Nada Malanima

live report

Nada Malanima Nada, la Signora del Castello Sforzesco

di Autori vari

Concerto del 02/09/2025

#Nada Malanima#Italiana#Canzone d`autore

LAURA BIANCHI

La aspettiamo dal 2022, quando ci sconvolse con un live chitarra e voce, col fido Stefano Mucciarelli, e c'eravamo.

C'eravamo anche nel 2019, quando ci sconvolse con un set impreziosito da Motta, John Parish e gli Zen Circus.

Ma stasera, ah, stasera, la signora presenta il suo ultimo disco, lo splendido Nitrito, con la sua band di giovani, eccellenti musicisti. E l'energia esplosiva brilla in mezzo a un pubblico eterogeneo, entusiasta, intergenerazionale, che accoglie con calore sia i nuovi brani, sia quelli che hanno segnato un percorso in costante crescita umana, compositiva e qualitativa. Perché Nada, a 72 anni, non deve più dimostrare niente, eppure la sua voce inossidabile e la sua fisicità viscerale e istintiva coinvolgono, stravolgono e conquistano. E perché lei canta come vive: col corpo, con i nervi, con i muscoli, soprattutto col muscolo più importante: il cuore. Lei dondola, scuote i capelli, si rotola sul palco, si accascia sulla sedia, gioca coi lembi dell'abito, sembra strapparselo di dosso, ma noi capiamo che vuole strapparsi di dosso il dolore delle donne che interpreta; innamorate, vinte, angosciate, indifferenti, appassionate, lievi, pesanti, trascurate, imprigionate, lune in piena che si donano senza risparmio,

ma che ogni volta ricominciano daccapo, finché non usciranno, felici, All'aria aperta.

E attorno a lei, divina e abissale, si muovono i giovani musicisti, in totale sintonia, a sottolineare tutte le sfaccettature di un'anima che comprende moltitudini.


PAOLO RONCHETTI

È una notte che arriva “tra un cavallo e una formica”, introdotta da una natura fatta di canti di uccelli e infiniti suoni di insetti. Come fossimo non più nel centro di Milano ma in un Castello Sforzesco immerso, ancor più, nella natura. E Nada Malanima, questa sera e nella sua carriera, è così: selvaggia e indomita come un cavallo, e caparbia, precisa e laboriosa come una formica. Dal 1973 si è ripresa, per ogni stagione che è passata, la sua vita artistica, costruendo uno stile vitale e proprio che affronta e propone con coraggio, perché non è facile dedicare tutta la prima parte del concerto “solo” all’ultimo suo lavoro (Nitrito - 2025) a un pubblico che magari sta aspettando i brani famosi di una carriera iniziata nel 1969! E l’esecuzione di Nitrito è proprio la prima grande sorpresa: quasi più a fuoco e definito rispetto al disco. Più scorrevole anche quando fa rendere più evidente le complessità ritmiche di alcuni brani. La voce è già calda sin dall’inizio, sia che affondi nei toni sempre più pieni e profondi da contralto, sia nei registri medi e alti dove si permette note e fraseggi graffianti che vanno dritto alle orecchie e al cuore. Musicalmente, rispetto al disco, questa sera sono molto colpito da piccole cose, come la bellissima frase musicale che Nada aggiunge e canta in Uovo e che piacerebbe tantissimo a Damon Albarn e soci. Musicalmente i brani presentati sono parte di quella storia organica che parte più meno da Dove Sei Sei del 1999 e arriva a oggi. La band suona precisa nelle note e ancor più nelle intenzioni: Franco Pratesi, Luca Celli, Andrea Mucciarelli e Francesco Chimenti (con alcune seconde voci così acute e precise da far rimanere a bocca aperta) lasciano i giusti spazi alla voce di Nada.

Sul palco l’artista toscana si sbraccia, si inginocchia, muove le mani e si rotola, come una bambina dalle emozioni contagiose e incontenibili mentre passano Una Pioggia Di Sale, (L’amore Devi Seguirlo 2016), Guardami Negli Occhi (Dove Sei Sei 1999), Luna In Piena (2007), Senza Un Perché (Tutto L’Amore Che Mi Manca 2004), Dove Sono I Tuoi Occhi (È Un Momento Difficile Tesoro 2019).

Da ricordare l’intensa esecuzione di Senza Sonno di Cesare Basile (da Gran Cavalera Elettrica 2003) che inizia con una chitarra che ricorda l’attitudine chitarristica di Mesolella (e quanto manca ancora questo artista!). Il fatto è che Nada riesce a essere credibile e appassionata nelle cose preziose come in quelle apparentemente più naif o scomode. E ricorda come sia artista capace di donarsi apparentemente impudica ma protetta da una esperienza sui palchi, anche teatrali, che le permette di concedersi autenticamente come un'attrice, come raramente si vede oggi fare.

Si galoppa verso il finale con Tutto L’amore Che Mi Manca (2004), In Mezzo Al Mare e Io Ci Sono (La Paura Va Via Da Sé 2022). Non manca naturalmente Amore Disperato che, nei bis, evidenzia come l’unica cosa che sia mancata in questa serata sia stata una maggiore vicinanza del pubblico ai musicisti. Perché è vero che le sedie degli spettatori sono comode e mai appiccicate tra loro e tra il pubblico e il palco, ma questo crea da sempre, al Castello, un leggero distacco tra la passione dei musicisti e quella del pubblico.

Ma, ormai abbracciata da tutto il pubblico in piedi, Nada ritorna per una versione in voce solitaria e da brividi di All’Aria Aperta (L’Amore Devi Seguirlo 2016).

Questa volta l’intensità, il calore, la potenza raffinata e carnale, la tecnica vocale (quella specie di solfeggio con il respiro che fa nel finale del brano potrebbe venire dritto dai lavori di Meredith Monk) sono così potenti che nessuno riuscirà a tornare a casa senza cantare nella testa all’infinito quel “libera l’anima mia, libera la pazzia” che suggella un concerto così pieno di preziosa passione da lasciare il cuore caldo e libero, almeno per un po’.