Sulutumana

live report

Sulutumana Como / Teatro Sociale

29/05/2021 di Laura Bianchi

#Sulutumana

Otto mesi. Otto lunghi mesi, da settembre 2020 a maggio 2021, senza un concerto live. Otto mesi di silenzi, invano riempiti con streaming e ascolti online, che, diciamocela tutta, non servivano ad altro che a farci sentire più acuta la nostalgia di come eravamo, di quel misto di adrenalina, polvere, sorrisi, incontri, attese, batticuori, ricordi, che forma parte integrante di un evento musicale.

I Sulutumana sono stati protagonisti dell'ultimo concerto prima della seconda ondata; giusto, quindi, che siano quelli del primo concerto della ripresa. E approdiamo al Teatro Sociale di Como come raggomitolati in un guscio, nel quale ci eravamo chiusi, fra timori e dolori, ansie e speranze; e al Sociale va dato atto di avere intrapreso un percorso di apertura, cauta, attenta, ma entusiasta, che ci auguriamo non venga più interrotto.

Inevitabilmente, il guscio si incrina, all'entrare nella splendida sala; che ne ha viste, di emozioni, in più di duecento anni, ma forse mai come in questi giorni percepisce le vibrazioni di tanti cuori pronti a spiccare il volo. E le emozioni sembrano non finire, come l'applauso, liberatorio, che si scioglie quando il trio  entra nell'immenso palcoscenico. Giamba Galli, Nadir Giori e Francesco Andreotti, visibilmente commossi, sembrano abbracciare con lo sguardo tutta la sala, e a un certo punto non trovano nemmeno le parole per dire tanta gioia.

"Grazie, che bello che fate un po' di casino...sono mesi che siamo restati nella nostra sala prove...c'era silenzio, e noi tre avevamo paura anche a parlarci..." sussurra Galli; e in una frase condensa otto mesi. Ma, per esorcizzare i fantasmi del passato recente, meglio inanellare, nella collana del tempo, qualche ricordo del passato remoto: così, ecco una scaletta preziosa, curatissima negli arrangiamenti jazz e classici, solo apparentemente minimalisti, che invece rivelano sfumature inedite, e rivestono di colori nuovi splendide canzoni di vent'anni fa, come Mia cara Ines, Carlina Rinascente, La danza, L'ultima onda, o altre più recenti, come Di pace e di pane (2008), dedicata a Moreno Gabriele Locatelli, canzese come Galli, ucciso nel 1993 da un cecchino serbo.

In un'onda di calda solidarietà, ecco anche il pensiero per un altro musicista amico, Alfredo Scogna, che sta ancora combattendo una lunga battaglia contro il Covid, e a cui, prima di eseguire la significativa Per mano, tutto il teatro rivolge un saluto corale e beneaugurante.

Nei bis, l'unica cover: un omaggio al Battiato di Prospettiva Nevskji, che strappa un commosso applauso a scena aperta, e costituisce un simbolo di continuità e di tradizione, nel segno della qualità, della classe e della sensibilità, che da sempre contraddistinguono il trio.

Il caporchestra Giori, abbracciato al fido contrabbasso, si lancia in assoli trascinanti e costruisce da solo una sezione ritmica convincente, seguito da un uso lirico e percussivo del pianoforte di Francesco Andreotti, padrone della scena in un'emozionante intro di Guarda le stelle, mentre Galli conduce il pubblico in una dimensione evocativa, che sottolinea una raggiunta maturità interpretativa, ricca di sfumature, da quella sarcastica di Vadavialcù a quella intimistica del dono natalizio Natale 2020, bacio musicale che guarisce le ferite dell'anima e che suggella un concerto per molti motivi indimenticabile.

 
(FOTO DI GIULIANO RUGGERI) 


SETLIST

Mia cara Ines

Carlina Rinascente

Marta

Occhi al soffitto

Di pace e di pane

L'infinito presente

La danza

Zucca senza sale

Lo spaventapasseri

L'ultima onda

Anam - Ji

Alter ego

Vadavialcù

Il temporale

Una scusa per vivere

Dimmi

Per mano

Liberi tutti

 

BIS

Prospettiva Nevskji (cover F. Battiato)

Guarda le stelle

Natale 2020 (inedita)