Madame

live report

Madame Madame: non solo intrattenimento

di Silvano Terranova

Concerto del 11/09/2026

#Madame#Italiana#Canzone d`autore

Per la penultima data del suo tour estivo, dopo aver visitato castelli e altre storiche location e prima del gran finale nella cornice del Teatro Antico di Taormina, Madame, come già era successo quattro anni fa, ha dato appuntamento ai suoi fan palermitani al Teatro di Verdura.

In attesa dell’inizio dello show, l’atmosfera all’interno dello splendido parco di Villa Castelnuovo è gioiosa e rilassata: ragazzi che passeggiano tra i viali alberati, siedono sulle panchine o si fermano ai bordi della settecentesca fontana. E la sensazione è quasi che tutti si conoscano, o che quantomeno condividano, sotto la pelle, un profondo senso di appartenenza.

Quando si spengono le luci e partono le note dell’intro Bambini notte, un boato accompagna la proiezione dell’ombra della cantautrice sul grande schermo bianco, elemento centrale dell’essenziale scenografia. Terminata l’intro, Madame raggiunge la parte centrale del palco e attacca OK, l’ultimo brano che ha scritto per Disincanto, nonché quello che, più di ogni altro, desiderava portare dal vivo.

Il blocco iniziale, che prosegue con l’hit Volevo capire, con Disincanto, con Come stai e con Puttana svizzera, tutti brani tratti dall’ultimo lavoro, fissa subito le coordinate verso cui l’artista intende dirigere lo show: un suono essenziale, come la scenografia che veste di bianco il palco, impreziosito dai contributi dell’amico e collaboratore di vecchia data Bias, al secolo Nicolas Biasin, e di Luca Narducci, polistrumentista alle prese con sintetizzatori, chitarre e basso.

Dopo l’esecuzione di Quanto forte ti pensavo, accompagnata dal canto corale del pubblico, lo show raggiunge il momento più toccante: sullo schermo posto alle spalle dell’artista vengono proiettati momenti di vita di una famiglia che, attraverso un racconto lungo vent’anni, viene messa a nudo nella propria quotidianità. Un racconto che, per una curiosa e per me tutt’altro che casuale coincidenza, conosco molto bene.

Mentre Madame recita come un mantra “Non c’è sangue che mi lega a qualcosa che non sento. La famiglia non è sacra, la famiglia è un merito” e canta Mami papi, Aranciata, Allucinazioni e Rosso come il fango, sul grande schermo che fa da fondale al palco scorrono frammenti di vacanze al mare, feste di compleanno, gite fuori porta e pranzi all’aperto: immagini dai colori sbiaditi dal tempo, con inquadrature a volte incerte, piccoli frammenti di vita quotidiana fissati sulla pellicola e restituiti, a distanza di decenni, a uno sguardo che non è più soltanto quello di chi li ha vissuti.

L’esecuzione di Sciccherie, con un essenziale pianoforte suonato dalla stessa Madame, dà il via a un’ideale seconda parte del concerto, nella quale si susseguono brani che sono già diventati classici nella, seppur breve, carriera dell’artista vicentina. La persona peggiore del mondo, Voce - ottavo posto, Premio Sergio Bardotti come miglior testo e Premio Lunezia per il valore musical-letterario a Sanremo 2021 - e Grazie, con il palco trasformato nello studio di uno psicanalista impersonato da Bias, sono solo alcuni degli episodi che confermano l’incredibile capacità compositiva di un’artista che, senza ombra di dubbio, può essere considerata una delle voci più interessanti e credibili dell’attuale panorama musicale italiano e, di sicuro, una delle più amate dalle nuove generazioni, ma non solo.

Non è un mistero, infatti, che il rapporto tra Madame e il suo pubblico sia quasi viscerale e vada ben oltre le consuete dinamiche tra artista e spettatori. Il dialogo tra palco e platea è una costante dello spettacolo, come dimostra anche il consueto siparietto del “confessionale”: un momento nel quale alcuni elementi del pubblico vengono invitati a rivelare pubblicamente un loro segreto, con esiti che spaziano dall’esilarante all’estremamente toccante.

La chiusura dello spettacolo - 27 brani per oltre due ore di musica - è affidata a M’ama non m’ama, ennesima dimostrazione della capacità dell’artista vicentina di affiancare, a testi capaci di strapparti l’anima, hit devastanti in grado di vendere - se ancora si vendessero - milioni di dischi. Poi arriva la reprise di OK, che riporta la puntina dell’ideale giradischi esattamente al punto da cui tutto era cominciato.

“Madame non è solo intrattenimento”, recita una frase di Come stai?. Ed è verissimo. Però, da autentico animale da palcoscenico, anche quello le riesce benissimo.