Steve Wynn

Steve Wynn

Orzinuovi (bs)


19/11/2005 - di Christian Verzeletti
Steve Wynn

19 novembre 2005
Buddha - Orzinuovi (BS) Nei tour di Steve Wynn l'Europa occupa un posto di rilievo ed in particolare l'Italia è una meta fissa da tempo, eppure ogni volta le sue date diventano un piccolo richiamo per gli appassionati rock: anche per quanti non avessero seguito gli sviluppi della sua carriera solista, si sa che Wynn offre garanzie di un concerto vigoroso e carico di chitarre come capita sempre più di rado.
All'interno del tour con cui sta promuovendo il nuovo album "Tick … tick … tick", la data di Orzinuovi era probabilmente quella meno attesa, essendo il resto dei concerti fissati in location più rinomate come il Big Mama (Roma), l'Estragon (Bologna) e lo Spazio Musica (Pavia), eppure Wynn ha offerto una performance da incorniciare, che ha coinvolto e convinto tutti i presenti.
Accompagnato dai Miracle 3 con cui suona in pianta stabile da tempo e con cui ha recuperato il rock acido e tagliente degli esordi, ha aperto con un paio di pezzi dell'ultimo disco, "Killing me" e "Cindy, it was always you", che hanno dato subito la giusta direzione al concerto con un suono tirato e metallico. Inattesa la cover di "Blind Willie McTell" in una versione dai toni western elettrificati che ha confermato le intenzioni di Wynn: nel corso della scaletta infatti anche alle ballate come "The ambassador of soul", "Under the weather" e "The deep end" verrà riservato un trattamento ruvido e oscuro.
Ma è stato nei pezzi più rock che Wynn ha dato il meglio di sé grazie all'apporto fondamentale di Jason Victor alla chitarra e di Linda Pitmon alla batteria: "Stare it down" è arrivata in una versione garage, tanto frontale da far invidia ai White Stripes, mentre "Death valley rain" è stata una lunga cavalcata psichidelica tra slide e maracas. Memorabile la versione di "The medicine show" con un dialogo tra le chitarre soliste concluso da Wynn al canto allontanandosi progressivamente dal microfono.
Da musicista esperto e cosciente qual è, Wynn ha dimostrando padronanza del palco portando modifiche alla scaletta in base alla risposta del pubblico e facendo crescere il concerto pezzo dopo pezzo fino alla foga punk in "Wired" e "Wild mercury". Il set si è concluso con una "Amphetamine" dura e acidissima che ha fatto salire ulteriormente il livello di adrenalina in corpo.
Wynn ha poi offerto una generosa serie di bis: prima ha regalato una "Boston" solo voce e chitarre, ironizzando simpaticamente sull'ovvietà della richiesta ("we went to an italian restaurant and asked for pizza …"), e poi ha richiamato la band per lasciare di nuovo il segno con "Nothin' but the shell" e con quel manifesto sonoro e poetico che è "The days of wine and roses".
Quando tutto sembrava finito e le casse del dj di turno avevano già cominciato a pompare, Steve è tornato sul palco per sapere se tra i presenti ci fosse qualcuno che provenisse da lontano. Trovandosi di fronte a chi aveva affrontato un lungo viaggio per assistere al concerto, ha insistito chiedendo che tipo di musica i suoi fans avessero ascoltato in auto: quella che sembrava semplice curiosità si è rivelato un modo per introdurre la mitica "John Coltrane Stereo Blues". Steve l'ha attaccata intonandone il ritornello ("I got some John Coltrane on the stereo baby"), ha lasciato che il pezzo venisse improvvisato a lungo in una sorta di trance liberatoria e ha infine concluso di nuovo al canto riassumendo la completa soddisfazione di tutti: "make it feel all right".

Scaletta:
Killing me
Cindy, it was always you
Blind Willie McTell
California style
Sustain
The ambassador of soul
Under the weather
Bruises
Stare it down
Death valley rain
The medicine show
When the curtain falls
Wired
The deep end
Wild mercury
That's what they always say
Amphetamine

Boston
Nothin' but the shell
The days of wine and roses

John Coltrane stereo blues

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