Federico Fiumani

Federico Fiumani

Ex-colonia Elioterapica - Busto Arsizio (va)


12/01/2002 - di Andrea Salvi
FEDERICO FIUMANI
12/01/2002 BUSTO ARSIZIO (VA), EX-COLONIA ELIOTERAPICA
Immaginate un tranquillo sabato sera, come tanti. Un anonimo capannone, le pareti intorno bianche, alcune sedie. Persone sedute, alcune per terra, altre in piedi, in attesa? Luci basse dirette verso un piccolo palco, 3 metri per 3. Sul palco due spie, un microfono, alcuni effetti per chitarra. L’odore delle rose.
L’odore delle rose?!?
Ragazzi, avete letto bene. Qui si parla di Federico Fiumani, di una di quelle serate in cui qualcosa di diverso succede, e quello che questa sera è accaduto ha avuto la facoltà di stupirmi, non è cosa da poco, di questi tempi.

Ben sette anni dopo il tour “Confidenziale”, nel quale il leader dei Diaframma sceglieva per la prima volta di proporsi senza l’ingombrante pseudonimo esibendosi solo con una chitarra acustica, il modulo viene ripetuto, complice la proposta di una serata celebrativa e autofinanziata dalla Diaframma Mailing List (il fan club ufficiale) e che a quanto pare vedrà una coda nei prossimi mesi in una manciata di date per tutta la penisola.
Questa volta l’acustica viene lasciata in camerino, in favore di una Fender rossa fiammante che dona ai primi pezzi destinati a rompere il ghiaccio una certa aura surreale. Il pubblico, inizialmente spiazzato, reagisce freddamente, più per lo sbigottimento nell’assistere ad uno spettacolo simile. Federico Fiumani urla nel microfono senza risparmiarsi, scatta nervosamente all’indietro, batte il tempo con il piede insieme alla batteria che come un treno corre nella propria mente, salta al termine di assoli folgoranti…ragazzi, chiamatelo come preferite: punk, new wave o punk-rock non fa differenza, questa è adrenalina pura, che viene trasmessa per contagio irresistibile e immediato.
“Elena” giunge improvvisa come il coro che spontaneo trascina il pubblico a colmare lo spazio che lo separa dal palco “senza fretta cadere, come un vestito in un giorno qualunque!”, così come le ballate seguenti - fra tutte “Le navi del porto” in una versione da brividi - che vengono alternate sapientemente a brani più movimentati quali una trascinante “Diamante grezzo” fra le altre.
Fiumani si muove beffardamente. Da navigato animale da palcoscenico sa infatti come mantenere l’attenzione su di se, giocando tutte le carte su un’interpretazione passionale e partecipata delle proprie liriche, geniali e spiazzanti esempi di equilibrismo in perenne bilico tra Poesia e Vita vissuta, nelle quali descrivere episodi autobiografici equivale a riviverli qui e ora, coinvolgendo anima e corpo in irrefrenabili slanci emotivi. Ne è prova una raccolta versione dell’inno dark “Siberia” – era l’85, molte cose sarebbero accadute, gruppi quali Liftiba facevano da spalla ai Diaframma sperando in una maggiore visibilità… -.
Oggi, a 20 anni di distanza, l’esibizione di Federico Fiumani in un capannone come tanti altri si rivela più attuale di tutto quel vociare indistinto e spesso insulso che è l’attuale musica italiana; i suoi riff “alla Tom Verlaine” hanno attirato 150 persone da ogni angolo d’Italia; sentito omaggio ad un personaggio che continua ad avere emozioni da raccontare ed entusiasmo da trasmettere, a dispetto di chi lo ritiene artisticamente un disadattato, o solamente un testardo frequentatore senza speranze del mercato discografico ufficiale. Così la sua musica, i suoi testi.
Non può lasciare indifferenti vederlo interrompere un brano fingendo di non ricordarsi le parole e riprendere come nulla fosse dall’esatto punto appena lasciato, annuendo compiaciuto dell’attenzione del proprio pubblico. Non può lasciare indifferenti la straordinaria semplicità ed efficacia della serata, il sapersi mettere a nudo sia eseguendo brani anche raramente proposti in pubblico prima d’ora come “Vedessi che febbre” e “Metropolitana ore 9 e 30”, che vere e proprie pagine di diario sentimentale quali l’abbozzo inedito “La natura violenta dell'amore” e la sempre splendida “Boxe”.
Verrebbe da ripeterlo all’infinito, provate a vivere anche voi una serata simile, basta solo tendere l’orecchio, non può che far bene.

“Qualcuno prese la parola e disse cose assai diverse dalla solita minestra riscaldata. Non ci eravamo abituati e una magica violenza s’impossessò dei nostri cuori ed era bello”
                                                              (La rivolta)  




TRACK LIST L'odore delle rose .1
Blu Petrolio .2
Elena .3
Tre volte lacrime .4
Le navi del porto .5
Oceano .6
Beato me .7
Diamante grezzo .8
L'amore segue i passi .9
di un cane vagabondo    
Canzone brutta .10
La rivolta .11
Un temporale in campagna .12
Siberia .13
Verde .14
Metropolitana ore 9 e 30 .15
Un giorno balordo .16
Di domenica .17
Vedessi che febbre .18
Gambe da sogno .19
Caldo .20
La natura violenta dell'amore (inedito) .21
Boxe .22
Manca l'acqua .23
Vita nomade .24
Gennaio .25