Litfiba

live report

Litfiba Quarant'anni di 17 Re Tour 2026 (Arena Del Mare - Altraonda Festival - Genova)

di Gianluca Crugnola

Concerto del 14/07/2026

#Litfiba #Italiana#Rock

Un tour per celebrare e contestualizzare nel presente il “capolavoro” della new-wave italiana, 17 Re. La tappa genovese all’Arena del Mare (sold out) della band fiorentina mette sul tavolo tutto il repertorio live dei Litfiba, politica, polemiche, libertà e antimilitarismo, e chi si aspetta altro da loro non ne conosce l’essenza o la storia. Piero Pelù è frontman/oratore e non manca, anche in questa occasione, di arringare il suo pubblico; i suoi principali obiettivi sono Trump, Vannacci, La Russa, c’è spazio per un grande applauso in ricordo del presidente/partigiano Sandro Pertini e un battibecco con il frescone di turno che provoca Pelù invitandolo a parlare di f….

Ma veniamo alla musica; una performance di grande livello per una setlist meravigliosa senza ombra di dubbio. Al netto della location con vista Porto Antico, di un caldo opprimente, un’umidità da bagno turco, per citare una battuta di Piero, la line up originale, ricomposta per tributare il giusto riconoscimento al disco più importante della loro discografia, esibisce una forma smagliante, un affiatamento ritrovato che si percepisce, e si legge negli sguardi, nelle movenze.

Si parte con il solo marchese Aiazzi sul palco a solleticare la memoria attraverso un assaggio di Febbre strumentale; una volta raggiunto dal resto del gruppo, la nuova/vecchia traccia 17 Re, esclusa dalla tracklist all’epoca dell’uscita del disco, scalda i motori. L’atmosfera è subito carica di emozione e suggestioni, Gianni Maroccolo introduce la successiva Come un Dio e il viaggio prende ufficialmente forma; il basso del Maestro è una certezza che disegna il sound anni Ottanta del concerto.

Le canzoni del festeggiato vengono eseguite tutte; menzioni speciali per le esecuzioni magistrali di Vendetta, Univers, Pierrot e la Luna, Tango, che vede Aiazzi imbracciare la fisarmonica, Gira nel mio cerchio. La prima parte si chiude con Resta, brano ispirato dal disastro nucleare di Chernobyl, tornato d’attualità, viste le mire del governo.

I Litfiba tornano sul palco dopo la pausa per il bis e pescano dal resto della Trilogia Del Potere, in ordine : Il Vento, Istanbul, Santiago, Eroi nel vento, La preda, Tex e la chiusura classica con Cangaceiro. Più che di un semplice tributo al passato, all’Altraonda Festival è andato in scena un viaggio nella coscienza di un popolo, con i difetti e le contraddizioni tipici nostri, ma anche un pizzico d’orgoglio e genialità; un Paese fotografato nel 1986 da canzoni incastonate nella memoria, rinfrescate, rilanciate senza che ne venga sminuito l’impatto oggi, nel 2026, quarant’anni dopo; scatti di un mondo che non cambia mai nelle sue forme peggiori, guerre, disuguaglianze sociali, abusi di potere.

I Litfiba, quattro moschettieri dal suono mediterraneo, cinque con il bravissimo Luca Martelli alla batteria, alias lo spirito di Ringo De Palma, e come sempre Que Viva El Bandido!