Alessandro Ferretti Basta Walter!
2025 - Elefante Rec
“Mentirei a me stesso se per presentare il mio primo album dicessi che ho sentito un’urgenza emotiva tale da farmi correre davanti ad un microfono e urlarci dentro i miei disagi così da sentirmi più leggero.” Sembra opportuno partire da questa affermazione – fatta dall’autore del disco in questione – per descrivere il l’album d’esordio di Alessandro Ferretti, Basta Walter! (Elefante Rec.)
Sincero e spontaneo, come il modo in cui sono nate le sue stesse canzoni, che si ispirano a esperienze di vita personale senza però sentire l’urgenza di emergere a tutti i costi ma semplicemente provare il desiderio di provarci. E infatti, continua il songwriter bolognese classe 1999: “sarebbe vero in minima parte, perché ovviamente ho qualche sentimento incastrato in gola da sputare fuori ma è così per tutti quanti e io non mi sento tanto più profondo. Quello che è successo è che ad un certo punto ho sentito che limitarmi ad ascoltare la musica che amavo non mi bastava più, volevo proprio produrre qualcosa di mio.”
Il lavoro si apre con una traccia che potrebbe essere interpretata come presuntuosa, per via del titolo Semplicemente io!, ma, in virtù anche della spontaneità sopra citata, è un mero biglietto da visita che si apre con delle “chitarre nervose che mettono sull’attenti i soldatini disarmati dell’introversione più grigia nella battaglia contro la giostra gigante del mondo che gira e fa divertire chi è sopra. È un gioco molto semplice: per vincere basta non guardare, scrollare le spalle e sospirare un “sarà quel che sarà”. Il finale del brano racchiude anche l’approccio da avere nell’ascolto dell’album: il fraseggio con kazoo richiama l’iconica sigla di Paperissima Sprint, evidenziando come questo album si presta a un ascolto molto giocoso, divertente, che rende la fruizione leggera e frizzante.
In Basta Walter! convivono Paul McCartney e Brian Wilson – recentemente scomparso – omaggiato proprio con il titolo dell’album che ne riprende le iniziali; ma si sentono anche melodie molto italiane, un po’ accostabili alla penna scanzonata del Cremonini dei primi Lunapop. Soprattutto Basta Walter! è un lavoro collettivo in cui, alle idee di Ferretti, si uniscono quelle di altri autori e amici, come nel caso di Se Vuoi, scritta insieme al produttore dell’album Francesco Pinto, una romantic-ballad con una vena malinconica: è un insieme di sentimenti tenuti nascosti che, nelle righe del testo, trovano una voce sfociando in un malinconico e triste “la, la, la” finale.
Atmosfera completamente diversa nel brano che segue, Fiori di pesco, in cui il cielo primaverile infonde una timida serenità – rappresentata da una linea melodica dal ritmo leggero – provando ad allontanare anche il piccolo pensiero che il gelo (metafora delle difficoltà), nonostante la primavera, potrebbe sempre ritornare. Oltre ai sentimenti e all’ironia, nella penna di Alessandro Ferretti si incontrano anche riflessioni sul futuro e sul lavoro, come nella title track Basta Walter!, in cui un fantomatico personaggio (Walter) fagocita il futuro dei ragazzi senza riuscire a smettere. O ancora in Che differenza c’è emerge il profilo di una persona che è annichilita dal lavoro e che, al di fuori di quello, comprende che non c’è nient’altro. E quindi, che differenza c’è tra il continuo e costante produrre e il prendersi dei momenti per sé? Dopo la surreale notte di incubi cantata in Non è casa mia, seguita da Mamma no, in cui il cantante racconta la nottata della traccia precedente alla propria madre, l’album si conclude con il suo primo singolo Essere qualcuno per te, che si muove sui toni di uno spaghetti western urbano.
Basta Walter! è, in conclusione, un lavoro pieno di spunti di riflessione e di citazioni melodiche tratte da altri brani, ma soprattutto un album simpatico, che sa rinfrescare momenti di cappa intensa: ottimo per questa calura estiva.
Sincero e spontaneo, come il modo in cui sono nate le sue stesse canzoni, che si ispirano a esperienze di vita personale senza però sentire l’urgenza di emergere a tutti i costi ma semplicemente provare il desiderio di provarci. E infatti, continua il songwriter bolognese classe 1999: “sarebbe vero in minima parte, perché ovviamente ho qualche sentimento incastrato in gola da sputare fuori ma è così per tutti quanti e io non mi sento tanto più profondo. Quello che è successo è che ad un certo punto ho sentito che limitarmi ad ascoltare la musica che amavo non mi bastava più, volevo proprio produrre qualcosa di mio.”
Il lavoro si apre con una traccia che potrebbe essere interpretata come presuntuosa, per via del titolo Semplicemente io!, ma, in virtù anche della spontaneità sopra citata, è un mero biglietto da visita che si apre con delle “chitarre nervose che mettono sull’attenti i soldatini disarmati dell’introversione più grigia nella battaglia contro la giostra gigante del mondo che gira e fa divertire chi è sopra. È un gioco molto semplice: per vincere basta non guardare, scrollare le spalle e sospirare un “sarà quel che sarà”. Il finale del brano racchiude anche l’approccio da avere nell’ascolto dell’album: il fraseggio con kazoo richiama l’iconica sigla di Paperissima Sprint, evidenziando come questo album si presta a un ascolto molto giocoso, divertente, che rende la fruizione leggera e frizzante.
In Basta Walter! convivono Paul McCartney e Brian Wilson – recentemente scomparso – omaggiato proprio con il titolo dell’album che ne riprende le iniziali; ma si sentono anche melodie molto italiane, un po’ accostabili alla penna scanzonata del Cremonini dei primi Lunapop. Soprattutto Basta Walter! è un lavoro collettivo in cui, alle idee di Ferretti, si uniscono quelle di altri autori e amici, come nel caso di Se Vuoi, scritta insieme al produttore dell’album Francesco Pinto, una romantic-ballad con una vena malinconica: è un insieme di sentimenti tenuti nascosti che, nelle righe del testo, trovano una voce sfociando in un malinconico e triste “la, la, la” finale.
Atmosfera completamente diversa nel brano che segue, Fiori di pesco, in cui il cielo primaverile infonde una timida serenità – rappresentata da una linea melodica dal ritmo leggero – provando ad allontanare anche il piccolo pensiero che il gelo (metafora delle difficoltà), nonostante la primavera, potrebbe sempre ritornare. Oltre ai sentimenti e all’ironia, nella penna di Alessandro Ferretti si incontrano anche riflessioni sul futuro e sul lavoro, come nella title track Basta Walter!, in cui un fantomatico personaggio (Walter) fagocita il futuro dei ragazzi senza riuscire a smettere. O ancora in Che differenza c’è emerge il profilo di una persona che è annichilita dal lavoro e che, al di fuori di quello, comprende che non c’è nient’altro. E quindi, che differenza c’è tra il continuo e costante produrre e il prendersi dei momenti per sé? Dopo la surreale notte di incubi cantata in Non è casa mia, seguita da Mamma no, in cui il cantante racconta la nottata della traccia precedente alla propria madre, l’album si conclude con il suo primo singolo Essere qualcuno per te, che si muove sui toni di uno spaghetti western urbano.
Basta Walter! è, in conclusione, un lavoro pieno di spunti di riflessione e di citazioni melodiche tratte da altri brani, ma soprattutto un album simpatico, che sa rinfrescare momenti di cappa intensa: ottimo per questa calura estiva.