Andrea Chimenti Del mio cuore in fondo, Collection vol.1
2026 - Vrec
#Andrea Chimenti#Italiana#Canzone d`autore #Canzone d`autore #canto pagano #new wave fiorentina #Alternativa #Mauro Ermanno Giovanardi #Gianni Maroccolo
Tra il clamore di reunion altisonanti, annunci di mega tour interstellari (ovviamente già sold out), c’è chi fa uscire un disco solo in formato fisico con all’interno non dei commerciali feat., ma collaborazioni artistiche con musicisti incredibili.
Il ritorno di Andrea Chimenti su disco con Del mio cuore in fondo collection vol.1, uscito per l’ottima etichetta discografica Vrec, dimostra ancora una volta quanto la Musica sia viva, e sia capace di creare grandi cose quando cuori enormi incrociano grandi sonatori di basso, come l’amico Gianni Maroccolo, o autori crooner capaci di scegliere bene le parole, come Mauro Ermanno Joe Giovanardi, o ancora cantautrici che sanno cos’è il blues e la contaminazione (Tori Sparks).
Chimenti, una delle voci più interessanti del nostro panorama, ha raggiunto una tale maturità da sentire la voglia dopo l’esperienza new wave con i Moda nei mitici anni in movimento, gli Ottanta fiorentini, e dopo oltre dieci dischi da solista, da riguardare al suo percorso per festeggiare quarant’anni di carriera a schiena dritta e d'ispirazione, ridandole una nuova veste, un’altra profondità scandita dalle gutturali del suo canto, pagano sì, ma denso di spiritualità… per restituirci dieci canzoni bellissime.
Spicca nelle scelte di questo primo volume: Ti ho aspettato (I Have Waited for You) che vedeva la collaborazione con David Sylvian nell’originale, e che adesso viene reinterpretata dal Nostro in un modo che riporta all’immaginario sonoro creato all’epoca con l’ex Japan, per una canzone sofisticata, delicata, magnifica; non mancano ovviamente i brani dei Moda, quella miniera di grandi canzoni ancora da riscoprire per molti, e poi si vola alto con Amami, brano che già nel 1992 rendeva il disco di Chimenti imperdibile (La maschera del corvo nero) "muoviti senza averne un'idea, senti il vento sulle dita sudate...muovile...amami perchè sei come me, ti ho aspettato ho bisogno di te...": parole che trasudano poesia, che rimandano a Campana, Gozzano, o Ungaretti, parole spese bene per entrare nell'anima.
In attesa di completare il quadro con il secondo volume, godiamoci questo festeggiamento: il mio giradischi è acceso, scende la puntina sul solco, fruscio, poesia...
Il ritorno di Andrea Chimenti su disco con Del mio cuore in fondo collection vol.1, uscito per l’ottima etichetta discografica Vrec, dimostra ancora una volta quanto la Musica sia viva, e sia capace di creare grandi cose quando cuori enormi incrociano grandi sonatori di basso, come l’amico Gianni Maroccolo, o autori crooner capaci di scegliere bene le parole, come Mauro Ermanno Joe Giovanardi, o ancora cantautrici che sanno cos’è il blues e la contaminazione (Tori Sparks).
Chimenti, una delle voci più interessanti del nostro panorama, ha raggiunto una tale maturità da sentire la voglia dopo l’esperienza new wave con i Moda nei mitici anni in movimento, gli Ottanta fiorentini, e dopo oltre dieci dischi da solista, da riguardare al suo percorso per festeggiare quarant’anni di carriera a schiena dritta e d'ispirazione, ridandole una nuova veste, un’altra profondità scandita dalle gutturali del suo canto, pagano sì, ma denso di spiritualità… per restituirci dieci canzoni bellissime.
Spicca nelle scelte di questo primo volume: Ti ho aspettato (I Have Waited for You) che vedeva la collaborazione con David Sylvian nell’originale, e che adesso viene reinterpretata dal Nostro in un modo che riporta all’immaginario sonoro creato all’epoca con l’ex Japan, per una canzone sofisticata, delicata, magnifica; non mancano ovviamente i brani dei Moda, quella miniera di grandi canzoni ancora da riscoprire per molti, e poi si vola alto con Amami, brano che già nel 1992 rendeva il disco di Chimenti imperdibile (La maschera del corvo nero) "muoviti senza averne un'idea, senti il vento sulle dita sudate...muovile...amami perchè sei come me, ti ho aspettato ho bisogno di te...": parole che trasudano poesia, che rimandano a Campana, Gozzano, o Ungaretti, parole spese bene per entrare nell'anima.
In attesa di completare il quadro con il secondo volume, godiamoci questo festeggiamento: il mio giradischi è acceso, scende la puntina sul solco, fruscio, poesia...
