Steve Wynn

Steve Wynn

Teatro Dal Verme - Milano Music Club # 3


21/10/2010 - di Vito Sartor
Con Crossing Dragon Bridge (2008) Steve Wynn diede un taglio abbastanza netto al suo stile inconfondibilmente ribelle, elettrico, capace di trasformare le tensione elettriche di un rock viscerale in poesia più pura, aggiungendo quel ´bastardo e sano divertimento´. L’album uscito nel 2008 ha dato modo ai suoi fans di poter apprezzare un artista rinnovato, nella forma e nello stile, Steve ha saputo sintetizzare la sua arte di scrittura, riassumendola e riadattandola a suoni più morbidi, seppur lontani dal concetto che propriamente si direbbe folk. Trasformazione di tutto rispetto per un musicista nobile e onesto come lui, il quale dichiarò di aver chiuso con il passato e anche con l’ultimo capitolo elettrico denominato Miracle 3.
Oggi il nostro si presenta così, puro e acustico, in un abito senz’altro molto stretto e non di certo cucito su misura della sua stazza da rockers: nonostante ´Medicine Show´ serva a riscaldarsi con un suono acustico e quasi ´zingaro´, il primo trittico proposto da Steve Solo, non convince abbastanza, per alzare i toni ci pensa un blues più classico e obliquo come ´The Side I’ll Never Know´ che conclude la prima parte one man band. Un live in crescendo, con "Tears Won’t Help´ si aggiunge il violino di Rodrigo D’ Erasmo e il set prende decisamente il volo ricamando al rock acustico e nervoso un suono decisamente morbido ed effettato, donando finalmente profondità al live, soprattutto in ´Bring The Magic´.
L’entusiasmo del pubblico è un risposta diretta e correlata ai successi firmati Dream Syndicate o ai suoni più distorti che ci rimandano a tale periodo, come succede in ´Love Me Anyway´ estratto dell’ultimo disco solista, così come nell’acclamatissima ´Boston´ in un libero sfogo rock and roll che forse dura anche fin troppo poco. Al duo si aggiunge il contrabbasso di Erik Van Loo (Willard Grant Conspiracy), insostituibile perfomer: grandioso nel west-swing di ´Wait Until You Get Know Me´, in cui spicca il violino pizzicato di Rodrigo, e negli archi di ´I Don’t Deserve This´.
Il concerto dimostra uno Steve Wynn in fase artistica transitoria, il musicista sta riscoprendo una sua nuova dimensione nonostante siano ancora ben visibili tutti gli elementi che lo legano al passato, sorta di fantasmi che non infastidiscono affatto.
Steve Wynn chiude generosamente con diversi "encore", in un atmosfera di festa tra compagni musicisti italiani (Manuel Agnelli, Cesare Basile) e non; semplicemente a contatto con il suo folto pubblico, giù dal palco e completamente unplugged.

Set List:
Medicine Show
Anthem
Strange New World
The Side I’ll Never Know
Tears Won’t Help
Bring The Magic
Punching Hole In The Sky
Love Me Anyway
Boston
Wait Until You Get Know Me
I Don’t Deserve This
Carolyn
Amphetamine

+ Encore

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