live report
Dallo Sciamano Allo Showman Tanti artisti per il premio Sergio Sacchi: una serata di amicizia, musica, Sciamani e Showmen (e women)
di Laura Bianchi
Concerto del 20/09/2026
Sergio Sacchi, "imperturbabile tessitore di trame, artista dell'arte migliore della vita, quella dell'incontro", avevo scritto in occasione del Tenco 2025. E le trame intessute da lui lungo tutta una vita mostrano ora la loro consistenza, coerenza e resistenza: moltissimi sono gli artisti e gli operatori culturali che lo ricordano e che ne sentono la mancanza, e altrettanti sono quelli che desiderano celebrarlo con una delle sue attività forse meno conosciute, ma sicuramente più meritorie: la traduzione in italiano dei testi di molti cantautori stranieri che altrimenti l'Italia non avrebbe conosciuto.
Nasce così, dalle menti fertili e attive di Nini Maria Giacomelli e Bibi Bertelli, animatrici del festival Dallo Sciamano allo Showman, giunto all'edizione 24, e di tutto il gruppo di organizzatori, l'idea di intitolargli un premio e di organizzare due serate di musica e amicizia a Darfo - Boario Terme, grazie alla fattiva collaborazione degli Enti locali e degli sponsor.
All'invito del Festival hanno risposto in tanti, attirati anche dal titolo evocativo: Canzone d'autore: quando la poesia viaggia in tradotta; Giulia Mei, Chiara Riondino, Davide Van De Sfroos, Alessio Lega, Olden, Alberto Patrucco, Joe Damiani, Michele Staino e Daniele Caldarini salgono sul palco con un'emozione palpabile, e molti di loro portano il proprio patrimonio di ricordi personali, aneddoti e gratitudine verso una figura indimenticabile, interpretando le canzoni da lui scritte o tradotte.
Un mosaico composito e avvincente, in cui la sensibilità degli artisti porta a una sorta di terzo livello di espressione: infatti, se Sacchi ha tradotto le canzoni altrui in perfetto equilibrio tra fedeltà al testo e creatività personale, senza operare traduzioni pedisseque e asettiche, ma nemmeno tradimenti estemporanei, ognuno di loro, stasera, non esegue una riproduzione esatta del brano come l'aveva pensato lui, ma lo attraversa, lo abita, e lo rende contemporaneo, intenso, emozionante.
La tradotta su cui salgono ci porta in un viaggio nello spazio e nel tempo: la serata si apre con un omaggio al genio russo Vladimir Vysockij con Il volo di Volodja, scritta e cantata da Sacchi, la cui voce risuona mentre Caldarini, Damiani e Staino la accompagnano dal vivo, per un momento di vera commozione, e si chiude con Dal fronte non è più tornato, interpretata da tutti. In mezzo, una toccante interpretazione di Alessio Lega di Un infinito vuoto, brano di David Riondino tratto dal disco Non svegliate l'amore. Ovvero di testi sacri e di canzone d'autore recentemente ripubblicato da Squilibri Editore, una rivisitazione da parte di Giulia Mei - premiata come emergente con la Targa Bigi Barbieri - di De profundis, a cui seguono un lungo set in cui la cantautrice palermitana presenta quattro sue composizioni, e uno più breve di Davide Van De Sfroos, che, oltre a suonare due canzoni sue, partecipa con tutti gli altri all'omaggio conclusivo a Vysockij, con il capolavoro Dal fronte non è più tornato.
Inoltre, il cantautore laghèe propone una sua versione in dialetto di Sulla strada, originariamente cantata da Guccini, ma scritta da Sacchi per il testo e da Andrea Mingardi per la musica:
Invece Alberto Patrucco legge uno scritto di Sacchi e interpreta Chi non la pensa come noi, di Georges Brassens, tradotta in italiano e presente nella raccolta AbBrassens. Non manca un omaggio a Joan Manuel Serrat, che Sacchi ha tradotto e portato al Tenco, e di cui Olden reinterpreta La tieta con grande trasporto:
Il momento forse più emozionante è quando il primo Premio Sacchi viene conferito a David Riondino, prematuramente scomparso in questo tragico 2026, e consegnato da Pere Camps (direttore del festival barcellonese Barna Sants) e da Steven Forti (di Cose di Amilcare) alla sorella Chiara, cantautrice, che propone Le lune di miele, scritta da Joaquìn Sabina e tradotta da Sacchi, e successivamente La riviera dei fantasmi, scritta dal fratello e da lui presentata nel suo ultimo Tenco con l'accompagnamento di Michele Staino al contrabbasso.
"La vita è l'arte dell'incontro", scriveva Vinicius de Moraes: questa sera, le trame intrecciate da Sergio Secondiano Sacchi si sono fatte ancora più strette e vicine, e consolidano la convinzione che esiste un patrimonio non solo materiale da preservare e custodire, ma anche immateriale, composto da musica, parole, scritti, ponti culturali, accoglienza e incontri. La Valle Camonica si è inoltre ufficialmente candidata a Capitale Italiana della Cultura 2029, e, per la prima volta, a concorrere al titolo non è una sola città capoluogo, ma un'intera zona, con i quaranta Comuni lombardi della vallata uniti in un progetto diffuso; questa serata è di buon auspicio per i "10.000 anni di futuro", lo slogan del progetto, tra arte, valori e condivisione.