Caetano Veloso

Caetano Veloso

Alcatraz (mi)


27/09/2007 - di Christian Verzeletti
CAETANO VELOSO

27 settemre 2007 - Alcatraz (MI) A suggello di un mese di eventi che ha visto svolgersi concerti di musica da camera, classica, sinfonica e jazz, l'ultima giornata del Festival Internazionale della Musica MiTo ha in cartellone il nome di Caetano Veloso.
Per quanto il cantautore brasiliano ci abbia abituato a performance di gran classe, capaci di incantare anche le platee più prestigiose, questa volta la sua esibizione esula da un programma tanto classico dal momento che è prevista una scaletta rock, in linea con l'ultimo disco in studio "Cê".
Caetano è infatti in tour con una giovane band composta da Pedro Sà (chitarra elettrica), Marcelo Callido (batteria) e Ricardo Gomes (basso, Rhodes). Questo nuovo ed ennesimo cambio di rotta deve aver indotto gli organizzatori a fissare la data di Milano nella sempre infelice struttura dell'Alcatraz (mentre le altre date italiane sono previste all'Auditorium Lingotto di Torino, all'Accademia Santa Cecilia di Roma e al Teatro La Fenice di Venezia).
Per nulla a disagio Veloso sale sul palco in completo di jeans, con tanto di giubbino e Polo rossa, dimostrandosi subito più rock di tanti colleghi. Sin dall'iniziale "Outro" gestisce con grande carica e spontaneità la forza della band che si lancia in parti elettriche al punto che i soliti iniziali problemi di suono portano vibrazioni sul basso e sulla voce che non stonano più di tanto.
Il primo brivido arriva con "Minhas lagrimas", una ballata in cui il canto ruota splendidamente desolato attorno ai tocchi del Rhodes. Quanto Caetano sia voglioso di suonare lo si vede in ogni pezzo, soprattutto nelle canzoni più rock in cui non esita a sporgersi al di là delle spie, saltando, accennando passi di danza e correndo in lungo e in largo per il palco.
A tanta teatralità corrisponde comunque una dose sempre adeguata di intensità e di qualità, evidente in "Um Tom" dedicata a Jaques Morelenbaum ("senza cui io non avrei perduto la paura della musica"). Con interpretazioni in bilico tra pop e avanguardia Veloso suona sulla pelle del pubblico emozionando con abbellimenti vocali (sempre intonatissimi!) e coinvolgendo con ritmi anche in controtempo. Gli echi rock e i giochi di luce frontali di "Odeio" chiudono la prima parte del concerto e, per la gioia dei presenti in gran parte brasiliani, lasciano Caetano da solo sul palco, seduto su uno sgabello. Sentirlo per sola chitarra e voce è come sempre da pelle d'oca e lo è ancora di più quando intona "Michelangelo Antonioni" in memoria del regista appena scomparso.
Al rientro della band si riprende subito con un suono ruvido e con la chitarra di Pedro Sà che scappa via in un assolo distorto nel mezzo di "Waly Salomao". Veloso lascia spazio volentieri ai suoi scudieri che dimostrano di valer ben più della loro età e a partire da "Sampa" cominciano a tessere trame che sfociano in funk ricercati come "Musa hibrida".
La veste più ritmica di questa seconda parte di scaletta serve per deliziare con alcuni andamenti più brasiliani evidenti in "Desde que o samba": anche quando sceglie di assecondare (per così dire) il pubblico, Caetano fa ballare con esercizi mai scontati come "Porque?", giocata su continue ripetizioni tra canto e Rhodes. Stupiscono poi i cammei per cui Veloso è rinomato anche quando questi vengono proposti in inglese ("London London") piuttosto che in portoghese.
I crescendi di "Rocks" sembrano sancire la fine del concerto, ma Caetano ha ancora parecchio in serbo e offre bis a ripetizione andando ben oltre quanto previsto in scaletta. È uno spettacolo nello spettacolo vederlo entusiasta come un ragazzino: con il suo carisma contagia la band e tutti i presenti fino a lasciarsi trasportare dalle sue stesse canzoni e ad alzare le mani a tempo insieme ai suoi fans.
Unico neo la riprosizione di "Odeio", già eseguita in precedenza, ma in una performance di due ore e mezza a questo livello alla fine avrebbe potuto ricantare qualunque cosa. E avrebbe in ogni caso ottenuto una meritatissima ovazione.
SET LIST:
Outro
Minhas lagrimas
Chao da praca
Nine out of ten
Um Tom
O homem velho
Homem
Amor mais que discreto
Odeio
A voz do violao
Michelangelo Antonioni
Como dois e dois
Waly Salomao
Sampa
Um sonho
Musa hibrida
Desde que o samba
Nao me arrependo
Porque?
Deusa urbana
London London
Fora da ordem
Rocks

You don't know me
Descobri que sou um anjo
Menino do Rio
O lezinho
Odeio






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