Premio Gianmaria Testa

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Premio Gianmaria Testa PREMIO GIANMARIA TESTA - Chiarè vince la sesta edizione. A Martina Primavera il premio per la migliore esibizione live

13/03/2026 di mescalina.it

#Premio Gianmaria Testa#Italiana#Canzone d`autore

Si è conclusa lunedì 9 marzo alle Fonderie Teatrali Limone di Moncalieri la sesta edizione del Premio Gianmaria Testa – Parole e Musica, il concorso per cantautori under 38 promosso dal Comitato Moncalieri Cultura con Produzioni Fuorivia, con il contributo della Regione Piemonte, della Città di Moncalieri e di Banca d'Alba, nell'ambito del Festival Moncalieri Legge. Una serata intensa, a dieci anni esatti dalla scomparsa di Gianmaria Testa, che ha confermato la vitalità e la profondità della nuova canzone d'autore italiana. Chiarè – nome d'arte di Chiara Ianniciello, cantautrice e contrabbassista classe 1999, nata nell'agro nocerino-sarnese e oggi residente a Roma – si è aggiudicata il Premio Gianmaria Testa 2025 (1.500 euro), con il brano Ago e filo, tratto dal suo secondo album SEI, dove italiano e napoletano si intrecciano su un tappeto sonoro che fonde jazz, musica elettronica e tradizione popolare. Chiarè è stata inoltre selezionata dalla direzione artistica di Reset Festival, che la inviterà a esibirsi nella prossima edizione del festival. Il Premio per la Migliore Esibizione Live (800 euro) è andato invece a Martina Primavera, che ha conquistato la giuria e il pubblico con la potenza e l'originalità della sua performance.

«Chiarè ha portato sul palco una visione artistica compiuta, una voce che sa dove andare. Ma devo dire che questa è stata una delle edizioni più difficili da giudicare: tutti e cinque i finalisti ci hanno messo in difficoltà, nel senso più bello del termine. La canzone d'autore in Italia ha radici profonde e un futuro luminoso: questa serata lo ha dimostrato ancora una volta.» Paola Farinetti, presidente della giuria e moglie di Gianmaria Testa. La giuria, presieduta da Paola Farinetti (Produzioni Fuorivia) e composta da Paolo Lucà (Folk Club Torino), Sara Potente (Numero Uno/Sony Music), Stefano Senardi (discografico), Fabio Sgaravato (The Saifam Group), Enzo Vizzone ed Emanuele Sparta (Egea Music), Annarita Masullo (The Goodness Factory), Fabrizio Gargarone (Hiroshima Mon Amour) e il cantautore Joe Barbieri, ha lavorato con grande impegno di fronte a una rosa di finalisti di altissimo livello. I giudizi non sono stati unanimi e il confronto è stato serrato, ma il risultato finale ha saputo raccogliere e sintetizzare le diverse sensibilità presenti al tavolo, rispecchiando la ricchezza e la varietà di questa edizione. La serata si era aperta con gli interventi sonori di Joe Barbieri, che ha accompagnato l'ingresso del pubblico creando l'atmosfera giusta per la serata, e di Domenico Imperato, vincitore del Premio nell'edizione 2023, tornato sul palco delle Fonderie Limone in una sorta di ideale passaggio di testimone. Nella seconda parte della serata, mentre la giuria si riuniva per deliberare, il palco è stato di Raphael Gualazzi, che ha incantato la sala con un concerto piano e voce di rara intensità, attraversando jazz, pop, tradizione afroamericana e grande canzone italiana con quella libertà creativa che lo ha reso uno degli artisti più originali della scena musicale italiana e internazionale. «Il Premio Gianmaria Testa è ormai un appuntamento irrinunciabile per la città di Moncalieri. Ogni anno ci ricorda quanto sia importante investire nei giovani talenti e nella cultura come strumento vivo di comunità. Siamo orgogliosi di sostenere un progetto che onora la memoria di Gianmaria portando avanti, con rigore e passione, la sua stessa missione: dare voce a chi ha qualcosa di autentico da dire.» dichiarano il Sindaco di Moncalieri e l'Assessora alla Cultura. I cinque finalisti, alaska, Martina Primavera, Chiarè, Fabio Schember e Achille Campanile, selezionati tra quasi 170 candidature pervenute da tutta Italia, si sono esibiti ciascuno con il proprio brano in concorso e con una canzone di Gianmaria Testa, costruendo quel dialogo tra memoria e contemporaneità che è il cuore del Premio.