Antonio Raia

Antonio Raia

Santeria Volume - JazzMi


07/11/2018 - di Paolo Ronchetti
Antonio Raia è un giovanissimo sassofonista napoletano che sta provando a fare qualcosa di diverso e rischioso anche rispetto a ciò che fa la maggioranza dei musicisti visti in questi giorni di JazzMi; Giorni in cui ho comunque cercato di seguire un percorso “alternativo” legato alla pratica delle idee e della passione più che a quella della tecnica e orecchiabilità.

Gli spazi della “vecchia” Santeria, quella tra Lambrate/Ortica/Città Studi dove sono nato, sono stati in questo senso perfetti perché hanno dato il giusto sapore e attenzione alle pratiche di Antonio Raia (Sax tenore) e Renato Fiorito (elettronica). E si ricomincia dove avevamo lasciato nei giorni scorsi i bellissimi live di Colin Stetson e John Zorn: dal respiro! Respiro e soffio sono le prime cose che ascoltiamo prima che si formi un suono flebile e flebile, ma chiara, melodia; respiro e suono sono le prima cose che ascoltiamo sopra una elettronica fatta di suoni cavernosi e scelte assolutamente non banali e curata, live, da Renato Fiorito. È subito chiaro come tra i due ci sia una intesa rodatissima fatta di ascolto e di conoscenza reciproca. Tra soffio e urlo Raia scandaglia molto e lo fa spesso con repentini cambiamenti dopo aver esplorato per bene il percorso sonoro precedente, seguendo una strada precisa negli snodi probabilmente sulla traccia del disco che sta venendo alla luce in questi giorni per la prestigiosa etichetta portoghese Clean Feed. Un percorso che lo porta sino a toccare anche le inaspettate melodie tradizionali di Dicentello Vuje prima di riperdersi in suoni flebili, temi fischiati e ostinati potenti attraversati da nubi elettroniche sempre pertinenti.

C’è molto coraggio nella proposta che infatti è premiata da applausi convinti e da un tour che presenterà Asilum un po’ in tutta Europa.