Alberto Fortis

live report

Alberto Fortis Alberto Fortis ospite speciale al Black Inside per un concerto ricco di intensita'

di Laura Bianchi

Concerto del 29/03/2025

#Alberto Fortis#Italiana#Canzone d`autore

Ci sono serate che non vorresti finissero mai, concerti sospesi nello spazio e nel tempo, in cui passato e presente si fondono, e scorrono nella tua memoria immagini, eventi, volti che credevi svaniti, e invece tornano con una vividezza che ti entusiasma. Stasera al sempresialodato club Black Inside di Lonate Ceppino (VA), è una di quelle serate, grazie a un artista superlativo, coerente, a cui il tanto abusato aggettivo "visionario", per una volta, si addice perfettamente: è Alberto Fortis, che, alla soglia dei settant'anni, mantiene intatti voce, grinta, energia, dolcezza e quel modo personale di trasformare, sul suo piano, le note in emozioni.

Ma stasera c'è anche un valore aggiunto, anzi tre: l'ideale passaggio del testimone a tre musicisti giovani, che da anni si spendono anche nell'insegnamento a centinaia di ragazzini, desiderosi di avvicinarsi al mondo difficile, ma entusiasmante, della musica suonata. Aprono infatti il live il cantautore canturino Gabriele Mancuso, che ci regala tre brani, tra cui uno nuovo di zecca, con la sua elettrica da cui ricava effetti suggestivi, Mario Bargna, già Succo Marcio, che, da un percorso punk rock, si è convertito a un valido cantautorato proprio grazie a Fortis, che l'ha voluto con sé, entrambi accompagnati dalle tastiere e dal background vocals di Andrea Ragona.


Fortis sfodera tutta la sua bravura fin dai primi brani, supportati da video che lo vedono anche come regista, e che sottolineano il messaggio complessivo del suo set, tra teatro canzone, improvvisazione, ricordi - emozionante quello che introduce una Il Duomo di notte dall'intensità quasi insostenibile- e proiezione verso il futuro ("il nuovo album è in dirittura d'arrivo", annuncia, prima di cantare la frizzante Mambo Tango Cha Cha Cha), senza dimenticare mai la sua filosofia di vita, rispettosa degli altri e dell'ambiente, pacifista, come testimonia la dedica a grandi uomini del passato, da Martin Luther King e Gandhi a Pasolini, Falcone e Borsellino. Solo, sul palco, attorniato dal prestigioso pianoforte del Black Inside - da cui trae accordi inaspettati, dal Rondò di Mozart a One degli U2 -, da un'armonica e da vari strumenti a percussione, sprigiona un carisma indiscutibile: pochi potrebbero permettersi di cantare un successo come Milano e Vincenzo tra le prime canzoni, pensando che altre gemme preziose verranno in seguito. Cosa che accade, per un'ora e mezza, senza altre interruzioni che qualche pausa di riflessione, in cui Fortis esprime il proprio sconcerto per i tempi in cui viviamo, quando alcuni missili vengono spediti nello spazio per cercare altre vite intelligenti, mentre altri missili hanno come obiettivo la distruzione di vite umane.


Il cerchio però si chiude con un messaggio di speranza, nel momento in cui tornano sul palco Mancuso, Bargna e Ragona, per accompagnarlo nei brani conclusivi: Hai ragione tu, cantata in duo con Bargna, e con l'accompagnamento degli altri due musicisti, e l'iconica Settembre, dal crescendo quasi gospel, grazie al coro su e giù dal palco.

C'è tempo ancora per un bis, l'attesissima La sedia di lillà, anticipata da un accenno a Purple Rain, in cui Fortis ci saluta con una particolare enfasi sui versi "ma tu non farmi questo errore, vivi sempre nel momento, cogli il giorno e tanto amore...".


Finisce la serata che vorresti non finisse mai. Ma le emozioni che ha suscitato resteranno nel tempo.