Willie Nile

Willie Nile

Clavesana (CN)/Chiesa delle Surie


11/01/2013 - di Roberto Contini
Un concerto di Willie Nile è sempre una ghiotta occasione da non perdere, Willie è un artista di grandissimo spessore, un autore intelligente e ironico, dotato anche di una voce duttile e forte al tempo stesso, capace di trasmettere al pubblico le emozioni dei suoi testi. Con queste premesse mio figlio Giacomo ed Io abbiamo deciso di sfidare la fitta nebbia della pianura piemontese per arrivare nella terra del Dolcetto, alle Surie, nell’alta Langa, una frazione di Clavesana, dove invece c’era un bel cielo stellato tanto da poter immaginare la posizione del Monviso di fronte a noi.

Il concerto era ospitato nella Chiesa delle Surie, gentilmente concessa dal Vescovo e dal Parroco Don Armando, presente anche all’evento. L’organizzazione del concerto è stata curata dalla Cantina Clavesana, in collaborazione con Crete Senesi Random Rock Festival ivi rappresentato da Stefano Tesi, una delle anime di questa meritevole associazione che si prefigge di portare artisti di valore in piccole località  delle campagne italiane. In particolare bisogna sottolineare la coraggiosa iniziativa di sponsorizzazione e lo spirito di mecenatismo della Cantina Clavesana  e del suo Direttore Anna Bracco, che ha consentito l’ingresso gratuito al concerto, offrendo anche ai partecipanti un bel buffet, innaffiato naturalmente da un buon Dolcetto, preparato in collaborazione con la Scuola Alberghiera di Mondovì. Questa iniziativa offre un bell’esempio della calda accoglienza Langarola e assume particolare valore in un momento in cui alcuni locali (specializzati!?!) della vicina Torino annullano date di concerti per paura di scarsi incassi.

Willie Nile si presenta davanti al pubblico con la sua chitarra acustica, accompagnato da Marco Limido alla chitarra elettrica, un grande chitarrista di estrazione blues che sarà protagonista durante tutta la serata e che Io ricorderò in particolare per il gran lavoro alla slide in “On The Road To Calvary” . Il concerto inizia subito con un’incalzante versione di “Run”, seguita da “Sing Me A Song” (uno dei suoi primissimi successi dell’album di esordio nel 1980) che creano  immediatamente l’atmosfera giusta con il pubblico. Il tempo di una cover di Going Down di Freddie King suonata con Marco Limido, facendo il verso a Mick Jagger e Keith Richards, poi Willie introduce “Holy War” una nuova canzone che parla dell’assurdità del fanatismo, contenuta nel suo prossimo album American Ride in uscita in primavera e che si preannuncia molto interessante. Willie cerca di spiegare il contenuto delle canzoni con un italiano (volutamente?) approssimativo, chiedendo un aiuto nella traduzione e chiudendo il discorso con una frase, già sentita da chi frequenta i suoi concerti, ma sempre di grande effetto per il pubblico : My Italian is not so good, but my rock & roll is not so bad !!.

Il tema della condizione dei più deboli  e l’impegno civile sono al centro delle due canzoni che seguono: “Bread Alone” e “The Innocent Ones”, brano quest’ultimo che scatena l’entusiasmo del pubblico e dello stesso Don Armando che si lascia coinvolgere con il resto del pubblico nel battere le mani scandendo il tempo.  Qualcuno del pubblico più curioso non si era lasciata scappare l’occasione di acquistare all’entrata un libro con i testi (bellissimi) delle canzoni di Willie Nile  e seguiva attento i versi di questo poeta con la chitarra. Il ritmo si mantiene ancora alto con una cover alla Jagger - Richards di I Am Not Fade Away di Buddy Holly, con i riff di Marco Limido, prima di passare ad un capolavoro di grande atmosfera e poesia come “Love is a Train”, che Willie interpreta senza il suo fedele piano elettrico, ma ben spalleggiato dal fraseggio chitarristico di un grande Limido

A seguire una serie di classici del repertorio live di Willie Nile“House of Thousands Guitars”, “On The Road To Calvary”, “Les Champs Elysées”, “People Who Died “ e “One Guitar”, brano quest’ultimo in cui Willie Nile si scatena saltellando qua e là con la sua chitarra acustica, sino ad arrivare a salutare il pubblico e Don Armando dal pulpito, dando ancora una volta prova di essere un vero animale da palcoscenico, oltreché un grandissimo artista. Il concerto sarebbe finito qui, ma è difficile andarsene senza bis e con un pubblico estasiato i bis sono due: I Wanna Be Sedated dei Ramones  e un’inedita She’s Got My Heart da American Ride di prossima uscita . La bella serata si chiude con i saluti e i ringraziamenti agli organizzatori e a Don Armando, il quale ricorda che Sant’Agostino scriveva che cantare è come pregare due volte, strappando un caloroso applauso dal pubblico, colpito da questo atteggiamento ‘illuminato’ della Chiesa verso la musica rock, riconoscendo che la  musica eleva i cuori e crea armonia tra la gente . Wille Nile e Marco Limido escono di scena, visibilmente emozionati per avere suonato in un luogo così mistico e inconsueto (‘on the edge of the world’, come ha detto Stefano Tesi), davanti ad un pubblico così variegato, ma coloro  che hanno seguito questo concerto e coloro che come me hanno da sempre una grandissima ammirazione per Willie Nile, sanno che ci sarà certamente un’altra occasione per applaudirli e sempre un posto riservato per loro  nella House Of Thousands Guitar!

 

Setlist :

1)  Run

2)  Sing Me A Song

3)  Going Down

4)  Holy War

5)  Bread Alone

6)  The Innocent Ones

7)  I’m Not Fade Away

8)  Love is Train

9)  House Of Thousand Guitars

10  On The Road To Calvary

11  Champs Elysees

12  People Who Died

13  One Guitar

 

Encore

1)  I Wanna Be Sedated

2)  She’s Got My Heart

 

Video youtube credits:

Light of Day 2011 Figino (Co) 04/12/2011Video: Cristina ArrigoniMontaggio: Marco Limido

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