La paura in tasca<small></small>
Italiana • Canzone d`autore

Anna Castiglia La paura in tasca

2026 - Numero Uno / Sony Music Italia

17/10/2026 di Silvano Terranova

#Anna Castiglia#Italiana#Canzone d`autore

Anticipato dai due singoli Mirò e Niente di me, La paura in tasca, secondo album della cantautrice siciliana Anna Castiglia, si muove nel solco tracciato dal suo esordio Mi piace (2024), vincitore della Targa Tenco 2025 come migliore opera prima, ma ne amplia gli orizzonti, consegnandoci un'autrice cresciuta, più consapevole e capace di avventurarsi in territori ancora inesplorati.
Già in occasione di ripetuti, ma casuali, ascolti radiofonici del primo singolo, Mirò, le ardite acrobazie sul pentagramma di quell'essenziale armatura strumentale - un basso pulsante, un paio di chitarre, un Hammond che si apre sul finale e una tromba che fa capolino all'improvviso - avevano acceso la mia curiosità e fatto ben sperare sulla qualità del disco di cui il brano si faceva anticipatore. Mai spoiler fu più rivelatore: La paura in tasca è un disco che colpisce sin dal primo ascolto e che, passaggio dopo passaggio, cresce, si rivela e lascia affiorare dettagli che fino a quel momento viaggiavano sottotraccia.

Insisto perché esisto, il brano iniziale, nel quale la voce dell’artista è capace di farsi prima elemento ritmico e poi strumento capace di vertiginosi vocalizzi, introduce il tema centrale dell’intero lavoro, ovvero la paura che, nelle sue mille sfaccettature, non è necessariamente debolezza, ma può trasformarsi, a volte, in motore propulsivo dell’esistenza stessa. 
E se fosse la paura a indicare la strada? È infatti questa la domanda, più o meno esplicita, che accompagna l’ascoltatore attraverso le undici tracce: dalla paura di non essere all’altezza delle aspettative altrui, quando si è ormai smarrito persino il senso di chi si dovrebbe essere (Niente di me), a quella di non essere più riconosciuta - o riconoscibile - quando si scelgono nuove direzioni musicali (Ho finito i pezzi latin); dalla difficoltà di affrancarsi dai condizionamenti paterni senza per questo smettere di amare il proprio padre (Scema) al timore di sentirsi inferiori a chi, ai nostri occhi, sembra migliore di noi (Mirò). E poi la paura dell’assenza (Se ti guardo come gli altri), quella dei fallimenti evocati nella title track e molte altre, più o meno nascoste: la paura è protagonista, o quantomeno comprimaria, di ogni episodio del disco, anche di quelli apparentemente più leggeri.

Impreziosito dai cameo ironici dei Selton e di Valerio Lundini (geniale lo skit sull'uomo meno famoso d'Italia, in chiusura di Alito sonoro, un brano che da solo vale il prezzo del disco e che sembra uscito dalla penna del miglior Daniele Silvestri), La paura in tasca è un lavoro variegato, nel quale le atmosfere latin degli esordi lasciano quasi del tutto il posto a nuovi territori sonori. Le contaminazioni guardano stavolta al jazz, al folk e alla canzone d'autore, mentre la sperimentazione attraversa l'intero disco, senza rinunciare alle aperture più pop.
Rispetto all’esordio, nel quale a dominare era una leggerezza quasi eterea, capace di fare da contrappeso a quel velo di pesantezza che la stessa artista riconosce in sé, La paura in tasca segna un cambio di prospettiva: Castiglia sceglie di aprirsi e di mostrare al pubblico le proprie paure e le proprie debolezze, senza nasconderle dietro la leggerezza. 
Apparentemente senza paura, e non è un ossimoro.

Track List

  • Insisto perché esisto
  • Niente di me
  • Alito sonoro
  • Se ti guardo come gli altri
  • È tanto che non dico ti amo
  • Ho finito i pezzi latin
  • La nuova stagione
  • Scema
  • Mirò
  • Coppia che abbaia
  • La paura in tasca