live report
Riccardo Cocciante La grazia, il garbo e l’eleganza di Riccardo Cocciante a Barletta
di Ambrosia J. S. Imbornone
Concerto del 15/09/2026
Grazia, eleganza, il peso specifico di una storia artistica importante, la lievità del garbo e della signorilità: Riccardo Cocciante ha portato questo e tanto altro ancora al Fossato del Castello Svevo di Barletta il 15 settembre 2026, nell’ambito della tournee Io… Riccardo Cocciante nel 2026, prodotta da Vivo Concerti.
Il cantautore, che a febbraio ha compiuto ottant’anni, porta sul palco pugliese per una scaletta di due ore e mezza un’energia invidiabile, tra poesia, intimismo, ma anche una grande varietà di ritmi e atmosfere.
Durante il concerto si spazia infatti dal rock progressivo del primo album in studio Mu (1972) al blues dell’omaggio a Jimi Hendrix, con spessore “sociale”, contenuto in Jimi suona, brano del 1991 con testo di Mogol; si va dalla suggestiva e trascinante Indocina scritta con Enrico Ruggeri (da La Grande Avventura, 1987), che consente a Cocciante di ricordare l’infanzia a Saigon, fino alla vibrante e malinconica nuova canzone Vai lupo, corri!, brano composto con Jean-Loup Dabadie e Pasquale Panella, che fa dell’animale un simbolo di resistenza della natura sfruttata e martoriata ed è compreso nel nuovo album di inediti Ho vent’anni con te, pubblicato a marzo a vent’anni dall’ultima pubblicazione.
Cocciante si racconta con semplicità senza mai glorificarsi, anzi, riconoscendo l’importanza dei tanti autori che hanno lavorato con lui, tra cui, oltre a quelli già menzionati, ricordiamo ad esempio Luc Plamondon, autore anche dei testi francesi di Notre Dame di Paris (in Italia adattati da Panella), spettacolo che nel 2027 taglierà il traguardo del venticinquesimo anniversario dalla prima messinscena e per il cui straordinario successo il cantautore, con l’umiltà dei veri signori, si dice grato al pubblico, più e più volte ringraziato durante il live. Oppure Paolo Amerigo Cassella, che ha firmato i versi di brani simbolo della discografia di Cocciante, quali i successi del 1974 Bella senz’anima e Quando finisce un amore.
Ed è proprio con l’intensità lancinante di pezzi come questi due, è proprio tra le pieghe clamorosamente taglienti e audaci del primo o tra i crescendo magistrali del secondo, che oggettivamente il concerto tocca l’apice di emozione.
Anche se il cantautore alleggerisce i toni del concerto interpretando persino la calorosa e cordiale Hai un amico in me, con il suo swing giocoso, dalla colonna sonora di Toy Story 4, cogliendo l’occasione per ricordare Fabrizio Frizzi, la sua identità artistica si individua nel suo ruolo impareggiabile di cantore dell’amore, dei dubbi e della fatica di relazioni che logorano in “discussioni sterili” e trascinano nella routine estenuante di giorni sempre uguali (Se stiamo insieme, 1991, sempre con parole di Mogol), del dolore che toglie la voglia di vivere nella raffinata, delicata e realistica (quanto straziante) Era già tutto previsto (1975), ma anche della gioia piena di fiori e colori della meravigliosa Margherita, scritta con Marco Luberti. E proprio il lato B di questo singolo, Primavera (1976), firmata dagli stessi autori, ci ricorda la maestria con cui Cocciante sa cantare il desiderio di rinascita con un pathos inconfondibile, come testimoniano pure Cervo a primavera (1980), ma anche in qualche modo la title-track dell’ultimo album Ho vent’anni con te, pezzo di una bellezza commovente, che, “senza nostalgia” – sottolinea il cantautore più volte nell’introdurla – ci presenta il testamento emotivo di un amore maturo, reale, che però fa ancora percepire la vividezza delle emozioni giovanili, come solo un sentimento autentico, profondo e totalizzante può continuare a fare. Composta con Luc Plamondon e Pasquale Panella, prospetta un legame che in qualche modo possa proseguire anche a distanza, dopo la morte, senza scivolare in banali idealizzazioni.
Durante il concerto Cocciante coinvolge ripetutamente il pubblico, spingendolo a riprendere a cappella alcuni versi celeberrimi di Margherita, o a seguirlo in improvvisazioni e gorgheggi al termine di Questione di feeling, quando il cantautore dialoga anche con assoli dei vari strumenti. Ad accompagnarlo infatti è una band di grande rilievo, con chitarre elettriche in gran spolvero, un ottimo comparto percussioni ad affiancare la batteria, tre bravissimi coristi, ecc.
Tra cantautorato, rock e pop, Cocciante racconta la sua lunga storia musicale e personale spendendosi con una generosità e un’umiltà di altri tempi. E il pubblico esce dalla venue rincuorato che esista ancora chi sappia cantare la vita e l’amore senza retorica, senza narcisismo, senza semplificazioni, immerso nella complessa e meravigliosa realtà degli affetti.
Grazie, Riccardo.
Prossime date:
sabato 19 settembre 2026, Milano, Unipol Forum
domenica 27 settembre 2026, Verona, Arena di Verona