Michael Mcdermott Band

Michael Mcdermott Band

Pavia / Spaziomusica


28/09/2019 - di Giovanni Sottosanti
La vita senza passione non ha colori, non ha sangue, non ha musica. E la musica è vita, è sangue che scorre e ti fa percorrere chilometri su chilometri per trovare sempre nuove risposte e spostare ogni volta in avanti l`asticella delle domande.

La passione è anche un locale nel cuore di Pavia che torna a pulsare musica, amore, calore e amicizia. È una scommessa per chi vuole continuare a raccontare e condividere storie bellissime che fanno rima con Spaziomusica. Era tanto, troppo tempo che non varcavi quella soglia, non toccavi quelle mura che trasudano mille emozioni racchiuse in pochi metri e non respiravi quell`aria che dal 1986 vuol dire semplicemente CASA! La fluente barba bianca di Bruno Morani e lo spirito guerriero della moglie Daniela Bonanni delimitarono per tanti anni in maniera chiara i confini di sogni, utopie e passioni musicali, anni gloriosi nei quali il locale di via Faruffini si erse a baluardo contro il qualunquismo e l`omologazione. Una voce sempre fiera, libera e controcorrente, sia in campo prettamente musicale che più ampiamente culturale.

Adesso il testimone passa nelle mani coraggiose di Paolo Pieretto, che a Pavia con il suo Da Trapani ha già scritto in passato pagine preziose e importanti per i cuori degli appassionati. E allora andiamo, perché stasera è una di quelle occasioni da non perdere, l`aria è calda e il locale mette in circolo le vibrazioni giuste, tanti volti amici con cui incrociare sorrisi, abbracci e pacche sulle spalle. E l`artista che sale sul palco non ha bisogno di tante parole a precederlo, bastano pochi accordi e alcuni graffi ben assestati per capire verso quali orizzonti sfreccerà la nostra astronave.

Perché Spaziomusica diventa da subito un unico corpo e un cuore solo, pronto ad abbracciare e sollevare in aria Michael McDermott e la band che lo accompagna, i fedelissimi Alex Kid Gariazzo alla chitarra, Michele Guaglio al basso e Marco Ciuki Barberis alla batteria. Apre le ostilità Dead By Down, un inedito che andrà a comporre il nuovo disco, seguita a ruota da Out Of Under, perfetta road song. Da Orphans estrae Full Moon Goodbye, ballata intensa e vibrante, poi un altro inedito a nome What In The World. Con The American In Me la tastiera srotola un tappeto lungo quelle strade polverose e secondarie già battute da Springsteen, Mellencamp, Tom Petty e Steve Earle.

Si ha da subito la conferma di come Michael stia vivendo, ormai da anni, un eccellente periodo di forma psicofisica, testimoniato dall`ottima qualità della recente produzione discografica. Sul palco appare concentrato, carico ma anche gioioso, interagisce da subito con il pubblico. Non è un mistero il suo forte legame con l`Italia, considerato il ruolo fondamentale che un gruppo di appassionati del nostro paese ha avuto nella sua rinascita umana e artistica. Per cui è quasi naturale su Willie Rain condividere insieme a tutti i presenti una videochiamata dall`altra parte dell`oceano con moglie e figlia, per la quale il brano è stato scritto "Willie Rain, I love you so". Un momento intimo che diventa collettivo, con gioia e semplicità.

Butterfly è un`altra splendida ballata notturna tratta da quel prezioso gioiello che risponde al nome di Willow Springs. Sempre dallo stesso album arriva Shadow In The Window, forse una delle vette in termini di scrittura fuoriuscite dalla penna di Michael, elegia commovente, evocativa e catartica dedicata al padre scomparso. Quasi inevitabile che strappi più di una lacrima e lasci strada ad una struggente nostalgia. Non c`è però tanto spazio per la malinconia, stasera deve essere una festa e allora torna a rotolare il rock`n`roll sulla scia di Tell Tale Heart e Knocked Down, pezzi tesi diretti e robusti.

Non si tira il fiato, la band gira a mille, l`intesa è ormai da tempo collaudata e Michael gioca in scioltezza. Ecco allora che la voce graffiante marchia a fuoco splendide rock ballads, come le successive These Last Few Days, The Great American Novel e Dreams About Trains. Per A Wall I Must Climb ci vorrebbe un capitolo a parte, primo brano del primo disco, il rullante della batteria e l`armonica a disegnare un pezzo epico e trascinante, un ritornello che ti scolla dalla sedia e canteresti all`infinito. Da qui puoi salire fino alla vetta o precipitare, Michael a suo tempo precipitò fino a toccare il fondo, adesso è risalito, anche se i muri da scalare non finiscono mai. Let A Little Light In è fresca e gioiosa, Scars From Another Life arrota le chitarre e chiama i cori dei fans, mentre Shadow Of The Capitol ci ricorda quali altre gemme contenesse 620 W. Surf.

Apre i bis con This World Will Break Your Heart che effettivamente taglia a fette il cuore dei presenti, Getaway Car gira dalle parti del Bruce di Nebraska e, a proposito dell`uomo di Freehold, la chiusura è una Born To Run che parte acustica, intima e rallentata, pronta poi ad esplodere elettrica e totale sul finale collettivo "The highways jammed with broken heroes...".

God bless you, Michael!

Foto di: Federico Sponza