New Roses<small></small>
Americana • Songwriting

Ben De La Cour New Roses

2025 - Julian Records

08/09/2025 di Franco Valsecchi

#Ben De La Cour#Americana#Songwriting

Arrivato al traguardo del sesto album, Ben de la Cour, con il nuovo New Roses, uscito nello scorso mese di giugno, prende una strada che sorprende chi ha seguito il suo percorso fino ad ora.
Dopo aver esordito nel 2013 con Ghost Light, un disco cantautorale acustico, l'autore era sempre rimasto in ambienti legati principalmente a quel suono a metà strada tra folk e Americana. Nel precedente album Sweet Anhedonia, uscito nel 2023, si alternavano alcuni brani nel suo classico stile ad altri con arrangiamenti e costruzione del pezzo più cupi e che lo ponevano vicino a certi ambienti, abitati dallo Steve Earle più dolente o da un Nick Cave melodicamente gotico.

New Roses si apre invece con una sorprendente I Must Be Lonely, in cui la voce di de la Cour si accompagna a suoni elettronici. La prima impressione riporta a quella deliziosa Queen of Denmark, opera che, alcuni anni fa, aveva portato John Grant a essere conosciuto da un'ampia fetta di pubblico. La voce e l'elettronica che diventano canzone non sono quel che ci si aspetta da de la Cour.  In tutto il disco la presenza dell'elettronica è costante, seppur non così preponderante.

Il motivo di questo mutamento è, a detta del musicista, abbastanza semplice; New Roses è nato da sessioni di scrittura e registrazioni notturne a casa sua, dove ha sperimentato la sovrapposizione di sintetizzatori e suoni in loop, chitarra elettrica e fingerpicking acustico. “Non avevo nemmeno intenzione di fare un album, ma ho iniziato a registrare queste canzoni su GarageBand con un microfono e un sintetizzatore di seconda mano che ho comprato e poi si è evoluto in questo modo”, dice de la Cour. “Ho semplicemente sperimentato diversi approcci alle canzoni e ho lasciato che ogni canzone andasse dove voleva andare”.
In effetti ogni brano ha una caratteristica propria. Dall'elettronica d'apertura si passa a The Devil Went Down to Silverlake, una ballata elettrica con chitarra distorta e un violino acido. In Beautiful Day, si colgono echi younghiani. La cover di Lost Highway è decisamente originale; di sicuro non si tratta della solita versione in stile Americana del celebre brano reso popolare da Hank Williams, e ai puristi potrà non piacere, ma si tratta di una rivisitazione sicuramente personale.

L'album si chiude con il brano che dà il titolo al disco: New Roses è un ritorno alle atmosfere classiche dell'autore, un brano elettroacustico con belle vocalità, una ricerca di equilibrio dopo una serie di canzoni a volte spiazzanti.
Proprio la disomogeneità è una caratteristica dell'album, ma non è un aspetto negativo, proprio perché l'autore sembra essersi liberato dagli schemi musicali che lo hanno accompagnato in passato e si apre a nuovi stimoli.
Sarà probabilmente la prossima opera di Ben de la Cour a dirci se questo sia un disco di svolta, e la direzione presa dal musicista, oppure se si sia trattato di una raccolta di canzoni che hanno colto un momento particolare dell'autore, ma che restano un unicum nell'insieme delle sue opere

 

Track List

  • I Must Be Lonely
  • The Devil Went Down to Silverlake
  • Bad Star
  • Beautiful Day
  • We Were Young Together Once
  • Jukebox Heart
  • Christina
  • King Rex / Biloxi
  • Lost Highway
  • Stuart Little Killed God (on 2nd Ave)
  • New Roses