live report
Us Rails Sintonia, simpatia, bravura: gli US Rails fanno ancora centro a Chiari
di Laura Bianchi
Concerto del 22/11/2025
Poi qualcuno mi chiede ancora se valga la pena fare due ore di strada andata e ritorno, da casa alla sede di ADMR a Chiari. La risposta è tutta nel calore, nell'energia e nella bravura che gli US Rails ci regalano stasera, in due ore di concerto senza sosta, in casa ADMR, accogliente rifugio per chi ama la musica. Ma non solo: contribuiscono alla riuscita della serata la perfetta organizzazione, la puntualità, la simpatia dell'infaticabile Maurizio Mazzotti, autentico appassionato, che assapora tutto il set con un sorriso luminoso, come del resto tutto il pubblico presente. Una passione condivisa, che anche i quattro musicisti percepiscono fin dall'inizio, come dichiara Ben Arnold (piano, tastiere, chitarra elettrica e acustica, voce), seguito con ampi cenni di assenso da Scott Bricklin (chitarra elettrica, basso, voce), Cliff Hillis (basso, chitarra elettrica, voce) e Matt Muir (batteria, percussioni, voce).
Non sfugga quel "voce" da attribuire a tutti e quattro gli elementi della band: è un autentico piacere ascoltare, finalmente, non un solista con background vocals, ma quattro voci e quattro timbri diversi alternarsi nell'interpretazione delle canzoni, moltissime delle quali tratte dal loro nuovo All In, che stanno proponendo in questo tour europeo, e che rappresenta un'ulteriore conferma della validità delle scelte musicali del gruppo, coerente nel proseguire sulla strada del rock dalle molteplici ascendenze, amalgamate in modo sapiente dalla bravura, dalla versatilità e da un evidente piacere di suonare insieme.
Il concerto diventa quindi una cavalcata nel migliore classic rock della West Coast, venato di spruzzate Southern, con ballads intense (Heaven right now, con le tastiere di Arnold in bella evidenza), lunghe tirate elettriche alla Grateful Dead guidate da Bricklin (Drag me down, che inizia con una citazione di Ohio), alternate a momenti più meditativi (You're my home, con la bella voce di Muir) e a posizioni esplicitamente pacifiste (Love not War, una canzone di Hillis composta anni fa, ma ancora maledettamente attuale). Un suono vivido, fresco, ulteriormente rafforzato da melodie vocali alla CSNY, che esprimono con trasporto le emozioni dei testi, come nell'intensa Don't take me now, una preghiera e una promessa di non sprecare nessun giorno che ci viene dato, o in Old song on the radio, soul alla Commodores, che si avvale del sinuoso sax di Roberto Santigosa e del nostro singalong, o nell'inno Live for another day, tra Eagles e Bob Seger, che dà la possibilità a Bricklin di duettare con Arnold.
Richiamati a gran voce da tutti, i musicisti ci regalano ben tre bis, uno più trascinante dell'altro, il primo dei tre con una sorprendente cover di Shambala, con un accenno a Werewolves of London di Warren Zevon, e l'ultimo con Santigosa di nuovo in scena, per una trascinante Dead Flowers, che ribadisce l'ispirazione autenticamente rock del set, mentre il pubblico applaude, definitivamente conquistato. "Quanto amore ci vuole per riempire questa sala? Ma noi abbiamo voi!": la frase di Arnold è la chiosa perfetta per una serata per cui, sì, valeva la pena fare tanti chilometri.
May your Lucky Stars shine for you, US Rails.
Qui il video integrale del concerto (grazie a Massimo Meregalli)
FOTO DI FRANCO VALSECCHI
SETLIST
Stanotte è la notte (Esta la noche)
My old friend
Promise broken
Live for another day
Heaven right now
Water in the well
You're my home
Can't let it go
Follow the lights
Drag me down
Heartbreak superstar
Light my way
Old song on the radio (Roberto Santigosa on saxophone)
Don't take me now
Love not war (guitar and voice by Cliff Hillis)
Do what You love
Songs of freedom
BIS
Shambala (Three Dog Night cover with a snippet of Werewolves of London, Zevon)
Lucky stars
Dead Flowers (Rolling Stones cover)
Prossimo appuntamento della stagione: 6 dicembre, con il singer songwriter e chitarrista John Smith