla chitarra assassina e dal riff sinfonico con tanto di cori, come In The Deep, quest’ultima finalista alla scorsa edizione dei Grammy Awards; Burak Kahraman suona il basso, la batteria, il violino, le tastiere e il banjo in tutti e quattro i pezzi.
Gli altri otto brani rimanenti sono stati incisi, arrangiati, mixati e masterizzati dallo stesso autore di ogni canzone dell’album e, da eccelso multistrumentista, si alterna suonando di volta in volta chitarra, basso, contrabbasso, batteria, steel guitar, banjo,
mandolino, dobro e voce solista. I Made A Mess è scritta con l’amico Totò Sciascia, I’m Two con lo straordinario chitarrista Ruben Minuto, White Haired Girl suggestiva al punto giusto e con una sezione d’archi. Il cantautore rilegge in una nuova veste due suoi vecchi cavalli di battaglia come My Oh Mine (dall’album Keep On Rolling del 2019) e Whiskey Road da Dirt (2021).
Splendida la foto di copertina di Brigitte Pollio che incarna e fotografa perfettamente l'artista mentre guarda fuori dal finestrino della sua auto, in un disco che lo conferma come un autentico e vigoroso performer, country-man, rocker, talvolta one man show, e che produce pura adrenalina, ben suonato, ben cantato, ben prodotto. Da ascoltare ad alto volume!
