Pacifico

Pacifico

Botticino (bs)


24/03/2007 - di Christian Verzeletti
PACIFICO

24 marzo 2007 - Botticino (BS) Andare ad un concerto di Pacifico significa mettersi comodi e passare una buona serata, come se si fosse tra persone con cui è gradevole passare del tempo e scambiare qualche battuta. Anche al Teatro Centro Lucia il cantautore milanese è riuscito a creare questa atmosfera di educata cordialità sia con i fans che lo seguono da tempo sia con chi per la prima volta ha assistito ad una sua esibizione.
Di fronte ad una platea che ha gremito la sala, il concerto è stato aperto da Beppe Donadio, pianista bresciano che abbiamo già avuto modo di presentare su queste pagine: tre pezzi gli sono bastati per far capire la bontà del suo pop, per l'occasione arricchito del supporto colorato di una band stavolta completa di percussioni, contrabbasso e vocals, oltre che del "solito" violino di Michele Gazich.
Il tempo di spostare gli strumenti e Pacifico è salito sul palco in maniera molto informale lanciando aeroplanini di carta e scherzando col pubblico sull'assenza del suo gruppo, gli "Impagabili", per una questione di impuntature economiche ancora in via di definizione dietro le quinte. L'artefizio è stato buono per presentare una manciata di pezzi al piano tra cui anche "Il nodo", scritta per Raf, che ha subito raccolto l'approvazione delle presenti inducendo l'autore ad interrompere simpaticamente il pezzo per chiedere "La conoscete?".
Mentre sul palco si terminavano gli ultimi preparativi, dalle casse del teatro è stata trasmessa "Papà pacifico", vecchia canzone sanremese anni '50, ironicamente introdotta come nuovo singolo. Già dopo pochi brani era così evidente che il concerto sarebbe stato farcito dall'abilità di Pacifico nel gestire il palco con piccole sorprese: dai coriandoli sparati sulle prime file alla palline personalizzate lanciate con una racchetta da ping-pong, i suoi sono stati atti minuti e pacati, che hanno destato l'attenzione del pubblico.
Prima di riprendere l'esibizione Gino De Crescenzo, questo il vero nome all'anagrafe, ha invitato due volontari a brindare con lui alla buona riuscita della serata con del vino del Lago di Garda. Tutti questi siparietti sono serviti a creare con la platea una partecipazione che ha spesso invogliato a simpatici dialoghi introduttivi. Pacifico ha così cominciato a dare il meglio di sé con "L'inverno trascorre", quando, imbracciata una Ibanez, ha preso a suonare a pieno regime con la sua band, forte dell'appoggio di validi professionisti.
Tra introspezione e canzoni d'amore cantate con intelligenza, particolarmente riuscita è stata "Da qui" con un Pacifico curiosamente impegnato a suonare una chitarra in miniatura e Silvio Masanotti invece intento ad accompagnare con la slide (importanti anche i suoi interventi con l'e-bow).
Musicalmente il concerto ha spaziato all'interno della musica leggera italiana giocando sui sentimenti e sulla melodia senza scadere nella retorica: è così venuta fuori quella voce interiore su cui sono costruiti molti dei pezzi di Pacifico, capaci di rimandare alla vecchia canzone d'autore o di concedersi lievi slanci moderni. In entrambi i casi è emersa la personalità di un musicista che sta bene con le sue canzoni, che le cura, le coccola e le mostra come creature delicate. Splendida è stata la chiusura del set con una "Le mie parole" che ha lasciato la sala in silenzio. Richiamati immediatamente i musicisti sono tornati sul palco all'istante e hanno offerto quattro bis senza mai uscire dalle righe. Anche nei momenti più "ruffiani" come quando si è trattato di far cantare il pubblico durante "Smog" o di distribuire delle fontane da far brillare per il pezzo finale, Pacifico ha saputo ridere e far ridere del suo ruolo giocando con l'imbarazzo come fosse un compagno di giochi. E alla fine ha lasciato con "Una luce", quella che lui ha saputo riflettere attraverso le sue canzoni e quella che i presenti si sono trovati in mano da tenere accesa

BEPPE DONADIO:
Santi e navigatori
Via Milano blues
La stanza di Clara

PACIFICO:
Pacifico
Di pomeriggio
Il nodo
Pazzo il mondo
L'incompiuta
L'inverno trascorre
Caffè
Da qui
A poche ore
Un solo tempo
Fine fine
L'altalena
L'istinto
Polifemo
Solo un sogno
Le mie parole

Dal giardino tropicale
Lo sai che siamo uguali
Smog
Una luce