Francesco Guccini

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Francesco Guccini Addio al Maestrone: è morto Francesco Guccini

06/08/2026 di mescalina.it

#Francesco Guccini#Italiana#Canzone d`autore

"O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è questa vita mia

Diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale,

la mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non sai mai giocare."

(Canzone dei dodici mesi, 1972).

La voce lucida, vibrante e poetica di Francesco Guccini tace; il Maestrone si è spento a 86 anni, dopo aver cantato un'Italia in continua trasformazione, incessantemente, per quasi sessant'anni. Si sapeva che fosse malato da tempo, ma la notizia addolora quanti lo seguono, un pubblico intergenerazionale che legge nelle sue canzoni il ritratto più realistico della nostra società. La famiglia ha annunciato la morte con una nota: "Nel rispetto delle sue volontà, le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni e in forma strettamente privata. La famiglia, nel chiedere che questo momento di dolore possa essere vissuto nella più stretta intimità, ringrazia anticipatamente tutti coloro che si uniranno al suo lutto con affetto, discrezione e rispetto. Per permettere a chi lo ha amato di ricordarlo e di salutarlo, verrà organizzata una cerimonia commemorativa nel mese di settembre".

Nato a Modena il 14 giugno 1940, cresciuto tra la città emiliana e Pàvana, sull'Appennino tosco-emiliano, inizia il suo percorso come cronista della Gazzetta di Modena, ma si trasferisce a Bologna a 21 anni, stabilendo un legame con la città che si sarebbe rivelato ispiratore e indissolubile. Comincia qui a collaborare coi Nomadi e con l'Equipe 84, ed è scrivendo per loro che compone il capolavori sempre attuali, come, rispettivamente, Noi non ci saremo e Auschwitz.

Fonda nel 1970, col frate domenicano Padre Michele Casati, l'Osteria delle Dame, divenuta nei decenni uno dei luoghi simbolo della creatività e della convivialità non solo bolognese. Il primo disco è del 1967, Folk Beat n.1, che include canzoni destinate a diventare pietre miliari di tre generazioni, come Auschwitz, Noi non ci saremo, L'antisociale, In morte di S.F. (Canzone per un'amica).

Da allora, si succederanno 30 album, di cui 17 in studio, ricevendo, tra i tanti premi, cinque Targhe Tenco, l'ultima nel 2015 alla carriera. L'ultimo lavoro discografico risale al 2022, con l'album di cover Canzoni da intorto, mentre nel 2023 incide una nuova versione di Bella Ciao, con Tosca.

Lascia un'eredità importante non solo musicale, ma anche letteraria, con 26 libri, alcuni con Loriano Macchiavelli, ed è autore di romanzi e racconti che recuperano memorie e situazioni tra l'Appennino e la pianura emiliana.

Indimenticabile è anche la sua presenza dal vivo, iniziata in giovinezza, nelle osterie, ma proseguita in spazi sempre più ampi, prima del ritiro ufficiale dalle scene dal vivo avvenuto all'inizio degli anni Dieci di questo secolo: centinaia di concerti nei teatri, nelle piazze, nei palazzetti, concepiti come momenti di dialogo, spesso ironico, con il pubblico che lo adorava, sempre con la bottiglia di vino rosso vicino alla sedia. Avremo sempre cari questi ricordi, immortalati anche da varie testimonianze discografiche dal vivo, come i dischi con i Nomadi o le registrazioni teatrali.

Nei prossimi giorni Mescalina lo ricorderà con uno special a più voci; intanto lo salutiamo e lo ringraziamo con i suoi versi, che testimoniano la forza poetica e profetica della sua idea di canzone:

"Facciamola finita, venite tutti avanti

nuovi protagonisti, politici rampanti,

venite portaborse, ruffiani e mezze calze,

feroci conduttori di trasmissioni false

che avete spesso fatto del qualunquismo un arte,

coraggio liberisti, buttate giù le carte

tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto,

assurdo bel paese."

(Cirano, 1966)