Il Teatro Degli Orrori

live report

Il Teatro Degli Orrori Il Teatro Degli Orrori live al Vox di Nonantola (MO): resistere, ora come allora!

di Elisa Valmori

Concerto del 20/02/2025

#Il Teatro Degli Orrori#Italiana#Rock

Il Teatro Degli Orrori live al Vox di Nonantola (MO), 20/02/2025: resistere, ora come allora!


Il 20 febbraio 2025 ha preso il via il Mai dire mai tour 2025 nello storico Vox di Nonantola (MO), segnando il tanto inatteso quanto agognato ritorno sulle scene de Il Teatro degli Orrori.

La band aveva annunciato la reunion tramite i canali social nell'ottobre dello scorso anno, a distanza di ben nove anni dall'ultimo concerto e dopo lo scioglimento ufficiale nel 2020.


Il loro primo lavoro discografico per Tempesta Dischi, Dell'Impero delle tenebre (2007), fu accolto con grande entusiasmo da pubblico e critica, grazie anche alla coraggiosa scelta della lingua italiana – usata con grande maestria - su un genere musicale ruvido e d'impatto, comunemente più adatto all'inglese; questa attitudine spregiudicata venne mantenuta anche nei dischi successivi, sebbene il terzo album, Il mondo nuovo (2012), sia stato tacciato di essere troppo “morbido” rispetto all'onda noise dei precedenti lavori. Quel che è certo, è che il frontman Pierpaolo Capovilla si è rivelato una delle personalità più istrioniche del panorama musicale italiano.


Il club è strapieno, ma guadagno un posto nella calca proprio dietro al fonico (che è sempre il luogo migliore per ascoltare un buon concerto in un locale che suona bene).

Incredibilmente, è la mia prima volta con il Teatro degli Orrori, e ho l’impressione di essere forse l’unica, tra il pubblico, a non averli ancora visti dal vivo (mea culpa), sebbene segua Pierpaolo Capovilla e il bassista e produttore Giulio Ragno Favero sin dalle origini dei One Dimensional Man.


E così, alle 21:20 Il Teatro degli Orrori sale sul palco illuminato da sole luci rosse, e, dopo il teatrale saluto di un Capovilla in splendida forma (“Buonasera a voi, benvenuti, possiamo cominciare”), la band attacca con Vita mia. L’entrata in scena è esplosiva, ed è subito evidente che Capovilla e soci sono tornati sulle scene per divorare il palcoscenico e investire il pubblico in un abbraccio collettivo.

Segue Dio mio: l'impatto sonoro è travolgente, i suoni sono ben calibrati nel lucido caos che contraddistingue il sound della band e che si esprime in tutta la sua forza nel live (in cui si mantiene quella che definirei una precisa scelta stilistica, come negli album, di far uscire la voce allo stesso volume degli strumenti).


I musicisti – Gionata Mirai alla chitarra, Giulio Ragno Favero al basso, Francesco Valente alla batteria – si muovono solidi e compatti, pressoché ineccepibili nell’esecuzione dura e tagliente, su cui si articola in maniera sapiente la spregiudicata ironia di Capovilla in E lei venne. Il cantante è un improbabile, perfetto padrone del suo palcoscenico, su cui si muove in modo scomposto, ma con un ordine tutto personale, conversando con il pubblico che partecipa come in un fuori onda televisivo.


Non c'è tempo di prendere fiato che veniamo investiti dalla batteria dura e martellante di Due, che poco dopo lascia spazio al sipario onirico della ballad La canzone di Tom e la malinconica Direzioni diverse, che il pubblico ascolta con educata attenzione, per poi riprendere a scatenarsi sull'onda di Majakovskij e sull'incessante Io cerco te (il primo singolo tratto da Il mondo nuovo, 2012, che vanta anche alcune collaborazioni con altri artisti italiani come Zen Circus e Caparezza), seguita da Non vedo l’ora, con un attacco di basso distorto in grado di smuovere molto più delle coscienze.


La temperatura sale, in tutti i sensi; il pubblico è sempre più scatenato, sotto al palco qualcuno poga e improvvisa un paio di stage diving come nella migliore tradizione rock'n'roll. Non c'è spazio per distrarsi: la tensione emotiva è sempre altissima, ogni brano, anche meno conosciuto, ha un non so che di magnetico.

Senza mai perdere il focus, si giunge all'apice della loro produzione artistica con la travolgente A sangue freddo (uno dei loro più grandi successi), e Mai dire mai, brano dal sapore amaro in cui Capovilla si esprime in tutto il suo insolito romanticismo.


Il Teatro degli Orrori ripercorre in meno di due ore l'intera discografia, aprendo e chiudendo il live con le atmosfere cupe della prima fatica discografica. Per la band di Marghera (VE) sembra proprio un ritorno alle origini, pur senza alcuna rievocazione nostalgica del passato, ma, piuttosto, con l'urgenza artistica di riproporre un progetto ancora attuale, capace di smuovere la coscienza collettiva di giovani e meno giovani.


Di questo atteso ritorno, porto via con me una narrazione sapientemente articolata negli arrangiamenti e nei contenuti, ancorati, ora come allora, a un personale manifesto contro le derive della diseguaglianza sociale e dei conflitti, personali e mondiali.


Il Teatro degli Orrori sembra urlare: resistere, sempre. Ma lo fa con innata classe.

Prossimi live: mercoledì 12 marzo 2025 - ATLANTICO · ROMA

 

martedì 18 marzo 2025 - ALCATRAZ · MILANO