Willie Nile

Willie Nile

Clavesana (CN) / Chiesa delle Surie


07/12/2013 - di Roberto Contini
Un concerto di Willie Nile, da solo o con la band, è sempre una ghiotta occasione da non perdere, Willie è un artista di grandissimo spessore, un autore intelligente e ironico, dotato anche di una voce duttile e forte al tempo stesso, capace di trasmettere al pubblico le emozioni dei suoi testi. Il viaggio che ci porta a Clavesana inizia con il sole al tramonto che dalle vicine pianure francesi rosseggia ancora al di là delle Alpi piemontesi pianura piemontese per arrivare nella terra del Dolcetto, alle Surie, nell’alta Langa, una frazione di Clavesana, dove ci attende  un bel cielo stellato che rischiara la campagna ormai immersa nel buoi di un tardo pomeriggio di fine autunno. Il concerto era ospitato anche stavolta nella Chiesa delle Surie, gentilmente concessa dal Vescovo e dal Parroco Don Armando, presente anche all’evento. L’organizzazione del concerto, perfetta e curata in ogni particolare, è opera della Cantina Clavesana, in collaborazione con Crete Senesi Random Rock Festival ivi rappresentato da Stefano Tesi, una delle anime di questa meritevole associazione che si prefigge di portare artisti di valore in piccole località delle campagne italiane. In particolare voglio sottolineare ancora una volta la coraggiosa iniziativa di sponsorizzazione e lo spirito di mecenatismo della Cantina Clavesana  e del suo Direttore Anna Bracco, che oltre a prendersi l’onere di organizzare il concerto (fatto non da poco in tempi come quelli odierni), quarto appuntamento per il 2013  di Rock & The Wine, hanno anche offerto ai partecipanti un bel buffet, preparato in collaborazione con la Scuola Alberghiera di Mondovì,  innaffiato naturalmente da un buon bicchiere  Dogliani Superiore. Una bella iniziativa che fa capire ancora una volta quanto possa essere calda la tradizionale accoglienza Langarola e che ha voluto in qualche modo premiare  tutti quelli che con coraggio si sono spinti fino alle Surie  in  una fredda serata di fine autunno.

Willie Nile si presenta davanti al pubblico con la sua chitarra acustica, accompagnato da Marco Limido alla chitarra elettrica, un grande chitarrista di estrazione blues, protagonista di una serata

scoppiettante, tra riff taglienti come lame e assoli mozzafiato. Il concerto si apre con due brani dal nuovo album American Ride una splendida This is our Time che colpisce per la ritmica potente e l’energia che riesce a trasmettere, segue a ruota Life on Bleecker Street che per Willie Nile rappresenta un po’ la Penny Lane post-Punk della Grande Mela. L’atmosfera si fa più calda e arrivano due brani di grande effetto: “The Innocent Ones” (che tratta  tema della condizione dei più deboli e l’impegno civile che per questa occasione è stata dedicata al ricordo di Nelson Mandela) e  Holy War”, feroce critica alle guerre c.d. di religione (“God is great, but you’re not”) con un riff trascinante di Marco Limido che intercala il cantato in tutta la canzone e culmina con un ritornello emozionante, un pezzo veramente entusiasmante,  arricchito anche da un bell’assolo. Willie  da grande entertainer qual è, dialoga con il pubblico e cerca di spiegare il contenuto delle canzoni con un italiano (volutamente?) approssimativo, chiedendo un aiuto nella traduzione e chiudendo il discorso con una frase, già sentita da chi frequenta i suoi concerti, ma sempre di grande effetto: My Italian is not so good, but my rock & roll is not so bad !!. Il tempo di una cover di “Going Down” di Freddie King suonata con Marco Limido, facendo il verso a Mick Jagger e Keith Richards, poi Willie introduce “She’s got My Heart” e la titletrack dell’ultimo album American Ride, una canzone dalla struttura armonica semplice, fatta di pochi accordi, che colpisce direttamente al cuore, destinata a diventare un cavallo di battaglia di Nile American Ride.  e Il ritmo si mantiene ancora alto con una cover alla Jagger - Richards di I Am Not Fade Away di Buddy Holly, con i riff di Marco Limido, e con “Sing Me A Song” (uno dei suoi primissimi successi dell’album di esordio nel 1980)   prima di passare ad un capolavoro di grande atmosfera e poesia come “Love is a Train”, che Willie interpreta senza il suo fedele piano elettrico, ma ben spalleggiato dal fraseggio chitarristico di un grande Marco Limido.  Nella parte finale del concerto  arrivano una serie di classici del repertorio live di Willie Nile : “House of Thousands Guitars”( con alcuni versi modificati  per inserire Lou Reed tra i grandi scomparsi), “One Guitar” “I Wanna Be Sedated” dei Ramones, , “Les Champs Elysées”e “On The Road To Calvary” caratterizzata dal gran lavoro alla slide di Marco Limido . La bella serata si chiude con i saluti e i ringraziamenti agli organizzatori e a Don Armando, il quale ricorda che Sant’Agostino scriveva che cantare è come pregare due volte, strappando un caloroso applauso dal pubblico, colpito da questo atteggiamento ‘illuminato’ della Chiesa verso la musica rock, riconoscendo che la  musica eleva i cuori e crea armonia tra la gente .

Setlist:
 
This Is Our Time
Life on Bleecker Street
The Innocente Ones
Holy War
Going Down
She’s Got My Heart
American Ride
I’m Not Fade Away
Sing Me A Song
Sweet Jane  (in memory of Lou Reed)
Love is Train
House Of Thousand Guitars
One Guitar
I Wanna Be Sedated
Champs Elysees
On The Road To Calvary

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