Centro Astalli - AA. VV. Shahida - Tracce di Liberta`
2023 - Centro Astalli e Appaloosa Records - distribuzione IRD
Shahida è il nome della giocatrice della nazionale di hockey del Pakistan, morta nel febbraio 2023 nel naufragio al largo di Steccato di Cutro, insieme ad altre 93 persone, di cui 35 bambini. Dal suo nome prende il titolo Shahida - Tracce di Libertà, un progetto musicale, pensato da due anni da Appaloosa che sostiene il Centro Astalli, che si occupa di donne rifugiate, e che ha voluto intitolarlo a ricordo di tutte le donne che, sognando un futuro migliore, mettono la propria vita nelle mani altrui, e del mare, fidandosi dell'umanità del prossimo.
E proprio il 20 giugno, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, è stato pubblicato il disco, che raccoglie oltre 100 artisti e artiste, provenienti da tutto il mondo, per una buona causa: infatti i proventi derivanti dalla vendita dell’album sosterranno i progetti in favore delle donne richiedenti asilo e rifugiate, accolte al Centro Astalli.
L'ascolto, in ben tre CD, è composito e complesso, ed è apprezzabile l'impegno, da parte di tutti, nel cercare e costruire un percorso comunque omogeneo, pur nelle diversità degli stili e degli approcci. Impossibile citare tutti gli artisti, ma, proprio per sottolineare la varietà e la qualità della proposta, occorre riconoscere, ad esempio, la volontà di tre musiciste di offrire degli inediti, da Donna Francesca, di Lavinia Mancusi, a Libellula, di Sara Jane Ceccarelli, a Uno sconosciuto, di Fabia Salvucci.
Ogni brano, però, è intenso e significativo: su tutti, il duetto fra Antonella Ruggiero e l’ucraino Oleksandr Iarmola, che interpretano un'emozionante versione di Povera patria (O zemle maty); a proposito di duetti, che abbondano nei dischi, ricordiamo quello, inaspettato, fra Eileen Rose e Bobo Rondelli, con il capolavoro di Nick Cave Where The Wild Roses Grow, o quello di Saba Anglana con Lorenzo Monguzzi, che incorociano le loro poliedriche vocalità e due linguaggi in Nada más que suerte.
Moltissime sono le voci femminili, internazionali e italiane, da Carrie Rodriguez a Scarlet Rivera, da Francesca Incudine a Mesudì, ma non mancano neppure artisti come Michele Gazich, Jono Manson, Thom Chacon, Luigi Maieron, James Maddock e molti altri, senza dimenticare il contributo di attori, che vogliono proporre le riflessioni profonde e incisive, come quelle di Anna Foglietta, Flavio Insinna, David Riondino e Alessandro Bergonzoni. Quest'ultimo, col suo tipico stile, giocando con le parole, auspica che "finisca l'era del Risorgimento e inizi quella del risarcimento", da parte dell'Occidente nei confronti del Terzo e Quarto Mondo.
Un progetto simile, però, non può non avere un seguito: il sogno di Centro Astalli e di Appaloosa è di organizzare un tour con molti degli artisti coinvolti nel disco. Sogno ambizioso, per cui è possibilre contribuire con un crowdfunding al link
https://www.produzionidalbasso.com/project/shahida-tracce-di-liberta/
o con una donazione al link
https://www.paypal.com/donate?campaign_id=Q5EEKAQ3E86CU.
per donare a nostre simili meno fortunate la possibilità di raggiungere una vita dignitosa e sicura.
E proprio il 20 giugno, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, è stato pubblicato il disco, che raccoglie oltre 100 artisti e artiste, provenienti da tutto il mondo, per una buona causa: infatti i proventi derivanti dalla vendita dell’album sosterranno i progetti in favore delle donne richiedenti asilo e rifugiate, accolte al Centro Astalli.
L'ascolto, in ben tre CD, è composito e complesso, ed è apprezzabile l'impegno, da parte di tutti, nel cercare e costruire un percorso comunque omogeneo, pur nelle diversità degli stili e degli approcci. Impossibile citare tutti gli artisti, ma, proprio per sottolineare la varietà e la qualità della proposta, occorre riconoscere, ad esempio, la volontà di tre musiciste di offrire degli inediti, da Donna Francesca, di Lavinia Mancusi, a Libellula, di Sara Jane Ceccarelli, a Uno sconosciuto, di Fabia Salvucci.
Ogni brano, però, è intenso e significativo: su tutti, il duetto fra Antonella Ruggiero e l’ucraino Oleksandr Iarmola, che interpretano un'emozionante versione di Povera patria (O zemle maty); a proposito di duetti, che abbondano nei dischi, ricordiamo quello, inaspettato, fra Eileen Rose e Bobo Rondelli, con il capolavoro di Nick Cave Where The Wild Roses Grow, o quello di Saba Anglana con Lorenzo Monguzzi, che incorociano le loro poliedriche vocalità e due linguaggi in Nada más que suerte.
Moltissime sono le voci femminili, internazionali e italiane, da Carrie Rodriguez a Scarlet Rivera, da Francesca Incudine a Mesudì, ma non mancano neppure artisti come Michele Gazich, Jono Manson, Thom Chacon, Luigi Maieron, James Maddock e molti altri, senza dimenticare il contributo di attori, che vogliono proporre le riflessioni profonde e incisive, come quelle di Anna Foglietta, Flavio Insinna, David Riondino e Alessandro Bergonzoni. Quest'ultimo, col suo tipico stile, giocando con le parole, auspica che "finisca l'era del Risorgimento e inizi quella del risarcimento", da parte dell'Occidente nei confronti del Terzo e Quarto Mondo.
Un progetto simile, però, non può non avere un seguito: il sogno di Centro Astalli e di Appaloosa è di organizzare un tour con molti degli artisti coinvolti nel disco. Sogno ambizioso, per cui è possibilre contribuire con un crowdfunding al link
https://www.produzionidalbasso.com/project/shahida-tracce-di-liberta/
o con una donazione al link
https://www.paypal.com/donate?campaign_id=Q5EEKAQ3E86CU.
per donare a nostre simili meno fortunate la possibilità di raggiungere una vita dignitosa e sicura.