Festival Villa Arconati

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Festival Villa Arconati Festival Villa Arconati - Conclusa la XXXIII edizione:dati e considerazioni

22/07/2021 di mescalina.it

#Festival Villa Arconati

Tra i flussi e riflussi del Covid, tra un lockdown vero e pesantissimo e un lockdown presunto e sempre in agguato, l’Amministrazione comunale di Bollate, con la collaborazione della Fondazione Augusto Rancilio e di tanti numerosi volontari e delle loro associazioni, a cui vanno i ringraziamenti di tutti, ha portato a termine, con indiscutibile successo, l’edizione 2021 del Festival di Villa Arconati- FAR. Una manifestazione che ha saputo integrare il valore culturale degli eventi sul palco con le molteplici proposte di valorizzazione del contesto, storico e territoriale, realizzando una strategia innovativa, espressione di una precisa volontà di arricchimento della proposta generale: per un Festival oltre il semplice consumo di musica o di spettacolo.
Infatti, oltre le visite in Villa e nei giardini e le due mostre organizzate dalla Fondazione Rancilio, tra cui quella inerente i grandi protagonisti dei trent’anni di Festival, immortalate negli scatti di Angelo Redaelli, da sempre fotografo ufficiale del Festival, cospicuo è stato il corredo di visite in bicicletta: oltre 70 partecipanti all’iniziativa “Oltre lo spettacolo”, hanno pedalato nei tre sabati previsti, attraverso il vecchio borgo e i luoghi significativi della storia locale, immersi nel fascino suggestivo della campagna circostante e del Parco delle Groane.

Iniziative che hanno implementato, aumentandone la percezione, la fruizione del concerto in Villa, fornendo un taglio esperienziale ed emozionale, molto apprezzato, perché diverso dalla ritualità consueta dello spettacolo.
L’apice di questa avventura è stato il concerto all’alba del pianista Remo Anzovino (il 4 Luglio) che, con stupore dello stesso musicista, ha visto la partecipazione di 340 paganti, di cui un centinaio aveva raggiunto il luogo del concerto camminando a ridosso dei laghetti di ninfee e dei canali di irrigazione che circondano la Villa.
Al centro di questo telaio strategico, che comprendeva anche le sinergie con TERRAFORMA, MUSICA DEI CIELI, BOLLATE JAZZ MEETING (un modo lungimirante di intessere relazioni culturali in grado di ampliare la qualità di offerta del Festival), si colloca l’esito più che positivo delle affluenze, con minori picchi e oscillazioni e più omogeneità rispetto l’anno scorso, nonostante insidiose minacce di maltempo, con dati uniformemente soddisfacenti, che hanno spesso sfiorato il “sold out”, con numeri quasi sempre allineati.

A partire dal concerto di apertura dei Licaones, nel cuore di Bollate, con 220 partecipanti, seguito da una serie continua e maggioritaria di presenze “over 300”, inaugurata da Rachele Bastreghi e dai suoi 300 psicologhe/psicologi, dagli Avion Travel e i loro 380 “raffinati” cultori, vessati dal maltempo, “Il quadro di Troisi” e i suoi 350 estimatori, di poco superiori ai 340 vitali e filosofici ascoltatori che hanno condiviso parco e alba con Remo Anzovino; si rimane a queste quote con Cristina Donà e suoi 375 siderali e scatenati spettatori e con Michela Murgia, che ha agganciato 390 “pensatrici/pensatori”. Si recupera un poco di equilibrio con i 280 entusiasti “sperimentatori” del progetto AlJazZera - Frankie hi-nrg mc, per chiudere ancora in alta quota con i 350 “apolidi” di Moni Ovadia. Per un totale di 2800 spettatori, il che porta il Direttore Artistico Fabio Ganassin a considerare che: «Visti in maniera dettagliata i numeri, possiamo dire che il pubblico ha risposto ancora più numeroso dello scorso anno. Un ottimo risultato che riconosce la ricchezza e la qualità del cartellone proposto e lo sforzo messo in campo dall’Amministrazione Comunale, dai sostenitori privati e da tutto lo staff nel realizzare questa edizione».

Ecco il commento finale dell’Assessora Lucia Albrizio:
L'importante presenza numerica e la soddisfazione del pubblico è la più bella risposta al coraggio che abbiamo avuto proponendo in questi due anni il Festival nonostante le difficoltà dettate dalla situazione pandemica. Quando tutto si è mostrato incerto noi ci abbiamo creduto e siamo andati avanti. Riamane confermato l'alto valore dell'offerta artistica e culturale del Festival, che ha messo in primo piano alcuni temi, quali la disparità di genere e
il razzismo, che sono ancora troppo ben presenti nella nostra società. Anche questo è cultura.