Massimo Bubola

Massimo Bubola

Piazza Garibaldi - Iseo (bs)


13/07/2003 - di Christian Verzeletti
MASSIMO BUBOLA

13 luglio 2004 - ISEO (BS) Un concerto di Massimo Bubola rappresenta un incontro con i valori fondamentali di una canzone d'autore non solo italiana, sia per chi segue da tempo questo artista sia per chi si trova ad assistere per la prima volta ad un suo concerto.
La data in piazza Garibaldi ad Iseo, parte della rassegna Suoni Dal Mondo 2004 / World Music Ferstival del Sebino, ha visto in questo senso una partecipazione attenta di fans quanto di spettatori occasionali che Bubola ha guidato in quelle che sono le caratteristiche salienti della sua musica e della sua storia.
Una "Marabel" con mandolino e violino ha subito evidenziato la commistione tra canzone italiana e american music che questo cantautore sta portando avanti da anni in maniera sempre più approfondita. La prima parte della scaletta è stata infatti imperniata su un suono rock ricco di risvolti: "Fiume Sand Creek" è stata l'occasione per ricordare Fabrizio De Andrè, ma anche per risalire ad una tradizione americana che ha poi trovato la sua espressione più robusta in una "Quella che non ho" con la slide di Simone Chivilò e la voce dello stesso Bubola a dare corpo al country-rock. Oltre che alla scrittura di Bubola, che ormai dovrebbe essere riconosciuta da tutti, una nota di merito va alla band e in particolare al violino di Michele Gazich, abile nel fondere arie popolari nostrane con giri di fiddle e tocchi da banjo.
La ricerca condotta sulle canzoni e sulla tradizione ha avuto poi modo di emergere in modo più sensibile con un gruppo di ballate in cui ha trovato spazio anche la voce aulica di Elena Colombari. Emblematica è stata "Quella campana" con Bubola che ha soffiato nell'armonica il bisogno troppe volte represso di elaborare i propri lutti, mentre "Rosso su verde" è stata un esempio di interpretazione sobria ed elegante, con tanto di chitarra classica e qualche nobile volteggio: oltre ad essere due dei picchi del concerto, questi pezzi hanno rappresentato il significato che ogni canzone di Bubola porta in sé, a livello storico e sociale, narrativo e personale.
Unico neo è la mancanza di scioltezza "caratteriale" che Bubola soffre sul palco e che lo porta spesso ad assumere toni didattici, cosa di cui i pezzi dall'aria più popolare non dovrebbero soffrire, carichi come sono di storie vissute più che di derivazioni didascaliche. In questo però il cantautore trevigiano è ben aiutato sul palco da una band rodata, capace di spingere i pezzi e di rivitalizzarne le arie traditional come successo con "La fontana e la domenica" e "Volta la carta".
Ancora una volta il violino di Michele Gazich ha scaldato il pubblico spingendo i presenti a richiamare i musicisti sul palco per "Il cielo d'Irlanda", "Andrea", ma soprattutto per una "Don Raffaè", eseguita a tempo di blues, con le chitarre a creare un suono secco e scuro, perfetto per la voce grave di Bubola.
Per chi ne fosse all'oscuro, quella di Iseo è stata una serata utile per scoprire un autore e una forma di canzone non nuovi, ma portatori di una densità che merita di essere tramandata. Per chi invece già era al corrente del peso che Bubola ha assunto negli anni all'interno della canzone italiana, è stata un'ulteriore verifica di una maturità e di una professionalità che non tutti si possono permettere, almeno per quanto riguarda il folk suonato in Italia.


Massimo Bubola: voce, chitarra, armonica
Michele Gazich: violino, piano
Elena Colombari: seconda voce
Enrico Mantovani: steel, bouzouki, mandolino
Simone Chivilò: chitarre
Edu Hebling: basso elettrico
Moreno Marchesin: batteria


Scaletta:


MARABEL
FIUME SAND CREK
CAMICE ROSSE
QUELLO CHE NON HO
ALI ZAZÁ
SALLY
CAPELLI ROSSI
NIENTE PASSA INVANO
QUELLA CAMPANA
ROSSO SU VERDE
LA SPOSA DEL DIAVOLO
ENTRAMBI
LA FONTANA E LA DOMENICA
VOLTA LA CARTA

IL CIELO D'IRLANDA
ANDREA
DON RAFFAÈ

Massimo Bubola Altri articoli